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Nexi, più pagamenti ma ricavi quasi fermi: il nodo dei contratti bancari

Di Andrea Dicanto5 Novembre 2026
Nexi, più pagamenti ma ricavi quasi fermi: il nodo dei contratti bancari

Nexi elabora più pagamenti, ma i ricavi crescono molto meno dei volumi. Nei primi nove mesi del 2026 la società registra ricavi per 2.678 milioni di euro, +1,1%, ed EBITDA per 1.400 milioni, +0,3%. I risultati diffusi il 5 novembre confermano gli obiettivi annuali e mostrano il peso dei cambiamenti nei rapporti con le banche clienti.

Il punto centrale è il confronto tra crescita dichiarata e andamento sottostante. Escludendo banche perse soprattutto per operazioni di fusione e acquisizione in Italia, rinegoziazioni contrattuali e altre discontinuità, Nexi indica una crescita sottostante dei ricavi del 4% sia nei nove mesi sia nel terzo trimestre. È un indicatore gestionale che aiuta a leggere il business, ma non sostituisce la variazione complessiva dell’1,1%.

Le transazioni aumentano più dei ricavi

Merchant Solutions, l’attività dedicata all’accettazione dei pagamenti degli esercenti, pesa per circa il 57% dei ricavi del gruppo. Nei nove mesi produce 1.524 milioni, sostanzialmente invariati rispetto ai 1.523 milioni del 2025. Le transazioni elaborate aumentano invece del 5,7% e il loro valore raggiunge 658 miliardi, +2,8%.

Il confronto chiarisce perché un aumento dei pagamenti digitali non garantisca automaticamente un uguale incremento del fatturato. Contano il tipo di transazioni, i contratti con le banche, i canali e i servizi accessori venduti ai commercianti. I 658 miliardi sono il valore dei pagamenti transitati, non denaro incassato come ricavo da Nexi.

Nel solo terzo trimestre Merchant Solutions torna a crescere dell’1,6% a 548 milioni. L’azienda segnala inoltre una crescita a doppia cifra dei ricavi dell’e-commerce nel trimestre, senza trasformarla in una previsione automatica per il resto del gruppo.

Margine stabile grazie alle efficienze

Per il gruppo, il trimestre si chiude con ricavi a 942 milioni, +1,3%, ed EBITDA a 530 milioni, +0,6%. Il margine EBITDA trimestrale è del 56,3%; quello dei nove mesi si attesta al 52,3%. I costi complessivi del periodo salgono del 2% a 1.278 milioni.

Nexi attribuisce la tenuta della redditività alle efficienze e ai primi benefici della semplificazione organizzativa, nonostante investimenti e pressioni sui costi. L’EBITDA è però un margine operativo prima di ammortamenti, interessi e imposte: non è l’utile netto. Per approfondire questo limite è utile la guida al rapporto EV/EBITDA e ai suoi possibili equivoci.

Il debito netto resta sopra i cinque miliardi

Al 30 settembre il debito finanziario netto è pari a 5.009 milioni di euro. Il rapporto tra debito netto ed EBITDA scende a 2,6 volte. Il valore di 2,4 volte citato dalla società esclude invece la distribuzione del dividendo di maggio e il completamento dell’operazione con Banca Popolare di Sondrio ad aprile: è quindi un confronto rettificato.

La scadenza media ponderata del debito è di circa 2,8 anni e il costo medio ponderato prima delle imposte è circa il 2,7%. Questi numeri servono a valutare struttura e sostenibilità del finanziamento, senza confondere un miglioramento dell’indebitamento relativo con l’azzeramento del debito.

Cosa conferma la società per il 2026

Nexi mantiene la previsione di crescita dei ricavi sostanzialmente in linea con il 2025, EBITDA stabile in valore assoluto dopo gli investimenti strategici e circa 750 milioni di generazione di cassa eccedente secondo la definizione aziendale. Sono obiettivi per l’esercizio, non risultati già realizzati.

Il tema da seguire è quanto la ripresa degli esercenti e i servizi aggiuntivi riusciranno a compensare l’effetto dei contratti bancari. L’accordo sulla rete dell’euro digitale, richiamato nel comunicato, era già stato annunciato: il nuovo aggiornamento di oggi riguarda i conti e la loro capacità di sostenere cassa e riduzione della leva.

Illustrazione editoriale originale generata con IA per BorsaMagazine. Scena simbolica, non una fotografia degli eventi o di prodotti ufficiali.

Fonti

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Disclaimer: Il presente articolo è fornito a titolo informativo e didattico, e non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza finanziaria personalizzata. Ogni decisione di investimento resta sotto la responsabilità del lettore, previa valutazione della propria situazione finanziaria e della propria tolleranza al rischio.