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Export italiano extra-UE, agosto a −2,1% sul mese ma +16,1% sull’anno: i dati Istat

Di Andrea Dicanto2 Ottobre 2026264 visualizzazioni

Ad agosto 2026 le esportazioni italiane verso i Paesi fuori dall’Unione europea sono diminuite del 2,1% rispetto a luglio, ma sono cresciute del 16,1% rispetto ad agosto 2025. I due numeri, diffusi dall’Istat il 28 settembre, misurano confronti differenti. Il primo fotografa la variazione mensile; il secondo confronta lo stesso mese di due anni consecutivi. Non descrivono l’andamento dell’intero export italiano, perché escludono gli scambi con gli altri Paesi UE.

Che cosa spiega la flessione mensile

Secondo Istat, su base congiunturale pesano soprattutto le minori vendite di beni strumentali, scese del 7%, e di beni di consumo durevoli, in calo dell’8,6%. L’istituto segnala però un elemento importante: in luglio erano state registrate vendite di mezzi di navigazione marittima che influenzano il confronto. Escludendo questo effetto, ad agosto l’export extra-UE avrebbe mostrato un lieve aumento mensile dello 0,2%. Il dato principale resta −2,1%, ma senza questa spiegazione si rischia di interpretarlo male.

Su base annua le esportazioni verso Svizzera, Cina e Stati Uniti registrano aumenti rilevanti. Anche le importazioni extra-UE salgono rispetto a un anno prima, del 17,2%; gli acquisti di energia contribuiscono in modo importante alla crescita. Nel solo agosto il saldo commerciale con i Paesi extra-UE è positivo per 2 miliardi di euro, mentre il deficit energetico raggiunge 4,808 miliardi.

Quale segnale per l’economia

Il confronto annuale indica una crescita dell’export extra-UE, ma i dati di un mese non bastano per prevedere produzione industriale o utili delle società quotate. Nel periodo gennaio-agosto l’Istat rileva un aumento delle esportazioni extra-UE del 5,8%, contro un +6,4% delle importazioni. Per un quadro completo del commercio estero serviranno anche i dati relativi agli scambi intra-UE e le successive revisioni statistiche.

Chi segue azioni di imprese esportatrici dovrebbe distinguere il dato aggregato dalla composizione geografica e settoriale dei ricavi di ciascuna azienda. Un incremento dell’export verso un mercato non significa automaticamente che tutte le società esposte a quel mercato abbiano migliorato margini o prospettive.

Fonte

Istat, commercio estero extra-UE, agosto 2026, comunicato del 28 settembre 2026.

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Disclaimer: Il presente articolo è fornito a titolo informativo e didattico, e non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza finanziaria personalizzata. Ogni decisione di investimento resta sotto la responsabilità del lettore, previa valutazione della propria situazione finanziaria e della propria tolleranza al rischio.