Detrazione al 50% per alcuni interventi sull’abitazione principale e al 36% negli altri casi ammessi: è l’impianto proposto per il 2027 dal Ddl Bilancio. Il Governo annuncia nel comunicato del 28 ottobre la conferma delle detrazioni per le ristrutturazioni; l’articolo 4 disciplina recupero edilizio, efficientamento energetico, interventi antisismici e arredi.
Proposta, non legge approvata. Il Ddl Bilancio 2027 deve ancora essere approvato dal Parlamento e può essere modificato durante l’esame. Le misure descritte non sono, per questo solo annuncio, già in vigore.
Consulta o scarica il testo integrale della proposta (PDF, 175 pagine, circa 14 MB). Copia del documento pubblicato da Edilportale, conservata senza modifiche.
Non è uno sconto immediato e generalizzato sulla fattura. Sono agevolazioni proposte, soggette a condizioni e all’esito del passaggio parlamentare. Percentuali simili non rendono uguali tutti gli interventi.
Quando il Ddl prevederebbe il 50%
Il testo riserva l’aliquota maggiorata alle spese sostenute dai titolari del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento per interventi sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale. È quindi necessario verificare insieme chi sostiene la spesa, il titolo sull’immobile e l’utilizzo dell’abitazione.
La formula “prima casa” usata nel linguaggio comune non sostituisce questi requisiti. La semplice circostanza di avere comprato con agevolazioni al rogito non consente, da sola, di attribuire il 50% a ogni lavoro.
Massimali diversi per interventi diversi
Per il recupero del patrimonio edilizio, la proposta indica il 36% su un ammontare di spesa fino a 96.000 euro per unità immobiliare, con elevazione al 50% nei casi ammessi sull’abitazione principale. Restano escluse le spese di sostituzione con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.
Per il sismabonus il limite indicato è di 96.000 euro per unità; per le parti comuni è moltiplicato per il numero delle unità dell’edificio. L’ecobonus proposto ha invece un limite di 96.000 euro per unità oppure di 40.000 euro moltiplicati per le unità nel caso delle parti comuni condominiali.
Il testo prevede anche requisiti tecnici e documentali. Per gli interventi energetici richiama asseverazioni, certificazioni e comunicazioni: il fatto di pagare una spesa nel 2027 non renderebbe qualsiasi opera automaticamente detraibile.
Mobili e contributo elettrodomestici non coincidono
Per gli arredi dell’immobile ristrutturato, il Ddl propone una detrazione del 50% su una spesa massima di 5.000 euro, ripartita in dieci quote annuali. Il recupero teorico massimo sarebbe dunque di 2.500 euro, non di 5.000 euro. I lavori devono rispettare il collegamento temporale previsto dalla disposizione.
Separatamente, l’articolo rifinanzia con 50 milioni di euro per il 2027 il fondo per il contributo sugli elettrodomestici. È un plafond complessivo pubblico, non un importo individuale; criteri e termini di erogazione sono rinviati a un decreto.
Il controllo utile prima di programmare la spesa
Per un preventivo occorrerà individuare prima la categoria dell’intervento e poi aliquota, tetto di spesa, documenti e modalità di fruizione. Non è corretto sommare bonus diversi sulla stessa spesa senza verificarne le regole.
La proposta deve diventare legge. Finché il testo non è definitivo, un piano di lavori può considerare gli scenari annunciati, ma non trattare la detrazione del 2027 come un rimborso già acquisito.
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