Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato misure commerciali temporanee per ridurre i dazi su un’ampia parte delle merci provenienti dall’Armenia. Secondo il comunicato del 24 settembre 2026, il regime liberalizzerà circa l’80% delle esportazioni armene verso l’UE, sospendendo i dazi all’importazione su vari prodotti, compresi alcuni beni agricoli. La percentuale riguarda l’export armeno diretto al mercato europeo, non l’80% di tutti gli scambi dell’UE.
Perché arriva la misura
Il Consiglio collega la decisione alle restrizioni commerciali recentemente imposte dalla Russia all’Armenia. L’obiettivo dichiarato è sostenere l’economia armena e rafforzare i flussi verso il mercato europeo nel quadro dell’accordo di partenariato esistente. È una preferenza commerciale temporanea, non un accordo generale di libero scambio senza condizioni.
Il testo adottato segue il voto favorevole del Parlamento europeo alla proposta della Commissione. Restano però i passaggi formali: firma e pubblicazione del regolamento nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Il provvedimento entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione; i due anni di applicazione decorrono da quella data. Alla data del comunicato, non è quindi corretto dire che ogni spedizione armena usufruisca già dei nuovi dazi.
Le salvaguardie per il mercato europeo
Il Consiglio precisa che l’accesso preferenziale è subordinato a condizioni e accompagnato da misure di salvaguardia. Queste servono a proteggere il mercato UE se l’aumento delle importazioni dovesse danneggiare i produttori europei. La nota non quantifica un effetto sui prezzi nei negozi né un beneficio per singole imprese italiane; tali effetti richiederanno dati sulle importazioni effettive e sui prodotti interessati.
Per le aziende che scambiano merci, il punto operativo sarà leggere il regolamento pubblicato, verificare codici doganali, origine e condizioni prima di applicare un’aliquota. La sola notizia dell’adozione politica non sostituisce la documentazione doganale. Per chi segue la geopolitica economica, la decisione è un esempio di come l’UE utilizzi l’accesso al proprio mercato anche per sostenere paesi partner in una fase di tensione commerciale.
Fonte
Consiglio dell’Unione europea, comunicato del 24 settembre 2026.
