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Strumenti pratici · BorsaMagazine

Calcolatori finanziari

Metti alla prova i numeri: interesse composto, piano di accumulo, rata del mutuo, inflazione e titoli di Stato. Ogni risultato è uno scenario matematico, non una previsione o una proposta commerciale.

Nessuna registrazione. Questi strumenti eseguono i calcoli nel browser: gli importi inseriti non vengono inviati dal calcolatore al server, né salvati sul dispositivo.

01 · Crescita del capitale

Calcolo dell’interesse composto

Quanto diventerebbe un capitale se gli interessi restassero investiti? Imposta un tasso annuo effettivo costante: può essere anche negativo. Nessun versamento successivo.

Ipotesi dell’interesse composto

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Formula, costi e limiti

Con C capitale, r tasso annuo, c costo annuo e n anni: valore prima dell’imposta finale = C × [(1 + r) × (1 − c)]n. I tassi nella formula sono espressi in forma decimale. Si sottrae poi l’imposta scelta soltanto all’eventuale guadagno positivo rispetto a C.

La tassazione è una semplificazione a fine periodo: non riproduce imposte annuali, cedole, bollo o regimi fiscali specifici. Il risultato non incorpora inflazione, oscillazioni dei mercati o rischio dell’emittente. Con rendimento negativo puoi perdere capitale.

Per approfondire: Interesse composto: formula ed esempi realistici.

02 · Versamenti periodici

Simulatore PAC

Stima l’effetto di versamenti mensili costanti. Separiamo il denaro versato dal risultato del rendimento ipotizzato: il PAC è una modalità di investimento, non una garanzia di guadagno.

Ipotesi del piano di accumulo

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Formula, costi e limiti

Il fattore mensile è g = [(1 + r) × (1 − c)]1/12. A fine mese: nuovo saldo = saldo precedente × g + versamento. A inizio mese: nuovo saldo = (saldo precedente + versamento) × g. Il costo annuo è distribuito tramite il fattore mensile equivalente.

Ogni anno contiene 12 versamenti. L’imposta scelta si applica solo al guadagno finale positivo, non ai versamenti. Commissioni fisse per acquisto, fiscalità intermedia, bollo e inflazione sono esclusi. Un rendimento costante non descrive la volatilità reale; il valore può scendere sotto i versamenti.

Per approfondire: Piano di accumulo: costi, rischi e funzionamento.

03 · Finanziamenti

Calcolo della rata del mutuo

Rata mensile costante con ammortamento alla francese. Usa il TAN, non il TAEG. Il confronto con un punto percentuale in più è uno scenario separato, non una previsione dei tassi.

Ipotesi del finanziamento

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Formula e cosa non comprende

Con P capitale, i = TAN / 12 e N = anni × 12: rata = P × i / [1 − (1 + i)−N]. Il TAN va espresso in decimali. Se il TAN è zero, la rata è P / N. Ogni mese gli interessi si applicano al debito residuo; la differenza rispetto alla rata rimborsa capitale.

Il TAN resta invariato per tutta la simulazione. Per un mutuo variabile puoi simulare una nuova rata usando debito e durata residui, ma non ricostruire qui l’andamento futuro del parametro. Esclusi istruttoria, perizia, imposte, assicurazioni, commissioni e arrotondamenti contrattuali. Non è un preventivo né una verifica di accesso al credito. Il TAEG considera anche costi ulteriori.

Per approfondire: TAN e TAEG: differenze e costi di prestiti e mutui.

04 · Valore reale del denaro

Inflazione e potere d’acquisto

Confronta il costo futuro di un paniere con il valore reale di una somma che resta ferma. Il tasso inserito è un’ipotesi costante, non l’ultimo dato Istat né una rivalutazione storica ufficiale.

Ipotesi sull’inflazione

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Formula e interpretazione

Con C importo, π inflazione annua e n anni: costo futuro dello stesso paniere = C × (1 + π)n; potere d’acquisto futuro di C euro non investiti, espresso in euro di oggi = C / (1 + π)n. Le due variazioni percentuali non sono uguali e opposte.

La spesa personale può variare diversamente dall’indice generale. Un tasso negativo rappresenta deflazione. Lo strumento non rivaluta canoni, assegni, TFR o crediti: questi richiedono indici e regole specifici.

Per approfondire: Come calcolare l’inflazione tra due periodi.

05 · Cedola e rendimento non sono sinonimi

Simulatore titoli di Stato a tasso fisso

Modello didattico di titolo con cedole semestrali costanti e rimborso a 100. Acquisto subito dopo lo stacco cedola, rateo zero e prossima cedola fra sei mesi. Non inserire un BTP reale acquistato tra due date cedolari: il risultato non ne rappresenterebbe il rendimento effettivo.

Ipotesi del titolo a cedola fissa

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Formula, tassazione e limiti importanti

Esborso iniziale = nominale × prezzo / 100 + commissione. Cedola semestrale lorda = nominale × cedola annua / 2. Il tasso semestrale y risolve l’uguaglianza fra esborso e valore attuale delle cedole più rimborso finale; il rendimento annuo effettivo lordo è (1 + y)2 − 1. Le commissioni iniziali sono incluse nell’esborso, ma non sono dedotte fiscalmente.

Mostriamo separatamente cedola netta e rendimento lordo a scadenza: non calcoliamo un rendimento netto fiscale complessivo. L’aliquota inserita riduce solo le cedole. Scarti di emissione e negoziazione, plus/minusvalenze, compensazioni, bollo, costi ricorrenti e fiscalità dell’investitore non sono modellati. Il 12,5% è un esempio per titoli di Stato italiani, non una regola universale per persone e imprese.

Il modello esclude ratei, date effettive, convenzioni di calendario, BTP indicizzati, step-up, premi fedeltà e cedole uniche. Si ipotizza pagamento integrale e puntuale: nessuna simulazione del rischio di insolvenza. Se vendi prima della scadenza il prezzo può essere diverso. Il rendimento effettivo annuo è un tasso di equivalenza finanziaria: il risultato realizzato dipende anche dall’eventuale reinvestimento delle cedole.

Per approfondire: Rendimento netto BTP: cedole, prezzo, tasse e costi.

Fonti e metodo

Strumenti e formule sviluppati da BorsaMagazine. Le fonti seguenti spiegano i concetti di riferimento: non forniscono i rendimenti di esempio e non certificano questi calcolatori. Metodo verificato il 20 ottobre 2026.

Gli esempi sono modificabili e non sono indicazioni di investimento o tassi di mercato. Calcoli a precisione piena, valori mostrati arrotondati: le somme dei singoli valori visualizzati possono differire di pochi centesimi. Le ipotesi fiscali non sostituiscono la valutazione del commercialista o dell’intermediario.

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