Italgas accelera gli investimenti nelle reti e chiude i primi nove mesi 2026 con un utile netto rettificato di 585,5 milioni di euro, in crescita del 18,3%. Gli investimenti tecnici raggiungono 1.102,1 milioni, il 42,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. I risultati sono stati approvati il 29 ottobre dal consiglio di amministrazione.
La crescita va letta insieme al cambiamento di perimetro: il gruppo ricorda che 2i Rete Gas è consolidata dal 1°aprile 2025. Il confronto tra i primi nove mesi dei due esercizi incorpora quindi una diversa estensione temporale del contributo della società acquisita.
Ricavi e margini rettificati crescono a doppia cifra
I ricavi totali adjusted ammontano a 1.981,7 milioni di euro, in aumento del 10,1%. L’EBITDA adjusted sale a 1.601,4 milioni, con una crescita del 17%, mentre l’EBIT adjusted raggiunge 1.045,7 milioni,+18,3%.
Anche l’utile netto di gruppo di 585,5 milioni è una misura adjusted, cioè rettificata secondo le definizioni del gruppo. Mantenere questa qualifica è importante quando si confrontano indicatori diversi o i dati di altre aziende: il risultato rettificato non va presentato automaticamente come utile contabile senza aggiustamenti.
Oltre un miliardo di investimenti e 20 impianti di biometano
Italgas indica gli investimenti tecnici come il valore più elevato realizzato dal gruppo nei primi nove mesi. L’attività è collegata allo sviluppo di reti più flessibili e alla capacità di accogliere gas rinnovabili. La società dichiara 20 impianti di biometano connessi alle proprie infrastrutture.
Su questo fronte si inserisce anche la nuova connessione di biometano a Borgo San Dalmazzo già raccontata da BorsaMagazine. Il nuovo comunicato amplia la prospettiva, mostrando investimenti e risultati dell’intero gruppo nei nove mesi.
L’integrazione produce sinergie, ma cambia la base di confronto
Le sinergie e le efficienze operative cumulate rispetto alla baseline 2023 raggiungono 136 milioni di euro, pari al 48,5% dell’obiettivo complessivo di 280 milioni previsto al 2032. Si tratta di un indicatore cumulato: include quanto già realizzato entro il 2025 e nei primi nove mesi 2026.
Questi numeri aiutano a seguire il percorso di integrazione, insieme al nuovo perimetro industriale. Per valutare quanta crescita provenga dalle attività già presenti e quanta dal consolidamento, è necessario mantenere distinti i due contributi.
Cassa operativa e debito completano la lettura
Il flusso di cassa da attività operativa è di 1.174,9 milioni di euro. L’indebitamento finanziario netto ammonta a 11.026,3 milioni; la misura che esclude gli effetti diIFRS 16 eIFRIC 12 è invece di 10.907,8 milioni. Le due cifre hanno perimetri differenti e non vanno usate come sinonimi.
Per chi segue il titolo, il quadro utile riunisce quindi crescita dei margini rettificati, investimenti, sinergie e struttura finanziaria. L’aumento dell’utile è un elemento della valutazione, da leggere insieme alle risorse impegnate per sviluppare e integrare le reti.
Illustrazione editoriale originale generata con IA per BorsaMagazine. Scena simbolica, non una fotografia degli eventi o di prodotti ufficiali.
