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Amundi, gli ETF raccolgono 17 miliardi: il mandato indiano frena il totale

Di Andrea Dicanto29 Ottobre 2026
Amundi, gli ETF raccolgono 17 miliardi: il mandato indiano frena il totale

Gli ETF portano ad Amundi 17 miliardi di euro di raccolta netta nel terzo trimestre, ma il totale del gruppo si ferma a 6,5 miliardi. La differenza va letta insieme al trasferimento di un grande mandato istituzionale gestito dalla joint venture indiana SBI Funds Management: un’uscita di 39,1 miliardi. Escludendo questa operazione, la raccolta trimestrale è di 45,6 miliardi.

Perché 6,5 e 45,6 miliardi sono entrambi nel comunicato

I risultati diffusi il 29 ottobre presentano il dato complessivo e quello al netto del trasferimento indiano. Anche sui nove mesi la distinzione cambia il numero: 62,9 miliardi includendo l’operazione, 102 miliardi escludendola. Amundi precisa che il mandato trasferito aveva una marginalità trascurabile.

Il dato rettificato serve a isolare un evento rilevante per le masse; quello complessivo conserva invece il suo effetto sui flussi. Per leggere l’andamento commerciale occorre affiancarli. Eliminare il trasferimento senza dichiararlo gonfierebbe la percezione della raccolta effettiva; guardare soltanto al totale nasconderebbe invece quanto raccolto nelle altre attività.

La spinta degli ETF e il significato della raccolta

La piattaforma ETF arriva a 432 miliardi di euro di masse a fine settembre. I 17 miliardi raccolti nel trimestre riguardano gli ETF; il dato più ampio relativo a ETF e soluzioni indicizzate è di 27 miliardi.

La raccolta netta misura il saldo tra entrate e uscite nel periodo. Le masse sono invece uno stock, che può variare anche con i prezzi dei mercati e con altri effetti. Un aumento del patrimonio gestito non equivale quindi automaticamente a nuovi versamenti dei clienti. Allo stesso modo, una componente in forte raccolta può coesistere con un totale più contenuto se altre attività registrano deflussi.

Utile rettificato e plusvalenza indiana: due piani distinti

L’utile netto rettificato del trimestre è di 409 milioni, in crescita del 20,2%. Quello contabile raggiunge 675 milioni e include, tra le componenti del periodo, una plusvalenza di circa 300 milioni legata alla quotazione di SBI Funds Management.

La plusvalenza riguarda l’operazione sul capitale della partecipata e va distinta dal trasferimento del mandato che incide sulla raccolta. Sono due fatti che interessano grandezze diverse. Il confronto tra profitto e flussi diventa utile proprio quando si evita di trattarli come sinonimi.

Per chi segue il risparmio gestito, il punto sarà verificare la continuità dei flussi e la loro capacità di generare ricavi. Come nella lettura di ogni trimestrale, quantità raccolte, patrimonio gestito e utile richiedono definizioni e periodi coerenti.

Illustrazione editoriale originale generata con IA per BorsaMagazine. Scena simbolica, non una fotografia degli eventi o di prodotti ufficiali.

Fonti

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Disclaimer: Il presente articolo è fornito a titolo informativo e didattico, e non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza finanziaria personalizzata. Ogni decisione di investimento resta sotto la responsabilità del lettore, previa valutazione della propria situazione finanziaria e della propria tolleranza al rischio.