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Prezzi alla produzione, ad agosto +10,9%: l’energia spinge i costi industriali

Di Andrea Dicanto1 Ottobre 2026339 visualizzazioni

Ad agosto 2026 i prezzi alla produzione dell’industria italiana sono aumentati del 10,9% rispetto a un anno prima e del 2,4% rispetto a luglio. Il comunicato Istat del 29 settembre evidenzia un’accelerazione del confronto annuale: in luglio l’aumento era stato del 7,7%. Il ruolo dell’energia emerge soprattutto dai dati relativi al mercato interno.

Il dato senza energia racconta una dinamica diversa

Sul mercato interno la crescita raggiunge il 13,5% annuo e il 3,1% mensile. Escludendo l’energia, lo stesso indice sale invece del 3,3% sull’anno e dello 0,3% sul mese. Sui mercati esteri i prezzi aumentano del 3,9% annuo e dello 0,3% mensile.

Fra i comparti del mercato interno, Istat rileva un incremento annuale del 72,6% per i prodotti petroliferi raffinati e del 26,3% per la fornitura di energia elettrica e gas. Sono variazioni settoriali: non rappresentano rincari identici per ogni impresa o per ogni contratto energetico.

Prezzi industriali e inflazione delle famiglie non coincidono

Il +10,9% non è il tasso d’inflazione al consumo. L’indice alla produzione osserva un passaggio diverso della formazione dei prezzi rispetto al paniere acquistato dalle famiglie. Confondere le due misure significherebbe attribuire al dato un significato che non ha.

Un’impresa può assorbire una parte dei maggiori costi nei margini, trasferirla ai clienti oppure compensarla attraverso efficienza e cambiamenti della produzione. Il risultato dipende anche dai contratti, dalla concorrenza e dalla capacità di negoziare. Non esiste quindi un trasferimento automatico, della stessa entità e nello stesso mese, dal prezzo industriale allo scontrino.

Come leggere il dato quando si segue un titolo

Per valutare una società conta capire se sia produttrice o utilizzatrice dei beni interessati, quale peso abbiano energia e materiali nei costi e se disponga di coperture o accordi di lungo periodo. L’indice aggregato non misura il margine operativo della singola azienda.

È utile affiancare questa pubblicazione ai dati sui volumi, agli ordini e ai bilanci. La nostra guida su significato e conseguenze dell’inflazione aiuta a distinguere gli indicatori prima di trarne implicazioni per risparmi e investimenti.

Fonti

Istat, prezzi alla produzione dell’industria e delle costruzioni, agosto 2026, pubblicato il 29 settembre.

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Disclaimer: Il presente articolo è fornito a titolo informativo e didattico, e non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza finanziaria personalizzata. Ogni decisione di investimento resta sotto la responsabilità del lettore, previa valutazione della propria situazione finanziaria e della propria tolleranza al rischio.