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Euribor: cos’è, scadenze, medie e differenze tra 360 e 365

Di Andrea Dicanto13 Ottobre 2026
Euribor: cos’è, scadenze, medie e differenze tra 360 e 365

L’Euribor è un tasso di riferimento del mercato monetario in euro, amministrato dall’European Money Markets Institute (EMMI). Serve a misurare il costo del finanziamento bancario all’ingrosso non garantito; non è il tasso completo del tuo mutuo e non viene fissato dalla BCE. Euribor® è un marchio registrato di EMMI.

Per leggerlo correttamente non basta cercare una percentuale. Occorrono scadenza, data, convenzione di calcolo e modalità di rilevazione. Un valore a tre mesi, una media mensile e un tasso a sei mesi possono essere tutti corretti, ma rispondere a domande diverse. Questa guida spiega come riconoscerli e ricostruire un controllo senza confondere indice, contratto e previsione.

Tutti i numeri degli esempi sono simulazioni didattiche originali, non quotazioni attuali né offerte. Per le rilevazioni correnti rimandiamo alle fonti e ai fornitori autorizzati: una guida evergreen deve restare utile anche quando il mercato cambia.

Che cosa significa Euribor e che cosa misura?

Il nome deriva da Euro Interbank Offered Rate. La definizione attuale riguarda il finanziamento all’ingrosso in euro che gli istituti di credito potrebbero ottenere sul mercato non garantito nei paesi dell’Unione europea e dell’EFTA, attuali e precedenti. La documentazione EMMI è il riferimento per sapere quale realtà economica rappresenti il benchmark.

“Non garantito” descrive il finanziamento osservato per il benchmark: non significa che un mutuo collegato all’Euribor sia senza ipoteca. Analogamente, “all’ingrosso” distingue questo mercato dal prestito alla famiglia. Sono qualificazioni dell’indice, non caratteristiche trasferite automaticamente a ogni contratto che lo usa.

Un benchmark fornisce una misura comune. Se due parti concordano un pagamento collegato a quell’indice, non devono inventare ogni volta una percentuale di mercato: utilizzano la rilevazione e il criterio previsti dal contratto. La BCE spiega che i tassi benchmark sono impiegati anche in scoperti di conto e operazioni finanziarie complesse, non soltanto nei mutui.

La domanda “quanto costa il denaro?” rimane però troppo generica. Per quale scadenza? Su quale mercato? Con quale garanzia? A quale cliente? Euribor è una risposta a una domanda precisa, non un prezzo universale del credito. Se una banca pubblicizza un tasso al dettaglio diverso, la differenza da sola non prova un errore.

Euribor a 1, 3, 6 e 12 mesi: che cosa cambia?

Le FAQ dell’amministratore indicano cinque scadenze: una settimana, uno, tre, sei e dodici mesi. La scadenza, detta anche tenor, identifica l’orizzonte del riferimento. Non è la durata del mutuo, non è il periodo per il quale viene pubblicato il dato e non stabilisce automaticamente la frequenza delle rate.

Su smartphone puoi scorrere la tabella orizzontalmente.

Le cinque scadenze: riferimenti distinti, non una graduatoria di convenienza
ScadenzaSigla frequenteChe cosa non significa
Una settimana1WNon coincide con il tasso overnight €STR
Un mese1MNon è automaticamente la media delle rilevazioni del mese
Tre mesi3MNon impone rate trimestrali
Sei mesi6MNon impone revisioni semestrali del contratto
Dodici mesi12MNon certifica il tasso che verrà pubblicato tra un anno

Per scegliere la colonna giusta parti dal documento che devi verificare. Se richiama il 3M, non sostituirlo con il 6M perché quel giorno appare più basso. Se il contratto combina un indice a tre mesi con una revisione mensile, le due informazioni non sono in contraddizione: una riguarda il riferimento, l’altra il calendario applicativo.

Non esiste neppure una regola secondo cui la scadenza più breve debba essere sempre la più conveniente. Una graduatoria valida su una rilevazione non garantisce la stessa graduatoria nelle successive. Nella scelta di un finanziamento bisogna confrontare anche margine, costi e clausole, non selezionare isolatamente la colonna più bassa.

Chi calcola l’Euribor e come funziona la metodologia?

EMMI è l’amministratore; le contribuzioni delle banche del panel alimentano la determinazione dell’indice. La metodologia attuale segue un approccio gerarchico a due livelli. Il primo utilizza transazioni ammissibili; quando non bastano, il secondo ricorre alle tecniche di calcolo previste, impiegando informazioni collegate al mercato. Non è quindi la semplice media di qualunque tasso dichiarato da una banca.

La metodologia viene riesaminata periodicamente. Nella pagina consultata il 10 ottobre 2026 EMMI elenca la versione del 29 giugno 2026 e ricorda l’eliminazione del precedente livello 3 nel 2024. Questa informazione è importante per chi trova descrizioni più vecchie: una spiegazione storica del sistema a tre livelli non va presentata come procedura corrente.

Qui non riproduciamo tutte le formule tecniche né pretendiamo di ricostruire il fixing ufficiale dalle sole percentuali pubblicate. Per un approfondimento professionale occorrono il documento metodologico applicabile e i dati ammessi dalla procedura. Il nostro obiettivo è distinguere la formazione dell’indice dal modo in cui il cliente lo applica a un contratto.

Un controllo utile sulle fonti consiste nel cercare la data della descrizione e il soggetto responsabile. Una pagina senza versione può spiegare bene un meccanismo passato, ma non documentare quello vigente. L’aggiornamento metodologico non autorizza comunque a inventare effetti sulle rate: per il singolo rapporto vanno lette le condizioni e le comunicazioni.

A che ora viene pubblicato? E che cosa succede nei festivi?

Secondo le FAQ EMMI, le rilevazioni sono pubblicate nei giorni operativi del sistema TARGET, alle 11:00 CET o poco dopo. Il calendario dell’indice non coincide con quello di qualsiasi festività nazionale. Nei giorni senza nuova pubblicazione, un sito può mostrare l’ultima rilevazione disponibile: controlla la data del dato, non soltanto quella della pagina.

EMMI distingue inoltre dati distribuiti dai fornitori autorizzati e consultazione differita. L’accesso gratuito descritto nelle FAQ, previa registrazione, riguarda dati con ritardo di 24 ore, su una finestra mobile di 25 giorni di pubblicazione, per uso non commerciale. Non equivale a una licenza per incorporare una serie in un sito editoriale.

Per questo non abbiamo aggiunto un falso contatore live. Se in futuro BorsaMagazine integrerà un grafico, serviranno un flusso autorizzato, aggiornamento verificabile e indicazione del ritardo. La possibilità di vedere un numero su un altro sito non dimostra di poterlo ridistribuire automaticamente.

Quando annoti una lettura, conserva tre tempi: giorno del fixing, momento della consultazione e periodo del contratto al quale dovrà essere applicata. Confonderli può far apparire sbagliata una comunicazione che usa correttamente una rilevazione precedente. Nel fine settimana la parola “oggi” nel titolo di una pagina non assicura un nuovo fixing.

Tasso puntuale e media mensile: perché non sono la stessa cosa?

Una rilevazione puntuale riguarda un determinato giorno. Una media riassume una serie di osservazioni. Inoltre, “Euribor a un mese” indica una scadenza del benchmark, mentre “media mensile dell’Euribor a tre mesi” indica l’aggregazione nel tempo di un’altra scadenza. Le due espressioni non possono essere scambiate.

Un esempio originale, volutamente ridotto a tre osservazioni ipotetiche: 2,10%, 2,30% e 2,50%. La media aritmetica semplice è (2,10 + 2,30 + 2,50) / 3 = 2,30%. L’ultimo valore è 2,50%. Usare l’ultima rilevazione al posto della media introduce 0,20 punti percentuali di differenza, anche se i dati di partenza sono tutti corretti.

Le tre osservazioni non rappresentano un vero mese: servono soltanto a rendere visibile la distinzione matematica. Per una media contrattuale reale occorre sapere quali giorni includere, quale finestra osservare, quale ponderazione adottare e quando arrotondare. Non riempire i giorni mancanti con zero; non ripetere automaticamente il dato del venerdì per sabato e domenica senza un criterio che lo preveda.

Se leggi “media del mese precedente”, conserva l’etichetta completa. Non sostituirla con la media del mese in corso perché sembra più aggiornata. La misura più recente non è sempre la misura richiesta. È proprio questa differenza che spesso spiega perché un calo appena osservato non compaia ancora nel conteggio.

Euribor 360 e 365: come leggere le convenzioni

Le sigle 360 e 365 richiamano convenzioni di conteggio dei giorni e di rappresentazione annuale del tasso. Non descrivono due mercati monetari contrapposti. Per capire una tabella bisogna leggere la legenda; per capire gli interessi dovuti bisogna leggere la convenzione del contratto.

Un documento ufficiale di Banco Desio esplicita una conversione dal parametro su base act/360 alla base 365: dividere per 360, moltiplicare per 365 e arrotondare alla terza cifra decimale. È un esempio documentato di convenzione dichiarata, non una condizione da attribuire automaticamente a tutte le banche.

Con un tasso puramente ipotetico del 2,400% su base 360, la conversione indicata produce 2,400 × 365 / 360 = 2,433333…%, cioè 2,433% alla terza cifra decimale. La differenza è circa 0,033333 punti percentuali, non 0,033333% del capitale da aggiungere senza ulteriori controlli.

Il motivo matematico si vede con interessi semplici su 100.000 euro per 30 giorni: 100.000 × 0,024 × 30 / 360 = 200 euro. Usando il tasso convertito senza arrotondarlo e dividendo per 365, il risultato è ancora 200 euro. Confrontare solo le due percentuali farebbe apparire più caro un calcolo che, in questo esempio, è equivalente.

Viceversa, conservare la stessa percentuale del 2,4% e cambiare soltanto il divisore dà circa 197,26 euro sulla base 365. Non è la conversione precedente: sono cambiate le ipotesi. Non usare quindi questo esperimento per contestare un addebito prima di aver ricostruito tasso applicabile, giorni effettivi, base e arrotondamenti.

Euribor, tassi BCE, €STR e IRS: quattro riferimenti diversi

La Banca d’Italia distingue l’Euribor dai tassi swap utilizzati come riferimento per molti mutui fissi. La BCE descrive invece il €STR come un riferimento overnight del costo di finanziamento all’ingrosso non garantito delle banche dell’area euro. Non basta che tutti siano espressi in percentuale per renderli intercambiabili.

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Riferimenti diversi: verificare sempre nome e scadenza
RiferimentoNaturaErrore da evitare
EuriborBenchmark monetario a cinque scadenzeChiamarlo il tasso deciso dalla BCE
Tassi ufficiali BCETassi di politica monetariaPresumere un trasferimento identico e immediato su ogni contratto
€STRBenchmark overnight amministrato dalla BCESostituirlo liberamente all’Euribor a tre mesi
IRS / EurirsTassi degli swap su diverse durateTrattarli come il TAN completo di un mutuo fisso

La politica monetaria influenza il mercato, ma influenza non significa identità numerica. La lettura di una decisione BCE va separata dalla lettura dell’indice effettivamente pattuito. Per approfondire la trasmissione all’economia puoi consultare come i tassi BCE influenzano mutui e conti deposito.

Per confrontare due serie, usa la stessa data e indica gli orizzonti. Una differenza tra un riferimento overnight e uno a sei mesi non è automaticamente una commissione nascosta. Prima di attribuirle una causa, servono analisi e dati ulteriori. Il confronto è utile soltanto se conserva la natura delle misure.

Euribor e spread del mutuo: quale percentuale si applica?

In un contratto indicizzato, il parametro è una componente della formula; il margine, spesso chiamato spread, è un’altra. La Banca d’Italia spiega questa struttura e la differenza fra tasso e costo complessivo. La somma va letta insieme a eventuali limiti, condizioni e regole di rilevazione.

Se il parametro ipotetico è 2,30% e il margine 1,10 punti percentuali, la somma è 3,40%. Non si moltiplica 2,30 per 1,10 e non si aggiunge l’1,10% del parametro. Se il parametro sale a 2,55% a margine invariato, la somma diventa 3,65%: l’aumento è 25 punti base.

Questo margine contrattuale non è lo spread fra rendimenti dei titoli di Stato. La stessa parola non indica la stessa misura. E la somma non è automaticamente il TAEG: oneri e modalità di confronto del costo appartengono a un livello diverso. Per leggere un piano concreto rimandiamo alla guida sul piano di ammortamento del mutuo.

Qui non ripetiamo una graduatoria di mutui: il punto è identificare gli input. Se stai ricostruendo un tasso applicato, annota separatamente valore del parametro, margine, arrotondamento e limite. Una colonna unica con il risultato finale rende più difficile capire dove nasca una differenza.

Quattro controlli simulati per riconoscere gli errori

I casi seguenti sono indipendenti e non rappresentano condizioni bancarie reali. Servono a provare il metodo su dati dichiarati, prima di applicarlo a documenti veri.

1. Hai guardato una scadenza diversa

Immagina un contratto che richiami 3M pari al 2,30% nella rilevazione richiesta, mentre una pagina mostra in primo piano 6M pari al 2,45%. Con margine 1,10 punti, i risultati sono 3,40% e 3,55%. Lo scarto di 15 punti base deriva dalla sostituzione del parametro, non da un margine aumentato.

Per correggere il controllo non devi mediare i due risultati: devi scegliere l’input previsto dal documento. Conserva il 6M soltanto come confronto di mercato, fuori dalla colonna usata per ricostruire il tasso contrattuale.

2. Hai usato l’ultimo dato invece della media

Riprendiamo media simulata 2,30% e ultima osservazione 2,50%. Aggiungendo lo stesso margine 1,10 ottieni 3,40% oppure 3,60%. Anche qui lo scarto di 20 punti base non dimostra che qualcuno abbia sbagliato: dimostra che hai utilizzato due misure diverse.

La correzione consiste nel rifare la media con l’intera finestra e il criterio richiesti. Non è sufficiente modificare a mano il risultato per farlo coincidere con un prospetto. Il conteggio deve essere riproducibile a partire dalle osservazioni originarie.

3. C’è un minimo sul parametro, non sul totale

Parametro ipotetico −0,40%, margine 1,10: senza limite la somma è 0,70%. In un modello con minimo zero sul solo parametro, diventa 0 + 1,10 = 1,10%. In un altro modello con minimo zero sul totale, max(−0,40 + 1,10; 0) resta 0,70%.

Le due clausole non sono equivalenti. Il calcolo illustra la differenza; non giudica la validità di una clausola reale né afferma che tutti i contratti adottino un floor. Per una contestazione concreta occorre esaminare testo, informazioni ricevute e disciplina applicabile.

4. C’è un massimo sul parametro, non sul totale

Con indice simulato 4,00%, margine 1,10 e tetto 3,00% sul solo indice, il totale del modello è 4,10%. Con tetto 3,00% sul totale, invece, il risultato è 3,00%. Lo stesso numero stampato accanto alla parola “cap” non basta a distinguere le due formule.

Per verificare una protezione chiedi quale componente sia limitata, per quanto tempo e con quali costi. Non trasformare questi casi in consigli su quale mutuo scegliere: mancano offerte, rischio personale e percorso futuro dei tassi.

Quanto incide un movimento di 25 o 100 punti base?

Un punto base vale 0,01 punti percentuali; 25 punti base valgono 0,25 punti e 100 valgono un punto. In un esercizio di soli interessi semplici, 100.000 euro invariati per un intero anno contrattuale e aumento del tasso di 0,25 punti producono 250 euro di interessi aggiuntivi. Con un punto, diventano 1.000 euro.

Dividere 250 per dodici dà circa 20,83 euro, ma non la variazione universale della rata mensile di un mutuo. Il capitale può diminuire, il ricalcolo può interessare anche la quota capitale e il contratto può applicare revisioni e convenzioni specifiche. L’esercizio isola una componente: presentarlo come risposta completa sarebbe scorretto.

Per stimare un pagamento concreto servono almeno residuo, scadenze mancanti, tasso applicabile e formula del piano. Per spiegare il movimento dell’indice bastano i punti base; per spiegare l’addebito no. Questa separazione evita un errore frequente: confondere una variazione precisa della percentuale con una stima imprecisa della rata.

Come leggere lo storico e le previsioni sull’Euribor

Uno storico descrive rilevazioni passate. Una previsione propone valori futuri con ipotesi. Una quotazione di un contratto derivato può riflettere prezzi e aspettative, ma non è una promessa sul fixing che verrà pubblicato. La Banca d’Italia sottolinea che le aspettative possono precedere le decisioni della BCE: non va cercata una corrispondenza meccanica tra singole date.

Nel grafico storico cerca prima la scadenza, poi la periodicità. Una serie di medie mensili appare più regolare di una serie giornaliera: questa differenza grafica non dimostra che il rischio sia scomparso. Controlla anche gli estremi dell’asse verticale e il periodo scelto; una scala stretta può accentuare visivamente movimenti piccoli.

Per leggere una previsione annota autore, data, orizzonte e scenario. “Atteso a fine anno” non significa “tasso medio di tutto l’anno”; un valore per il 3M non autorizza a compilare il 12M. Chiediti soprattutto che cosa succederebbe al tuo budget se il percorso fosse diverso, anziché utilizzare il numero previsto come unica condizione di confronto.

Il rischio di prezzo dei titoli è un tema distinto: un Euribor più alto non permette da solo di calcolare la perdita di una singola obbligazione. Per il rapporto tra rendimento, durata finanziaria e sensibilità puoi leggere la guida alla duration delle obbligazioni. Le esposizioni non diventano identiche perché reagiscono entrambe ai tassi.

Che cosa succede se il benchmark cambia o cessa?

Un normale aumento dell’Euribor non è una cessazione del benchmark. La Banca d’Italia spiega i piani di sostituzione e le clausole riferite a una variazione sostanziale o alla cessazione dell’indice. Vanno distinti dall’aggiornamento ordinario del tasso secondo la formula già pattuita.

Se ricevi un’informativa, leggi evento previsto, parametro alternativo, criterio di applicazione e comunicazioni. Non presumere che la semplice presenza del piano significhi che l’Euribor stia per sparire. E non scegliere autonomamente un altro indice perché sembra più favorevole: la sostituzione deve avere una base documentale e contrattuale.

Per diritti, termini o effetti di una comunicazione concreta è necessaria una verifica specifica. Questa guida non attribuisce rimborsi automatici e non formula accuse verso intermediari. Per valutare un trasferimento ordinario del finanziamento puoi approfondire la surroga del mutuo, che è un’operazione distinta dalla sostituzione del benchmark.

Checklist: come controllare un valore senza fare confusione

Per un controllo riproducibile crea una scheda dei dati originari prima di calcolare il risultato. La tabella seguente non richiede un software particolare: basta un foglio elettronico o una lista conservata insieme ai documenti.

Su smartphone puoi scorrere la tabella orizzontalmente.

Prima gli input, poi il risultato
CampoChe cosa conservareVerifica
IndiceNome e scadenza completa3M non sostituito da 6M
RilevazioneData e fonte dell’osservazioneUltimo dato disponibile distinto da nuovo fixing
AggregazioneDato puntuale o media e relativa finestraMetodo e giorni inclusi documentati
ConvenzioneBase giorni, conversione e arrotondamentoPercentuale e divisore coerenti
ContrattoMargine, limiti e calendario di applicazioneClausola confrontata con conteggio
EsitoPassaggi di calcolo e differenza rilevataNessuna accusa dedotta da un solo numero

Se manca una voce, segnala il controllo come incompleto. Una percentuale plausibile non sostituisce una fonte. Se invece tutti gli input sono presenti e il risultato non coincide, chiedi un prospetto con i passaggi e conserva la risposta. Si può individuare una discrepanza senza anticipare un giudizio sulla sua causa.

Domande frequenti sull’Euribor

L’Euribor è il tasso della BCE?

No. È un benchmark di mercato amministrato da EMMI. I tassi ufficiali BCE sono tassi di politica monetaria; influenzano il mercato, ma non coincidono automaticamente con ogni fixing.

Euribor a tre mesi significa rate trimestrali?

No. La scadenza del benchmark, la frequenza dei pagamenti e quella della revisione contrattuale sono tre informazioni diverse. Per sapere quando pagare devi leggere il piano.

Euribor a un mese e media mensile sono sinonimi?

No. Il primo indica una scadenza; la seconda un’aggregazione di osservazioni nel tempo. Si può calcolare anche una media mensile di rilevazioni dell’Euribor a tre mesi.

Quale scadenza devo usare per il mio mutuo?

Quella indicata nei documenti, insieme alla data o alla media richiesta. Non scegliere la scadenza con il valore più basso e non applicare automaticamente l’ultima rilevazione disponibile.

Viene pubblicato anche sabato e domenica?

Il riferimento è il calendario operativo TARGET. Nei giorni senza nuova pubblicazione può restare visibile l’ultimo fixing: verifica la data attribuita all’osservazione.

A che ora viene pubblicato?

Le FAQ EMMI indicano le 11:00 CET o poco dopo, nei giorni previsti. Il sito consultato potrebbe mostrare dati differiti: ora della consultazione e ora della rilevazione non coincidono necessariamente.

Perché due siti mostrano valori diversi?

Controlla scadenza, data, ritardo, base 360/365, media e arrotondamenti. Potrebbero mostrare misure diverse senza che una sia errata. Solo dopo questa verifica confronta le fonti.

Posso incorporare liberamente una serie Euribor nel sito?

Non dedurlo dalla consultazione gratuita. EMMI distingue accesso differito per uso non commerciale e distribuzione tramite fornitori autorizzati. Un’integrazione richiede la verifica delle licenze.

Euribor 365 è sempre più caro del 360?

Una percentuale convertita può essere maggiore senza produrre più interessi se cambia coerentemente anche il divisore. Confronta il calcolo completo e le convenzioni dichiarate, non il solo numero.

Euribor più spread dà il TAEG?

No. La somma riguarda la componente tasso nel modello contrattuale. Il TAEG è un indicatore di costo complessivo e considera ulteriori voci secondo le regole applicabili.

Un Euribor negativo significa interessi negativi sul mutuo?

Non automaticamente: conta anche il margine e possono intervenire limiti. Nell’esempio −0,40% più 1,10 punti produce ancora 0,70% prima di eventuali clausole.

Un taglio BCE di 25 punti abbassa subito la rata?

Occorre parlare di 25 punti base, non di 25 punti percentuali. Non è garantito un trasferimento identico e immediato: verifica indice, rilevazione, decorrenza e formula del contratto.

Il valore a dodici mesi è una previsione fra un anno?

No. Identifica la scadenza del benchmark oggi osservato; non certifica il valore del fixing che sarà pubblicato fra dodici mesi. Anche le aspettative di mercato possono cambiare.

Posso usare la media annuale per calcolare tutte le rate?

Non in sostituzione del calendario contrattuale. Il percorso dei tassi, le rilevazioni previste e il capitale residuo contano. Una media aggregata può nascondere differenze importanti.

Una lettera sul piano di sostituzione significa che l’indice cessa?

Non da sola. Il piano disciplina eventi eventuali, distinti dalle oscillazioni ordinarie. Leggi contenuto e condizioni della comunicazione senza dedurre una cessazione non annunciata.

Fonti e metodo

Fonti primarie consultate il 10 ottobre 2026. Le pagine istituzionali datate sono usate per spiegare meccanismi, non per riproporre quotazioni di quel periodo. Non vengono riprodotte serie proprietarie EMMI, offerte commerciali correnti o previsioni. Le simulazioni, la checklist e i confronti aritmetici sono elaborazioni didattiche originali; non costituiscono consulenza personalizzata.

  1. EMMI — Euribor: definizione del benchmark e ambito.
  2. EMMI — FAQ Euribor: scadenze, pubblicazione, dati differiti e fornitori autorizzati.
  3. EMMI — metodologia: gerarchia corrente e cronologia delle revisioni, inclusa quella del 29 giugno 2026.
  4. BCE — Cosa sono i tassi benchmark?, aggiornamento 13 settembre 2024: utilizzi degli indici di riferimento.
  5. Banca d’Italia — tassi BCE e costo dei mutui: differenze tra Euribor, tassi swap e aspettative; non condizioni attuali.
  6. BCE — panoramica del €STR: benchmark overnight e relativo mercato.
  7. Banca d’Italia — Mutuo ipotecario: parametro, margine e indicatori di costo.
  8. Banco Desio — Parametri di indicizzazione: esempio ufficiale della conversione act/360 verso la base 365, senza riprodurre i valori commerciali del documento.
  9. Banca d’Italia — Mutui e indici di riferimento: piani di sostituzione e distinzione dagli aggiornamenti ordinari.

Metodo dei numeri: scenari indipendenti su input ipotetici dichiarati. Le medie usano solo le tre osservazioni illustrate; gli interessi semplici tengono fisso il capitale e dichiarano giorni e divisore. La conversione 360/365 conserva precisione interna salvo l’arrotondamento esplicitamente indicato. Cap e floor sono modelli di clausole, non giudizi sulla validità di contratti. Non stimiamo una rata ammortizzata dividendo per dodici un cambiamento degli interessi annui e non attribuiamo irregolarità a specifiche aziende.

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Disclaimer: Il presente articolo è fornito a titolo informativo e didattico, e non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza finanziaria personalizzata. Ogni decisione di investimento resta sotto la responsabilità del lettore, previa valutazione della propria situazione finanziaria e della propria tolleranza al rischio.