Maersk alza la previsione annuale dell’EBIT sottostante a 8–8,5 miliardi di dollari, dalla precedente fascia di 4,5–6,5 miliardi. Il comunicato del 5 novembre accompagna risultati trimestrali in forte crescita: ricavi a 18,1 miliardi, +27%, ed EBIT a 3,3 miliardi, contro 1,3 miliardi un anno prima.
Dietro l’aumento dei profitti c’è anche un mercato dei trasporti più difficile da attraversare per i clienti. La congestione dei porti e i vincoli alla capacità hanno sostenuto i noli, mentre il gruppo ha dovuto affrontare maggiori costi operativi e minore regolarità delle rotte.
La congestione riduce la capacità effettivamente disponibile
Maersk descrive una stagione di tifoni particolarmente severa in Asia, con attese nei porti che hanno assorbito capacità delle navi. Al picco, il tempo medio globale di attesa ha raggiunto 16,6 ore, il livello più alto dal gennaio 2023 secondo il comunicato.
Il meccanismo è concreto: una nave ferma in attesa non può svolgere nello stesso tempo un altro trasporto. La capacità nominale della flotta può quindi restare uguale mentre quella effettivamente utilizzabile diminuisce. Nel trimestre l’indice spot Shanghai Containerised Freight Index è aumentato del 46% rispetto ai tre mesi precedenti, come riportato dalla società.
Ocean guida l’aumento della redditività
L’EBIT del trasporto marittimo Ocean raggiunge 2,6 miliardi di dollari, rispetto a 567 milioni nel periodo comparabile. Il gruppo indica noli più alti e volumi sostenuti, con utilizzo delle navi al 96%.
La chiusura dello Stretto di Hormuz e la congestione della rete aumentano però anche i costi del carburante navale, della rete e della movimentazione dei container. Non basta dunque osservare il prezzo del trasporto: il risultato dipende dal rapporto fra ricavi unitari, carico delle navi e costo necessario a completare le consegne.
Anche logistica e terminal contribuiscono
Logistics & Services registra una crescita dei ricavi del 13% e un margine EBIT del 5,8%. I terminal raggiungono ricavi record, secondo il gruppo. L’aumento del fatturato interessa tutte e tre le principali attività, pur con caratteristiche economiche differenti.
A livello consolidato l’EBITDA sale da 2,7 a 4,7 miliardi e il margine EBIT arriva al 18,1%. EBITDA ed EBIT non sono intercambiabili: il primo precede ammortamenti e altre rettifiche previste dalla definizione contabile, mentre il secondo incorpora componenti ulteriori del costo operativo.
La nuova guidance resta una previsione
Per il 2026 l’EBITDA sottostante atteso sale a 14–14,5 miliardi, dalla precedente fascia di 10,5–12,5 miliardi. La società prosegue inoltre il programma di riacquisto di azioni da un miliardo di dollari.
Per le imprese che importano ed esportano, la stessa situazione che sostiene i risultati di un armatore può tradursi in costi e tempi di consegna più difficili da pianificare. Il punto da seguire è quanto dureranno i vincoli alla rete: una normalizzazione delle rotte potrebbe modificare sia i noli sia i costi, senza effetti identici per tutti gli operatori.
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