Un credito d’imposta fino al 30% su determinati abbonamenti cloud: è l’incentivo proposto dall’articolo 12 del Ddl Bilancio 2027. Il Governo lo inserisce nel pacchetto per innovazione e investimenti, ma il beneficio non riguarderebbe indistintamente ogni servizio acquistato online.
Proposta, non legge approvata. Il Ddl Bilancio 2027 deve ancora essere approvato dal Parlamento e può essere modificato durante l’esame. Le misure descritte non sono, per questo solo annuncio, già in vigore.
Consulta o scarica il testo integrale della proposta (PDF, 175 pagine, circa 14 MB). Copia del documento pubblicato da Edilportale, conservata senza modifiche.
Il testo indica beni immateriali di riferimento, anni di spesa e un limite complessivo di risorse. La misura deve ancora diventare legge e richiederebbe un decreto attuativo: non è oggi un rimborso già disponibile per qualsiasi fattura cloud.
Imprese destinatarie e servizi da verificare
La proposta riguarda le imprese residenti in Italia e le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti. Il costo agevolabile è quello dei canoni di abbonamento a servizi e soluzioni di cloud computing relativi all’utilizzo dei beni strumentali immateriali dell’allegato F al testo unico delle imposte sui redditi richiamato dal Ddl.
Il riferimento all’allegato delimita il perimetro. Non basta che un fornitore usi la parola “cloud” nella descrizione commerciale: occorrerebbe verificare la natura del servizio e la sua corrispondenza alla disciplina.
Fino al 30% non significa aliquota sempre garantita
Il Ddl considera i costi di competenza sostenuti in ciascuno degli anni 2027, 2028 e 2029. Fissa il contributo fino al 30% e un limite complessivo di spesa pubblica di 30 milioni di euro per ciascun anno.
Su 10.000 euro di costi ipotetici interamente ammessi, il 30% corrisponderebbe a 3.000 euro. È il calcolo al valore massimo proposto: non una concessione già accordata a una specifica impresa. Il plafond pubblico e le procedure di assegnazione restano parte essenziale della misura.
Utilizzo in compensazione e cumulo
Il credito sarebbe utilizzabile esclusivamente in compensazione, con le deroghe ai limiti indicate nell’articolo. Non sarebbe quindi presentabile come un bonifico automatico sul conto dell’impresa al momento dell’acquisto.
Il testo esclude la concorrenza del contributo al reddito e alla base IRAP e ammette il cumulo con altre agevolazioni sugli stessi costi a condizione di non superarli, considerando anche il beneficio della non imponibilità. Non autorizza a sommare percentuali senza ricostruire il vantaggio complessivo.
Che cosa deve stabilire il decreto
Un decreto del Ministero delle imprese e del made in Italy, di concerto con il MEF, dovrebbe definire criteri e modalità, con particolare attenzione alle procedure di concessione necessarie a rispettare i limiti annuali. Il Ddl indica sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge per questo passaggio.
Per un’impresa, la preparazione utile consiste nell’identificare servizi, contratti e costi di competenza e nel confrontarli con il testo definitivo. Non esiste nel comunicato una procedura che consenta di prenotare oggi il credito del 2027. Il limite “fino al 30%” deve restare visibile anche quando si valuta un’offerta commerciale.
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