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Bank of Japan, tassi fermi all’1,25%: più vendite di ETF dal 2027

Di Andrea Dicanto30 Ottobre 2026
Bank of Japan, tassi fermi all’1,25%: più vendite di ETF dal 2027

La Bank of Japan lascia il tasso di riferimento intorno all’1,25%, ma prepara un’accelerazione nella vendita degli ETF accumulati in portafoglio. La decisione del 30 ottobre 2026 porta il ritmo delle dismissioni da circa 330 a 860 miliardi di yen annui a valore contabile, con effetto da gennaio 2027.

La novità riguarda quindi due strumenti diversi: da una parte il costo del denaro, che resta fermo; dall’altra la riduzione delle partecipazioni in fondi quotati, che procederà più rapidamente. Per leggere correttamente l’annuncio bisogna distinguere anche il valore registrato nei conti della banca centrale dal valore di mercato degli strumenti venduti.

Tassi invariati, con un voto per salire all’1,50%

Il Consiglio ha approvato con otto voti favorevoli e uno contrario la linea operativa che mantiene il tasso overnight non collateralizzato intorno all’1,25%. Non si tratta del rendimento di un conto corrente o del prezzo automaticamente applicato a ogni finanziamento: è il riferimento per le operazioni sul mercato monetario indicato dalla banca centrale.

Hajime Takata ha votato contro, proponendo un livello intorno all’1,50%. Nella motivazione riportata nel comunicato sostiene che l’inflazione di fondo abbia raggiunto l’obiettivo di stabilità dei prezzi e che sia necessario accelerare l’avvicinamento del tasso al livello neutrale. La proposta è stata respinta: l’1,50% non è il tasso deciso dalla BoJ.

ETF: cosa significano gli 860 miliardi di yen

La modifica al programma di vendita degli ETF è stata invece approvata all’unanimità. La banca ricorda di aver avviato le dismissioni a gennaio 2026, dopo la decisione presa a settembre 2025, con un ritmo di circa 330 miliardi di yen annui a valore contabile.

Il nuovo passo, pari a circa 860 miliardi annui sulla stessa base, è calibrato su una quota intorno allo 0,1% del valore degli scambi di mercato. La BoJ richiama l’espansione degli scambi azionari e l’esperienza maturata nelle vendite già effettuate.

Valore contabile e valore di mercato non coincidono. Usando il rapporto tra i due valori osservato sugli ETF venduti tra gennaio e settembre 2026, l’istituto indica un equivalente di circa 2.460 miliardi di yen annui a prezzi di mercato. Questa seconda cifra è una conversione indicativa del programma, non un’ulteriore vendita da sommare agli 860 miliardi.

La nuova velocità parte a gennaio 2027

Il comunicato fissa esplicitamente l’entrata in vigore della modifica a gennaio 2027. La banca mantiene inoltre la possibilità di adattare temporaneamente gli importi o sospendere le vendite in risposta alle condizioni finanziarie, nell’ambito del ritmo annuo previsto. Il programma non descrive quindi un ordine rigido e identico per ogni giornata di borsa.

Resta invariato il passo delle dismissioni dei J-REIT, i veicoli immobiliari quotati giapponesi: circa 5 miliardi di yen annui a valore contabile. Sono strumenti distinti dagli ETF e non rientrano nell’aumento annunciato oggi.

Perché la decisione conta per gli investitori

Il punto da seguire è la combinazione tra tassi e portafoglio della banca centrale. Un tasso fermo non implica che anche la presenza della BoJ sul mercato azionario resti immutata. Allo stesso tempo, l’aumento delle vendite non dimostra da solo un futuro calo della borsa o un rafforzamento dello yen.

Chi osserva il cambio dollaro-yen e il differenziale dei tassi deve tenere separati l’annuncio, le attese degli operatori e i movimenti effettivi dei prezzi. Il comunicato chiarisce cosa è stato deciso e quando partirà; non offre una previsione meccanica sull’andamento degli investimenti.

Illustrazione editoriale originale generata con IA per BorsaMagazine. Scena simbolica, non una fotografia degli eventi o di prodotti ufficiali.

Fonti

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Disclaimer: Il presente articolo è fornito a titolo informativo e didattico, e non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza finanziaria personalizzata. Ogni decisione di investimento resta sotto la responsabilità del lettore, previa valutazione della propria situazione finanziaria e della propria tolleranza al rischio.