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Italia, inflazione al 5,4%: l’energia accelera i rincari

Di Andrea Dicanto30 Ottobre 2026
Italia, inflazione al 5,4%: l’energia accelera i rincari

L’inflazione italiana sale al 5,4% su base annua a ottobre 2026, dal 4,2% di settembre. La stima preliminare pubblicata dall’Istat il 30 ottobre mostra un’accelerazione guidata soprattutto dall’energia, mentre il cosiddetto carrello della spesa passa dall’1,5% al 2,5%.

Rispetto al mese precedente, l’indice generale aumenta dello 0,9%. Il 5,4% del titolo confronta quindi i prezzi con ottobre 2025, non descrive un aumento di quella misura in un solo mese. Sono dati provvisori, che saranno verificati con la diffusione definitiva.

L’energia pesa sull’accelerazione

Nel commento dell’Istat, la crescita annua dei prezzi dei beni energetici passa dal 22,6% al 31,4%. Il rapporto richiama il peso del quadro geopolitico internazionale sulla dinamica del comparto.

La componente regolamentata registra un aumento annuo del 59,5%, dopo il 25,8% di settembre; quella non regolamentata sale dal 22,5% al 29,4%. Su base mensile, le due voci crescono rispettivamente del 18,8% e del 4,9%.

Queste percentuali descrivono le componenti dell’indice dei prezzi. Non sono un preventivo del rincaro della bolletta di ogni famiglia: la spesa concreta dipende anche dai consumi e dalle condizioni della fornitura.

Il carrello della spesa è al 2,5%

L’aggregato dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, spesso chiamato carrello della spesa, accelera dall’1,5% al 2,5% annuo. È una misura più circoscritta dell’indice generale e non coincide con l’intera spesa di un nucleo familiare.

I prodotti ad alta frequenza di acquisto aumentano invece del 5,8%, contro il 5,2% del mese precedente. Anche questo paniere è distinto dal carrello: usare le due espressioni come sinonimi porterebbe ad attribuire lo stesso numero a insiemi differenti.

Fra gli alimentari, i prezzi dei prodotti non lavorati salgono del 7,5% annuo, dopo il 5,5% di settembre. Gli alimentari lavorati restano in lieve diminuzione rispetto a un anno prima, ma il calo si attenua dal −0,6% al −0,2%.

Sale anche l’inflazione di fondo

L’indice che esclude energia e alimentari freschi passa dall’1,6% al 2,0% annuo. La componente di fondo rimane quindi molto inferiore al dato generale, ma registra a sua volta un’accelerazione.

Questo confronto aiuta a distinguere la forte spinta delle voci energetiche dall’andamento del resto del paniere. Non dimostra però, da solo, quale sarà la futura traiettoria dei prezzi o la prossima decisione della banca centrale.

NIC e IPCA: perché compaiono due numeri

Il 5,4% riguarda il NIC, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi. L’indice armonizzato europeo, IPCA, registra nella stessa stima un aumento del 5,6% annuo e dell’1,2% mensile.

I due indicatori hanno caratteristiche metodologiche diverse: occorre mantenere la stessa misura quando si confrontano periodi o Paesi. Non sono due versioni intercambiabili della medesima percentuale.

La lettura per il potere d’acquisto

L’accelerazione dei prezzi rende centrale il rapporto con l’evoluzione dei redditi. La guida al salario reale e al potere d’acquisto spiega perché un aumento nominale debba essere confrontato con il costo della vita.

Per ora, il dato verificabile è una nuova pressione sui prezzi nella prima stima di ottobre. Le percentuali aggregate aiutano a leggere il quadro, mentre la variazione della spesa di ogni famiglia dipende dalla composizione dei suoi acquisti.

Illustrazione editoriale originale generata con IA per BorsaMagazine. Scena simbolica, non una fotografia degli eventi o di prodotti ufficiali.

Fonti

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