NatWest registra un utile attribuibile di 1,5 miliardi di sterline nel terzo trimestre 2026, con un rendimento del patrimonio netto tangibile, il RoTE, del 21,6%. Il rapporto pubblicato il 30 ottobre segnala una crescita di prestiti, depositi e patrimoni gestiti nelle attività rivolte alla clientela.
La banca britannica accompagna i risultati con la conferma delle indicazioni comunicate in occasione dei conti del primo semestre. La notizia è quindi la tenuta della redditività e dello sviluppo commerciale, senza un nuovo rialzo delle previsioni sugli utili.
Utile e redditività: il trimestre va distinto dai nove mesi
Il risultato attribuibile di 1,5 miliardi è espresso in sterline e riguarda il periodo luglio-settembre. Nello stesso trimestre, l’utile per azione indicato nel riepilogo è pari a 19,3 pence.
Il RoTE del 21,6% misura la redditività in rapporto al patrimonio netto tangibile secondo la metodologia del gruppo. Il dato riferito ai primi nove mesi è invece del 20,2%. Sono periodi diversi e non vanno usati come se descrivessero lo stesso intervallo.
In particolare, il RoTE è un indicatore di redditività bancaria espresso su base annualizzata: non significa che l’azionista abbia ottenuto il 21,6% in borsa nel trimestre. La performance di un’azione dipende dal prezzo e dalle distribuzioni ricevute, mentre questo rapporto descrive i risultati dell’attività rispetto al capitale.
Prestiti, depositi e risparmio gestito sostengono l’attività
NatWest riferisce una crescita delle tre principali attività con la clientela. L’aggregato denominato customer assets and liabilities, o CAL, raggiunge 1.002,6 miliardi di sterline: +15,7 miliardi, pari all’1,6%, rispetto al trimestre precedente.
La crescita dall’inizio dell’anno è di 42,3 miliardi, ossia del 4,4%, e include Evelyn Partners. È importante rispettare il perimetro del dato: CAL è un aggregato commerciale che combina più componenti e non corrisponde al totale dei soli depositi.
Nel Retail Banking, il rapporto evidenzia un incremento trimestrale di 1,2 miliardi dei mutui e di 3,1 miliardi dei depositi. Questi valori aiutano a leggere l’espansione dell’attività concreta, oltre al risultato economico finale.
Costi e capitale, gli altri elementi dei conti
Nei nove mesi il rapporto tra costi e ricavi, escludendo contenziosi e oneri di condotta, è del 45,7%, in diminuzione di 2,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente. NatWest indica risparmi lordi sui costi per circa 420 milioni di sterline.
Il gruppo segnala inoltre una generazione di capitale nel trimestre pari a 71 punti base prima delle distribuzioni. Questo dato non è un dividendo promesso al singolo azionista: descrive la capacità del gruppo di produrre capitale prima delle operazioni di remunerazione.
Le previsioni restano quelle del primo semestre
NatWest conferma l’outlook comunicato con i risultati semestrali. L’aggiornamento riguarda invece gli attivi ponderati per il rischio, attesi intorno a 210 miliardi di sterline al 1° gennaio 2027 includendo l’impatto di Basilea 3.1. Non è un nuovo obiettivo sugli utili.
Per chi segue le banche, i prossimi elementi da osservare saranno la continuità della crescita commerciale, la capacità di contenere i costi e la qualità del credito. L’utile per azione è uno degli indicatori utili, da affiancare alle misure di redditività e capitale, mantenendo coerenti periodo e valuta del confronto.
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