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Fastweb–Vodafone, ricavi in calo ma 265 milioni di sinergie: cosa cambia nei conti

Di Andrea Dicanto5 Novembre 2026
Fastweb–Vodafone, ricavi in calo ma 265 milioni di sinergie: cosa cambia nei conti

Fastweb–Vodafone perde ancora ricavi, ma l’integrazione migliora margini e generazione di cassa. Nei primi nove mesi del 2026 il segmento italiano di Swisscom fattura 5,262 miliardi di euro, il 2,2% in meno rispetto a un anno prima. Nello stesso periodo le sinergie raggiungono 265 milioni e l’EBITDA dopo i costi di locazione cresce del 7,7% su base rettificata.

I risultati pubblicati il 5 novembre raccontano due movimenti diversi: la pressione commerciale sui servizi telefonici continua, mentre la riduzione dei costi consente al gruppo di trattenere una quota maggiore dei ricavi. Per leggere la fusione bisogna seguire entrambi.

I servizi telefonici restano sotto pressione

In Italia i ricavi dei servizi di telecomunicazione scendono del 3,1% a 3,593 miliardi di euro; quelli dei servizi IT per le imprese diminuiscono del 2% a 593 milioni. Swisscom segnala però che il ritmo di contrazione dei ricavi telefonici si sta attenuando.

Nel mobile, secondo la società, il ricavo medio per cliente e il tasso sottostante di abbandono restano stabili su base annua dopo il completamento dell’allineamento dei prezzi. Sul fisso la strategia privilegia clienti di valore medio-alto, anche attraverso l’offerta in fibra a 10 Gbps.

Al 30 settembre le connessioni mobili in Italia sono 19,651 milioni, -2,6% su base annua, e quelle a banda larga 5,450 milioni, anch’esse in calo del 2,6%. L’obiettivo di vendere servizi a maggior valore va quindi letto insieme all’evoluzione della base clienti, senza assumere che una migliore redditività significhi automaticamente più abbonamenti.

Le sinergie sostengono margini e cassa

L’EBITDAaL italiano, cioè l’EBITDA dopo i costi di locazione, raggiunge 1,393 miliardi di euro e cresce del 7,7% su base rettificata. Il flusso di cassa operativo rettificato aumenta di quasi il 50% a 515 milioni.

La società attribuisce una parte rilevante del miglioramento ai minori costi consentiti dalle sinergie:265 milioni nei nove mesi. Conferma inoltre di essere in linea con l’obiettivo di superare 300 milioni nell’intero 2026. Il primo è un dato già comunicato; il secondo resta un traguardo annuale.

Le sinergie non sono un fatturato aggiuntivo e non vanno sommate ai ricavi. Descrivono benefici economici dell’integrazione, principalmente sul versante dei costi. Analogamente, il flusso di cassa operativo citato da Swisscom non è una somma distribuibile integralmente agli azionisti senza considerare le altre esigenze finanziarie.

L’energia cresce oltre il business telefonico

Fastweb–Vodafone raggiunge 214 mila sottoscrizioni nell’offerta energia,44 mila in più nel trimestre. Swisscom indica che questa diversificazione contribuisce a compensare parzialmente la flessione dei servizi telefonici.

Il dato misura sottoscrizioni, non altrettanti nuovi clienti telefonici, e il comunicato non attribuisce a questa attività un utile separato. L’interesse sta nel tentativo di utilizzare il rapporto con famiglie e imprese per vendere più servizi e allargare le fonti di ricavo.

Il quadro Swisscom e il possibile dividendo

A livello di gruppo i ricavi dei nove mesi scendono del 2,1% a 10,936 miliardi di franchi svizzeri; l’utile netto aumenta del 2,4% a 1,011 miliardi. I valori del gruppo sono in franchi, mentre quelli italiani sopra riportati sono in euro.

Swisscom conferma la guidance 2026 e migliora leggermente le indicazioni su cassa e leva. Se gli obiettivi saranno raggiunti, intende proporre un dividendo di 27 franchi per azione, contro 26, pagabile nel 2027: non è un nuovo dividendo già approvato. Per il business italiano il prossimo test rimane la capacità di stabilizzare i ricavi mantenendo i benefici dell’integrazione.

Illustrazione editoriale originale generata con IA per BorsaMagazine. Scena simbolica, non una fotografia degli eventi o di prodotti ufficiali.

Fonti

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