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Intesa Sanpaolo, utile a 8,2 miliardi: acconto da 22 centesimi e stime alzate

Di Andrea Dicanto4 Novembre 2026
Intesa Sanpaolo, utile a 8,2 miliardi: acconto da 22 centesimi e stime alzate

Intesa Sanpaolo chiude i primi nove mesi del 2026 con 8,2 miliardi di euro di utile netto, in aumento dell’8,1%, e alza le previsioni per l’intero anno. Nei risultati approvati il 3 novembre c’è anche una scadenza concreta per gli azionisti: un acconto sul dividendo di 22 centesimi lordi per azione, in pagamento il 25 novembre.

Utile in crescita: i numeri dei nove mesi

Il risultato netto esatto è di 8.199 milioni di euro, contro i 7.588 milioni dello stesso periodo del 2025. Il confronto riguarda quindi i primi nove mesi dei due esercizi, non il solo trimestre estivo. Nei tre mesi da luglio a settembre l’utile è stato di 2.645 milioni, rispetto ai 2.793 milioni del trimestre precedente.

Dividendo: 22 centesimi lordi il 25 novembre

Il consiglio ha deliberato un acconto complessivo da 3.813 milioni di euro. Il calendario prevede lo stacco della cedola il 23 novembre 2026, la data di registrazione il 24 novembre e il pagamento il 25 novembre. I 22 centesimi sono indicati al lordo delle ritenute e rappresentano un anticipo sul dividendo relativo ai risultati del 2026.

Le nuove previsioni: utile annuo ben oltre 10 miliardi

Carlo Messina collega il rialzo delle prospettive alla diversificazione del gruppo e alla crescita delle diverse componenti dei ricavi. La nuova indicazione per il 2026 punta a un utile netto «ben oltre 10 miliardi»: resta una previsione sulla chiusura dell’esercizio.

Nel commento ai conti, l’amministratore delegato segnala inoltre attività finanziarie della clientela superiori a 1.500 miliardi e un utile per azione cresciuto del 10% rispetto ai nove mesi 2025. Il ROE annualizzato è al 21%, mentre il ROTE annualizzato raggiunge il 26%. La banca presenta questi indicatori come conferma della redditività del proprio modello.

Costi, capitale e somme destinate ai soci

La sintesi del gruppo indica un rapporto tra costi e ricavi del 36,7% e un’incidenza netta dei crediti deteriorati dello 0,8%. Il coefficiente patrimoniale CET1 è circa il 13,1%; il 13,8% riportato dalla banca include anche il beneficio aggiuntivo legato all’assorbimento delle imposte differite attive.

Nei nove mesi sono maturati 7,8 miliardi destinati alla distribuzione, di cui oltre 6,1 miliardi come dividendi. Va mantenuta distinta questa voce dal riacquisto di azioni proprie da 2,3 miliardi, completato a ottobre. Sono importi con natura e tempi diversi: la distribuzione maturata non coincide con quanto è già stato versato agli azionisti.

Il sostegno all’economia reale passa anche dal credito. Per le iniziative rivolte alle attività più piccole avevamo approfondito le misure di Intesa per piccole imprese e pagamenti POS.

Illustrazione editoriale originale generata con IA per BorsaMagazine: rappresentazione simbolica, non una fotografia della sede della banca.

Fonti

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Disclaimer: Il presente articolo è fornito a titolo informativo e didattico, e non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza finanziaria personalizzata. Ogni decisione di investimento resta sotto la responsabilità del lettore, previa valutazione della propria situazione finanziaria e della propria tolleranza al rischio.