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Fed, tassi fermi al 3,75–4%: due membri volevano un rialzo

Di Andrea Dicanto29 Ottobre 2026
Fed, tassi fermi al 3,75–4%: due membri volevano un rialzo

La Federal Reserve tiene fermi i tassi al 3,75–4%, ma due componenti del comitato avrebbero preferito aumentarli. La decisione del 28 ottobre è passata con dieci voti favorevoli e due contrari. Lisa Cook e Beth Hammack chiedevano un rialzo di un quarto di punto percentuale: il dissenso, dunque, va nella direzione di una stretta ulteriore.

Inflazione ancora elevata, economia solida

Il comunicato del FOMC descrive una crescita economica sostenuta, una spesa interna resistente e investimenti robusti. Sull’occupazione, la lettura è di un aumento dei posti di lavoro in linea con la forza lavoro e di una disoccupazione poco variata. L’inflazione resta invece elevata.

La Fed intende raccogliere altre informazioni per calibrare una politica compatibile con il ritorno al 2%. Il testo riconosce inoltre un’incertezza ancora alta, legata anche agli sviluppi geopolitici. Non contiene una promessa di taglio alla riunione successiva.

Che cosa significa il voto diviso

Un tasso invariato e un comitato unanime non sono la stessa notizia. In questo caso la maggioranza sceglie di aspettare, mentre la minoranza ritiene opportuno aumentare il costo del denaro. È un elemento utile per interpretare le prossime discussioni, senza trasformarlo nella previsione automatica di una nuova stretta.

Per chi segue le obbligazioni, conta anche il confronto con le attese già incorporate nei prezzi. Una decisione stabile non comporta necessariamente prezzi immobili: rendimenti e cambi possono reagire alle prospettive future, oltre che al livello appena confermato. Il comunicato, da solo, non misura una reazione effettiva dei mercati.

I dettagli operativi in vigore dal 29 ottobre

La nota di attuazione mantiene al 3,90% il tasso riconosciuto sui saldi di riserva delle banche. Le operazioni permanenti di pronti contro termine overnight restano al 4%, mentre quelle inverse offrono il 3,75%. È confermato al 4% anche il tasso del credito primario.

Questi strumenti servono a far funzionare il mercato monetario entro l’intervallo indicato dal FOMC. Non rappresentano tassi offerti direttamente ai piccoli risparmiatori: depositi, finanziamenti e titoli hanno condizioni proprie. La chiave della decisione rimane l’attesa di nuove evidenze sull’inflazione e sui suoi effetti sui risparmi, con un dissenso esplicito favorevole al rialzo.

Illustrazione editoriale originale generata con IA per BorsaMagazine. Scena simbolica, non una fotografia degli eventi o di prodotti ufficiali.

Fonti

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Disclaimer: Il presente articolo è fornito a titolo informativo e didattico, e non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza finanziaria personalizzata. Ogni decisione di investimento resta sotto la responsabilità del lettore, previa valutazione della propria situazione finanziaria e della propria tolleranza al rischio.