Nel 2024 nell’Unione europea si sono registrati 3.367 infortuni mortali sul lavoro, 45 in più del 2023: l’aumento è dell’1,4%. Eurostat ha diffuso questi dati il 25 settembre 2026. Gli infortuni non mortali rilevati sono 2,78 milioni, in diminuzione dell’1,5% rispetto all’anno precedente.
La data del dato e quella della pubblicazione non vanno confuse: la statistica fotografa il 2024, non i primi mesi del 2026. La categoria “mortale” comprende la morte entro un anno dall’infortunio; gli eventi non mortali considerati richiedono almeno quattro giorni di assenza dal lavoro. Queste definizioni delimitano il confronto e lasciano fuori gli incidenti più lievi.
I settori con più casi assoluti
Le costruzioni registrano 776 infortuni mortali nel 2024, contro 802 nel 2023. Seguono trasporto e magazzinaggio con 537 e manifattura con 466. È corretto parlare di maggior numero di casi, ma non concludere che le costruzioni abbiano necessariamente il rischio individuale più alto dal solo conteggio: per confrontare la pericolosità servono tassi rapportati agli occupati o alle ore lavorate.
Per gli infortuni non mortali, la manifattura conta 509.851 casi, seguita da costruzioni con 352.520 e commercio all’ingrosso e al dettaglio, inclusa la riparazione di veicoli, con 345.282. Anche qui la dimensione dei settori condiziona i numeri assoluti.
Perché è un tema economico
Gli incidenti hanno anzitutto un costo umano. Possono inoltre comportare assenze, interruzioni produttive, costi assicurativi e investimenti in prevenzione. La statistica Eurostat non monetizza queste conseguenze e non permette di attribuire il cambiamento annuo a una singola causa o norma.
Per un’impresa la sicurezza non dovrebbe essere letta solo come costo da comprimere: organizzazione, formazione e manutenzione incidono sulla continuità operativa. Per investitori e committenti, il numero degli incidenti è un segnale da integrare con ore lavorate, gravità, controlli e qualità dei dati comunicati dalla società. L’aumento dei decessi UE richiede attenzione, ma non autorizza confronti superficiali fra singole aziende.