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Istat, famiglie più pessimiste ma imprese in recupero: soffre il commercio

Di Andrea Dicanto29 Ottobre 2026
Istat, famiglie più pessimiste ma imprese in recupero: soffre il commercio

A ottobre 2026 la fiducia dei consumatori italiani scende, mentre quella delle imprese recupera: il commercio al dettaglio resta il punto debole. Istat pubblica il 29 ottobre un indice dei consumatori in calo da 91,2 a 90,3 e un indicatore composito delle imprese in aumento da 95,9 a 96,6.

Il contrasto rende il dato interessante: famiglie e attività produttive non descrivono un quadro uniforme. Anche fra le imprese, il miglioramento di alcuni comparti convive con segnali meno favorevoli in altri.

Le famiglie peggiorano il giudizio sull’economia generale

Fra i consumatori il clima economico passa da 88,0 a 82,9. L’indice del clima personale, invece, sale da 92,4 a 93,0, mentre quello relativo al futuro resta stabile a 92,3.

Non si tratta quindi di un peggioramento identico in ogni dimensione. Secondo il commento Istat, sul risultato complessivo pesano le valutazioni sull’economia generale, le attese sulla disoccupazione e quelle sull’opportunità di comprare beni durevoli nella fase attuale.

La differenza fra situazione personale e percezione dell’economia è una delle chiavi di lettura: il primo indicatore può migliorare mentre il secondo arretra. Un solo aggettivo sullo stato d’animo delle famiglie non esaurisce tutte le componenti della rilevazione.

I servizi trainano il recupero delle imprese

La fiducia nei servizi di mercato sale da 97,1 a 99,6; nelle costruzioni da 97,5 a 97,8. Nella manifattura l’indice rimane stabile a 91,9. Il miglioramento del composito è dunque trainato soprattutto dai servizi, con un contributo più moderato delle costruzioni.

Nel commercio al dettaglio l’indice scende invece da 104,3 a 100,7. Istat segnala un peggioramento dei giudizi e delle attese sulle vendite. È questa debolezza specifica, insieme al calo della fiducia dei consumatori, a meritare attenzione nella lettura della domanda.

La media delle imprese non significa che ogni settore stia migliorando. È possibile avere un indicatore aggregato in recupero e, contemporaneamente, commercianti più prudenti sulla propria attività.

Indici di fiducia, non percentuali di vendite

I valori pubblicati sono livelli di indici. Il passaggio del commercio da 104,3 a 100,7 equivale a 3,6 punti di indice in meno: non significa che le vendite siano già diminuite del 3,6%.

La rilevazione raccoglie valutazioni e aspettative, che vanno confrontate con i dati sull’attività effettiva. Non sostituisce le statistiche su consumi, produzione o occupazione, e non permette da sola di prevedere il fatturato di una singola azienda.

Per orientarsi fra queste misure, leggi la guida su indici di fiducia Istat e UE, saldi e limiti. Il messaggio di ottobre è una divergenza da seguire: recupero soprattutto nei servizi, maggiore cautela fra consumatori e commercianti.

Illustrazione editoriale originale generata con IA per BorsaMagazine. Scena simbolica, non una fotografia degli eventi o di prodotti ufficiali.

Fonti

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