Cento euro al mese per le lavoratrici con almeno due figli, entro precisi limiti di età dei figli e di reddito. È la proposta sul bonus mamme contenuta nel Ddl Bilancio 2027. Il comunicato del Governo annuncia un intervento potenziato e strutturale; l’articolo 57 ne indica importi e condizioni.
Proposta, non legge approvata. Il Ddl Bilancio 2027 deve ancora essere approvato dal Parlamento e può essere modificato durante l’esame. Le misure descritte non sono, per questo solo annuncio, già in vigore.
Consulta o scarica il testo integrale della proposta (PDF, 175 pagine, circa 14 MB). Copia del documento pubblicato da Edilportale, conservata senza modifiche.
La misura deve ancora completare l’iter parlamentare. Il testo non descrive un bonus universale per tutte le madri: il lavoro svolto, il reddito e la composizione familiare restano decisivi.
Le lavoratrici comprese e quelle escluse
La proposta riguarda le madri lavoratrici dipendenti, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico, e le autonome iscritte a gestioni previdenziali obbligatorie. Il testo comprende espressamente le casse professionali e la Gestione separata INPS.
Il requisito reddituale è un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui. Non è una soglia ISEE e non va presentato come se lo fosse. La presenza di due figli, da sola, non basta ad accedere alla somma.
Come cambierebbe il limite legato ai figli
Con due figli, il beneficio sarebbe riconosciuto fino al mese del compimento del decimo anno del secondo figlio. Con più di due figli, il riferimento diventerebbe il mese del compimento del diciottesimo anno del figlio più piccolo.
Il diverso limite evita di trattare allo stesso modo tutte le famiglie numerose. Per esempio, una madre con due figli e il secondo già oltre i dieci anni non potrebbe dedurre il diritto al bonus dalla sola circostanza di avere due figli. Servirebbe comunque verificare la disposizione finale e tutti gli altri requisiti.
Importo mensile e pagamento trimestrale
L’articolo 57 indica una somma di 100 euro per ogni mese, o frazione di mese, di vigenza del rapporto di lavoro o dell’attività autonoma. Prevede il riconoscimento da parte dell’INPS a domanda e pagamenti con cadenza trimestrale.
Se una beneficiaria maturasse il diritto per tutti i dodici mesi, il totale aritmetico sarebbe di 1.200 euro nell’anno. Non significa però che ogni madre riceverebbe automaticamente quella cifra: il beneficio è collegato ai mesi ammessi e alla permanenza delle condizioni.
La somma proposta non sarebbe imponibile ai fini fiscali e contributivi e non rileverebbe per la determinazione dell’ISEE. Queste caratteristiche riguardano il bonus disciplinato dall’articolo 57, non qualunque altro sostegno alla famiglia.
Bonus mamme, voucher e fondo neonati sono misure diverse
Il pacchetto del Governo comprende anche congedi e un voucher per servizi all’infanzia destinato ai genitori autonomi. Li abbiamo descritti nel pezzo sul voucher fino a 500 euro mensili. I relativi importi e destinatari non possono essere trasferiti al bonus mamme.
Il fondo per i nuovi nati è a sua volta uno strumento di risparmio di lungo periodo. Per il bonus mamme, il prossimo controllo sarà sulla legge approvata e sulle istruzioni operative: il comunicato e il Ddl non dimostrano che oggi sia già aperta una nuova domanda per il 2027.
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