Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha ripartito 140,2 milioni di euro per innovazione, ricerca e infrastrutture digitali. Il decreto richiamato dal Mimit nel comunicato del 18 settembre 2026 attinge al Piano Sviluppo e Coesione 2014-2020, area “Digitalizzazione”. Si tratta di risorse destinate a interventi differenti, non di un nuovo bonus unico immediatamente richiedibile da tutte le imprese.
La quota principale agli Accordi per l’innovazione
La voce maggiore è di 87,7 milioni aggiuntivi per gli Accordi per l’innovazione. Il ministero spiega che serviranno a completare l’istruttoria di domande già ammesse alla fase di valutazione nello sportello attivato dal decreto del 4 settembre 2025. Questa precisazione conta per le aziende: lo stanziamento non equivale all’apertura automatica di un nuovo bando né all’approvazione di tutte le richieste ancora in esame.
Altri 30 milioni finanzieranno ricerca industriale e sviluppo sperimentale in tecnologie quantistiche, bio-elettronica, radiofarmaci e farmaceutica avanzata. Il comunicato include anche possibili iniziative collegate alla partecipazione italiana a bandi europei e internazionali. L’effetto economico dipenderà dai progetti selezionati e dal loro stato di avanzamento, non dal solo annuncio della ripartizione.
Frequenze, cavi sottomarini e chiamate di emergenza
Per programmi strategici nelle comunicazioni elettroniche e nella gestione dello spettro sono previsti 17,5 milioni a partire dal 2027: 5 milioni per risolvere interferenze transfrontaliere, 5 per sperimentare sistemi wireless broadband legati all’automazione dei data center e 7,5 per un modello nazionale di gestione delle frequenze. Questa quota ha quindi un orizzonte temporale diverso dalle altre e non va letta come spesa già realizzata nel 2026.
Il Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture, o SINFI, riceve 3,2 milioni per migliorare mappatura e monitoraggio di infrastrutture sottomarine e cavi subacquei. Al Numero Unico Europeo 112 vanno 1,8 milioni per attività connesse al sistema Next Generation eCall, che permette al veicolo di inviare posizione e dati essenziali in caso di incidente grave. Le cinque voci principali sommano a 140,2 milioni.
Che cosa osservare adesso
Per valutarne l’impatto bisognerà seguire i provvedimenti attuativi, l’esito delle istruttorie, i progetti finanziati e l’effettiva erogazione delle risorse. Per imprese e investitori, l’annuncio segnala le priorità pubbliche ma non garantisce ricavi a una specifica società. Il riferimento operativo rimane la documentazione ufficiale di ogni misura, non la sola cifra aggregata.
Fonte
Mimit, comunicato e rimando al decreto ministeriale, 18 settembre 2026.
