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Lavoro, occupati fermi e meno posti stabili: disoccupazione al 6,3%

Di Andrea Dicanto1 Novembre 2026
Lavoro, occupati fermi e meno posti stabili: disoccupazione al 6,3%

Gli occupati restano stabili, ma il lavoro dipendente si sposta verso i contratti a termine. A settembre 2026 l’Istat rileva 24 milioni 328 mila occupati, senza una variazione sostanziale rispetto ad agosto. La crescita dei dipendenti a termine compensa la diminuzione dei permanenti; il numero degli autonomi rimane stabile.

Il tasso di disoccupazione resta al 6,3% e quello di occupazione al 63%. I dati, diffusi il 29 ottobre, sono provvisori e mostrano una situazione più articolata di quanto suggerisca la sola stabilità del totale.

Aumentano i contratti a termine, scendono i permanenti

A settembre i dipendenti permanenti sono 16 milioni 490 mila, quelli a termine 2 milioni 567 mila e gli autonomi 5 milioni 270 mila. Nel confronto mensile l’Istat rileva una diminuzione dell’occupazione fra gli uomini e i 35-49enni, un aumento fra chi ha meno di 35 anni e una sostanziale stabilità fra donne e persone con almeno 50 anni.

La lettura richiede di mantenere separati livello e variazione: il numero complessivo degli occupati può restare invariato mentre cambiano tipologia dei contratti e composizione per età.

Disoccupazione stabile, ma cresce chi cerca lavoro

Le persone in cerca di lavoro aumentano dello 0,3% sul mese, pari a circa 4 mila unità. La crescita interessa donne, 25-34enni e 35-49enni; il tasso generale resta al 6,3%. Quello giovanile scende al 19,9%, con una riduzione di 0,4 punti percentuali.

Anche gli inattivi tra 15 e 64 anni risultano sostanzialmente stabili e il relativo tasso rimane al 32,7%. Sono persone che appartengono a un insieme diverso da quello dei disoccupati: per leggere l’offerta di lavoro vanno considerate entrambe le misure, insieme all’occupazione.

Nel trimestre il numero degli occupati diminuisce

Il confronto fra terzo e secondo trimestre 2026 restituisce un segnale più debole: gli occupati diminuiscono di 13 mila unità, pari allo 0,1%. Nello stesso periodo le persone in cerca di lavoro crescono del 7,2%, cioè 108 mila, mentre gli inattivi di 15-64 anni diminuiscono dello 0,8%, pari a 101 mila.

Questi numeri riguardano medie trimestrali. Non vanno sovrapposti alle variazioni tra settembre e agosto: periodi diversi possono mostrare direzioni differenti senza che i dati si contraddicano.

Il confronto con il 2025 resta positivo per l’occupazione

Rispetto a settembre 2025 ci sono 198 mila occupati in più, un incremento dello 0,8%. In questo confronto crescono sia i permanenti, di 71 mila unità, sia i dipendenti a termine, di 89 mila, sia gli autonomi, di 38 mila. Aumentano però anche le persone in cerca di lavoro: 117 mila in più, pari al 7,8%.

Il quadro di settembre aggiorna quello dei dati sul lavoro di agosto 2026: crescita annua dell’occupazione e stabilità mensile del totale convivono con segnali differenti nella composizione dei contratti e nell’offerta di lavoro. Per famiglie e imprese, il punto è seguire insieme quanti lavorano, con quale contratto e quante persone cercano un impiego.

Illustrazione editoriale originale generata con IA per BorsaMagazine. Scena simbolica, non una fotografia degli eventi o di prodotti ufficiali.

Fonti

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Disclaimer: Il presente articolo è fornito a titolo informativo e didattico, e non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza finanziaria personalizzata. Ogni decisione di investimento resta sotto la responsabilità del lettore, previa valutazione della propria situazione finanziaria e della propria tolleranza al rischio.