WPP cresce nei ricavi complessivi, ma il recupero della pubblicità resta incompleto. Nel terzo trimestre 2026 il gruppo registra un fatturato di 3,274 miliardi di sterline, in aumento dello 0,5%. La misura che esclude i costi ribaltati ai clienti scende invece a 2,411 miliardi: -2% a cambi correnti e -2,1% su base omogenea. Il comunicato originale è del 29 ottobre.
Perché i due ricavi raccontano storie diverse
I ricavi complessivi comprendono anche costi sostenuti per conto dei clienti e successivamente riaddebitati. Sottrarli aiuta a leggere l’attività economica del gruppo senza confondere l’aumento dei volumi intermediati con la crescita della remunerazione delle agenzie. Il dato netto, quindi, non è un utile: prima di arrivare al risultato restano da considerare i costi operativi.
Nei primi nove mesi i ricavi totali ammontano a 9,647 miliardi di sterline, -2,8% su base riportata e -1,9% a cambi e perimetro costanti. I ricavi meno i costi ribaltati raggiungono 7,156 miliardi, con flessioni rispettivamente del 4,4% e del 3,9%. Il trimestre migliora la traiettoria, ma non cancella la contrazione accumulata.
Media torna positiva, Creative resta indietro
Le divisioni mostrano differenze nette. Su base omogenea, sempre considerando i ricavi al netto dei costi ribaltati, WPP Media cresce dello 0,3% e WPP Production del 2,5%. WPP Creative perde il 5,1%. Anche le regioni restano negative: Nord America -1,8%, EMEA -1,7%, Asia-Pacifico -4,3% e America Latina -1,2%.
Il gruppo richiama inoltre il peso degli incarichi persi nell’anno precedente. La domanda per le soluzioni basate sull’intelligenza artificiale è descritta positivamente dal management: è una valutazione aziendale, che non consente da sola di attribuire all’IA la causa dei cali osservati. I numeri di un’agenzia vanno anche distinti da quelli delle piattaforme: nei conti di Alphabet pubblicità e infrastrutture digitali appartengono a un modello di business diverso.
Margini confermati, il 2027 resta un obiettivo
WPP mantiene per il 2026 un margine operativo headline atteso tra il 12% e il 13%. Per il secondo semestre continua a prevedere una flessione dei ricavi netti omogenei a una cifra bassa o media, con il quarto trimestre verso la parte migliore dell’intervallo.
La CEO Cindy Rose indica il ritorno alla crescita nel 2027 come obiettivo della strategia Elevate 28. Per chi segue il titolo, la verifica concreta sarà se il miglioramento di Media e Production riuscirà a compensare la debolezza della creatività e a tradursi nei margini promessi. Sono prospettive del management, non risultati già raggiunti.
Illustrazione editoriale originale generata con IA per BorsaMagazine. Scena simbolica, non una fotografia degli eventi o di prodotti ufficiali.
