Fineco chiude i primi nove mesi del 2026 con un utile netto di 528,5 milioni di euro, in crescita del 10% rispetto allo stesso periodo del 2025. I ricavi aumentano del 12% a 1.085,9 milioni. Il comunicato pubblicato il 5 novembre mostra anche un ottobre in accelerazione: circa 1,7 miliardi di raccolta netta e circa 25.800 nuovi clienti nel mese.
Il dato interessante è la composizione della crescita. La banca segnala aumenti a doppia cifra in tutte le principali attività: servizi bancari, investimenti e brokerage. Il risultato dipende quindi da più motori, con una base di clienti e patrimoni in ampliamento.
Utile contabile e utile corrente: perché compaiono due numeri
Fineco mette in evidenza un utile netto dell’operatività corrente di 531,5 milioni, in aumento del 10,6%. L’utile effettivo del periodo è invece 528,5 milioni: la differenza deriva da 3 milioni di oneri non ricorrenti netti, legati alla conclusione consensuale del rapporto con un dirigente nel secondo trimestre.
I due valori descrivono lo stesso periodo con un diverso trattamento di quella componente. Per confrontare la redditività complessiva va mantenuto il dato contabile; il dato corrente aiuta a leggere l’andamento delle attività al netto dell’onere indicato dalla banca.
Più patrimoni, ma la raccolta non è un ricavo
Nei nove mesi la raccolta netta raggiunge 13,1 miliardi, il 39% in più rispetto a un anno prima. Di questi, 9,2 miliardi riguardano il risparmio amministrato, 3,7 miliardi il gestito e circa 0,2 miliardi la raccolta diretta. Il totale delle attività finanziarie dei clienti sale a 178,2 miliardi, +15,3% su base annua.
La raccolta misura il saldo delle risorse affluite alla piattaforma: non coincide con il fatturato o con un guadagno immediato della banca. Diventa economicamente rilevante attraverso depositi, servizi di investimento, consulenza e operazioni sui mercati, con redditività e tempi differenti.
La raccolta amministrata cresce più velocemente del gestito. È una distinzione importante: un aumento dei patrimoni non si traduce automaticamente nello stesso incremento delle commissioni, perché contano i prodotti scelti e l’attività dei clienti.
Ricavi in crescita più rapida dei costi
I ricavi Banking crescono dell’11,3%, quelli Investing del 12% e quelli Brokerage del 13,2%. I costi operativi sono pari a 282,8 milioni, +8,8%; escludendo l’aumento delle spese strettamente collegate alla crescita del business, l’incremento indicato dalla banca è del 5,2%.
Il rapporto costi/ricavi corrente si attesta al 26%, in miglioramento di 0,8 punti percentuali. In termini semplici, i ricavi aumentano più velocemente dei costi: è questo rapporto, insieme alla qualità dei ricavi, che rende la crescita economicamente interessante.
Ottobre allunga la corsa dei clienti
I nuovi clienti acquisiti nei nove mesi sono 184.225, +27,3%, e portano il totale a circa 1,94 milioni. Per ottobre Fineco comunica circa 25.800 nuove acquisizioni, +34% su base annua, e ricavi stimati del brokerage di circa 26 milioni. I dati mensili di ottobre vanno distinti dai risultati consolidati al 30 settembre e mantengono le approssimazioni indicate dalla società.
Il CET1 è al 23,39%. Per valutare il seguito dell’esercizio, i punti da osservare sono la continuità della raccolta, il passaggio dai patrimoni ai ricavi e il costo di acquisizione dei clienti. I numeri pubblicati oggi descrivono il progresso del business; da soli non stabiliscono se il prezzo di Borsa sia conveniente.
Illustrazione editoriale originale generata con IA per BorsaMagazine. Scena simbolica, non una fotografia degli eventi o di prodotti ufficiali.
