Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha convocato per il 5 ottobre 2026, alle 16:30, un tavolo sulla vertenza Ericsson relativa al sito di Genova. Secondo il comunicato ministeriale del 23 settembre, al confronto parteciperanno azienda, istituzioni locali e organizzazioni sindacali. Al centro ci sono le prospettive industriali e occupazionali dello stabilimento, nell’ambito di una procedura di licenziamento collettivo avviata dalla società che coinvolge oltre 130 lavoratori.
Che cosa sappiamo oggi
Il numero comunicato dal Mimit riguarda le persone coinvolte nella procedura, non un bilancio definitivo di licenziamenti eseguiti. Il ministero non rende pubblici in questa nota un accordo, un piano industriale alternativo o una soluzione occupazionale già raggiunta. La riunione è un passaggio di confronto: anticiparne l’esito sarebbe speculativo.
La situazione del sito genovese si inserisce in un settore in trasformazione, dove ricerca, sviluppo software e infrastrutture di rete richiedono investimenti e competenze diverse. Ma il comunicato non attribuisce la decisione aziendale a una causa unica né dettaglia i conti dello stabilimento. Queste valutazioni andranno fondate su documenti e dichiarazioni verificabili delle parti.
Perché il caso ha rilievo economico
Per il territorio, una procedura che coinvolge più di 130 persone può avere effetti su lavoro qualificato, fornitori e capacità tecnologica locale. Per l’azienda, le scelte sul sito possono riflettere una strategia più ampia, ma la nota ministeriale non consente di stimare risparmi o costi di ristrutturazione. I due piani — impatto locale e bilancio del gruppo — non vanno confusi.
Il prossimo fatto da seguire è il tavolo del 5 ottobre: sarà allora possibile verificare posizioni dell’azienda, richieste sindacali ed eventuali impegni formalizzati. Fino a quel momento è corretto parlare di procedura in corso e di confronto convocato, non di soluzione o chiusura già decise.
Fonte
Mimit, convocazione del tavolo Ericsson Genova, 23 settembre 2026.
