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Pensioni 2027, rivalutazione ridotta sopra quattro minimi: la proposta

Di Andrea Dicanto4 Novembre 2026
Pensioni 2027, rivalutazione ridotta sopra quattro minimi: la proposta

La pensione potrebbe aumentare meno dell’inflazione per chi supera quattro volte il trattamento minimo INPS. È l’effetto del meccanismo di rivalutazione proposto per il 2027 dall’articolo 55 del Ddl Bilancio: adeguamento pieno per le pensioni più basse, percentuali progressivamente ridotte per le altre.

Proposta, non legge approvata. Il Ddl Bilancio 2027 deve ancora essere approvato dal Parlamento e può essere modificato durante l’esame. Le misure descritte non sono, per questo solo annuncio, già in vigore.

Consulta o scarica il testo integrale della proposta (PDF, 175 pagine, circa 14 MB). Copia del documento pubblicato da Edilportale, conservata senza modifiche.

Il Governo ha presentato la manovra nel comunicato del Consiglio dei ministri del 28 ottobre. Le fasce illustrate qui si leggono nell’articolato del disegno di legge, che deve completare l’esame parlamentare. Non sono quindi nuovi importi già riconosciuti dall’INPS.

Le sei fasce della proposta

Il parametro è il trattamento pensionistico complessivo, rapportato al minimo INPS. La percentuale indica quanta parte della rivalutazione sarebbe riconosciuta: non la quota di pensione che verrebbe pagata.

Pensione complessivaRivalutazione riconosciuta
Fino a quattro volte il minimo100%
Oltre quattro e fino a cinque volte85%
Oltre cinque e fino a sei volte53%
Oltre sei e fino a otto volte47%
Oltre otto e fino a dieci volte37%
Oltre dieci volte32%

Il testo, per i trattamenti superiori a quattro minimi, fa riferimento all’importo complessivo. Non descrive semplicemente scaglioni da applicare ciascuno a una diversa porzione dell’assegno. Prevede inoltre clausole di salvaguardia in prossimità dei confini tra le fasce.

Un esempio: aumento più basso, non taglio dell’assegno

Consideriamo una pensione ipotetica di 3.000 euro lordi al mese, che supponiamo ricada nella fascia dell’85%, e un tasso di rivalutazione puramente illustrativo del 2%. L’adeguamento pieno sarebbe di 60 euro; riconoscerne l’85% produrrebbe un aumento di 51 euro, cioè 9 euro in meno rispetto all’adeguamento integrale.

In questo esempio la pensione salirebbe a 3.051 euro, anziché a 3.060. Non scenderebbe del 15%. Il 2% non è una previsione del tasso ufficiale per il 2027 e la collocazione in fascia è un’ipotesi dell’esercizio: per un calcolo personale servono minimo e parametri effettivamente applicabili.

Perché le soglie richiedono attenzione

Le salvaguardie servono a gestire i casi vicini al passaggio di fascia. Il Ddl prevede che, in determinate situazioni, l’aumento venga attribuito fino a concorrenza della soglia precedente maggiorata della rivalutazione spettante. Applicare soltanto la tabella senza verificare queste disposizioni può quindi restituire un risultato incompleto.

Occorre inoltre distinguere il lordo dal netto: un aumento lordo non si trasferisce necessariamente per lo stesso importo alla somma accreditata sul conto. La disposizione sulla rivalutazione, da sola, non permette di ricostruire l’intero cedolino.

I passaggi da attendere

Per conoscere l’effetto definitivo bisogna verificare il testo che uscirà dal Parlamento e i successivi parametri e adempimenti applicativi. Fino ad allora, la notizia è la proposta di un adeguamento differenziato per importo complessivo, non l’annuncio di un aumento personale già certo.

Illustrazione editoriale originale generata con IA per BorsaMagazine. Scena simbolica, non una fotografia degli eventi o di prodotti ufficiali.

Fonti

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