Salta al contenuto

Rimborso chilometrico ACI: calcolo, tabelle e regole fiscali

Di Andrea Dicanto25 Settembre 2026229 visualizzazioni
Rimborso chilometrico ACI: calcolo, tabelle e regole fiscali

Come si calcola il rimborso chilometrico ACI? In una trasferta di lavoro con un mezzo proprio, il calcolo di base è chilometri riconosciuti × costo di esercizio in euro/km del veicolo. Ma non basta scegliere una tariffa generica trovata online: occorre identificare il modello corretto, la percorrenza annua di riferimento, il tragitto e la regola aziendale o contrattuale applicabile. Anche il rimborso che l’azienda decide di corrispondere e la sua imponibilità fiscale sono due questioni distinte.

Questa guida riguarda soprattutto il dipendente che usa l’auto privata per una missione di lavoro. Non è una tabella di tariffe aggiornate in tempo reale: il servizio ufficiale ACI aggiorna i prezzi dei carburanti settimanalmente e altre voci quando necessario. Riportare qui un importo fisso come se valesse sempre per una certa marca sarebbe fuorviante.

Che cosa sono i costi chilometrici ACI

Il costo chilometrico di esercizio esprime una stima del costo complessivo di utilizzo di uno specifico veicolo in euro per chilometro. Non coincide con il solo carburante o con la sola elettricità. La metodologia ACI distingue costi non proporzionali alla percorrenza, come alcune componenti dell’acquisto, bollo e assicurazione, e costi legati all’uso, come energia o carburante, pneumatici e manutenzione. Le ipotesi sono medie: la spesa effettiva di un proprietario può essere diversa.

L’ACI produce valori per diversi modelli, alimentazioni e livelli di percorrenza media annua. Per questo due persone che percorrono gli stessi 100 km di lavoro con auto diverse possono ottenere costi chilometrici diversi; e il costo in euro/km della stessa vettura può cambiare al variare della percorrenza annua scelta. La guida ACI precisa che quest’ultima comprende tutti i chilometri percorsi in un anno, privati e lavorativi: non soltanto quelli chiesti a rimborso.

La tariffa ACI è uno strumento per quantificare il costo del mezzo, non una promessa che ogni azienda rimborsi sempre il valore integrale. L’ACI spiega che accordi aziendali possono prevedere il rimborso del costo complessivo oppure di alcune voci; spettanza, autorizzazioni e misura vanno quindi lette nelle regole applicabili al rapporto di lavoro. Non si può dedurre una tariffa obbligatoria universale dalla sola presenza del veicolo nelle tabelle.

Come consultare il servizio ACI senza scegliere la tabella sbagliata

Dal portale ACI “Costi chilometrici di esercizio” si accede al calcolo ufficiale. La scheda del servizio indica accesso con identità digitale SPID, CIE, CNS o eIDAS, disponibilità gratuita e dati richiesti: categoria, marca e alimentazione del veicolo. È consigliabile verificare anche la versione e la motorizzazione per selezionare la riga effettivamente corrispondente al mezzo usato.

Nel risultato individua la colonna della percorrenza media annua complessiva pertinente. Se, ad esempio, un’auto percorre circa 15.000 km nell’anno fra vita privata e lavoro, non scegliere la colonna da 5.000 km soltanto perché le trasferte aziendali annuali ammontano a 5.000 km. La FAQ ACI sui costi chilometrici chiarisce espressamente questo punto.

Se la percorrenza desiderata non figura tra le colonne, la FAQ spiega il metodo di personalizzazione: dividere il totale dei costi annui non proporzionali per i chilometri annui stimati e sommare il totale dei costi proporzionali, già espresso in euro/km. L’operazione richiede la scheda analitica del veicolo e va fatta con attenzione, non interpolando a occhio due cifre. Se il modello non è presente, ACI indica un canale di richiesta all’Area professionale Statistica, nei limiti dei dati disponibili; non conviene attribuirgli automaticamente il valore di una vettura simile senza motivarlo.

La formula del rimborso e un esempio corretto

Supponiamo, solo per mostrare l’aritmetica, che la procedura aziendale riconosca 160 km per una missione e che il valore ACI verificato per il mezzo e la percorrenza annua sia di 0,45 €/km. Il calcolo è 160 × 0,45 = 72 euro. I 0,45 euro sono inventati per l’esempio, non rappresentano una tariffa ACI reale o aggiornata. Prima di liquidare 72 euro occorre verificare quale tragitto è ammesso, se vi siano limiti aziendali, e se spese come pedaggi o parcheggi seguano una voce separata nella nota spese.

PassaggioDato da verificareErrore frequente
AutorizzazioneMissione e uso del mezzo proprio secondo le regole applicabiliConsiderare automatico il diritto alla tariffa piena
VeicoloCategoria, marca, modello, alimentazione e versioneUsare la tariffa di un modello diverso
Percorrenza annuaChilometri totali privati e lavorativiContare soltanto i chilometri di trasferta
TragittoPartenza, destinazione, ritorno e chilometri riconosciutiConfondere il viaggio di lavoro con il tragitto casa-lavoro
LiquidazioneChilometri riconosciuti × euro/km ammessiConfondere importo pagato e quota non imponibile

Da smartphone puoi scorrere la tabella orizzontalmente.

L’ACI offre anche un servizio distinto per attestare le distanze chilometriche. Non è la stessa cosa del costo in euro/km: uno misura una distanza, l’altro stima una spesa per unità di distanza. Il prodotto dei due determina l’importo teorico, prima di applicare le regole del rapporto di lavoro e quelle fiscali.

Quali dati servono nella nota spese

Una nota spese ricostruibile dovrebbe riportare la data della missione, la ragione lavorativa, il luogo di partenza e di arrivo, l’eventuale ritorno, i chilometri riconosciuti, il veicolo utilizzato e il costo chilometrico ACI con data o copia del risultato consultato. Conviene conservare autorizzazione, itinerario e documentazione richiesta dall’azienda. La risoluzione 92/E dell’Agenzia delle Entrate richiede che percorrenza, tipo di mezzo e costo chilometrico ricostruito risultino dalla documentazione interna conservata dal datore di lavoro per il trattamento fiscale esaminato.

Per pedaggi, parcheggi, vitto o alloggio non presumere che siano automaticamente compresi, sempre rimborsabili o sempre esenti: sono voci diverse, disciplinate dalla politica di trasferta e da regole fiscali proprie. Se una stessa spesa è già rappresentata nella quota riconosciuta del costo chilometrico, evitiamo di contarla due volte senza una base documentale. L’importo del carburante effettivamente pagato non sostituisce da solo il costo di esercizio ACI, che include anche componenti non legate al rifornimento.

Quando il rimborso è tassato: fuori e dentro il Comune

Il trattamento fiscale dipende dal luogo della missione rispetto alla sede di lavoro, dal tipo di rimborso e dalla documentazione. Non basta scrivere “tabella ACI” per trasformare ogni pagamento in una somma esente. La risoluzione 92/E del 30 ottobre 2015 richiama l’articolo 51, comma 5, del TUIR: in generale distingue le trasferte fuori dal territorio comunale da quelle svolte nello stesso Comune della sede di lavoro.

Per una missione in un Comune diverso, la risoluzione conferma la non imponibilità del rimborso chilometrico, nel caso esaminato, quando l’indennità è calcolata con le tabelle ACI considerando percorrenza, mezzo e costo chilometrico, e questi elementi sono documentati dall’azienda. Questo è un principio riferito a una trasferta lavorativa reale, non al normale spostamento quotidiano casa-ufficio. Il documento distingue inoltre i sistemi analitico, forfettario e misto per le trasferte fuori Comune: non è corretto combinare liberamente le esenzioni di regimi diversi.

Per le missioni all’interno dello stesso Comune, la risoluzione riporta una regola diversa: indennità e rimborsi di spese di trasferta concorrono in generale al reddito, salvo la specifica eccezione per spese di trasporto comprovate da documenti del vettore. Non presentiamo dunque il rimborso per auto privata entro il Comune come automaticamente esente. La qualificazione concreta va controllata con chi gestisce paghe e fiscalità aziendale, specialmente se la sede di lavoro non è fissa o il rapporto ha regole particolari.

Se la trasferta parte da casa invece che dalla sede

È un caso frequente e una fonte di errori. La risoluzione 92/E confronta il percorso sede di lavoro → località di missione con quello abitazione → località di missione. Se partire da casa determina un percorso più breve e l’azienda rimborsa il minore importo calcolato su tabelle ACI, quel rimborso è considerato non imponibile nel caso affrontato dall’Agenzia.

Se invece partire da casa comporta un percorso più lungo e l’azienda paga il maggior importo, la differenza rispetto al rimborso calcolato dalla sede di lavoro è reddito imponibile, secondo la stessa risoluzione. Questo non vieta all’azienda di rimborsare tutti i chilometri effettivi secondo la propria politica: significa che il trattamento in busta paga della parte eccedente può essere diverso. Il riferimento preciso va documentato prima della liquidazione.

Rimborso per auto propria e fringe benefit: perché non sono lo stesso calcolo

Le tabelle ACI sono citate anche per il fringe benefit dell’auto aziendale a uso promiscuo. È un’applicazione differente: in quel caso si determina il valore fiscale dell’uso privato di un veicolo concesso dall’azienda, non il rimborso dei chilometri percorsi con l’auto personale per una missione. La presentazione dei servizi ACI elenca separatamente “Fringe benefit” e “Costi chilometrici di esercizio”.

Le tabelle annuali del fringe benefit e la percorrenza convenzionale di 15.000 km che si incontra in quel contesto non costituiscono una tariffa universale da moltiplicare per qualsiasi trasferta con auto privata. Anche la percorrenza media annua utilizzata per stimare il costo di esercizio del proprio mezzo è un parametro diverso dai chilometri della singola missione. Chi legge un importo online deve prima chiedersi: serve a calcolare il costo del mio mezzo, un rimborso di lavoro o la tassazione di un’auto aziendale?

Come stimare il costo al km per le proprie finanze

Fuori dal lavoro, il costo chilometrico resta utile per confrontare l’auto con treno, car sharing o noleggio e per capire quanto pesa davvero possederla. Ma la stima ACI non è la tua spesa esatta: puoi affiancarle un budget personale con prezzo d’acquisto e svalutazione, assicurazione, bollo, manutenzione, pneumatici, energia, pedaggi e parcheggi. Alcune voci sono fisse e si distribuiscono su più chilometri; altre aumentano quasi a ogni viaggio.

Questo spiega perché il “costo della benzina per 100 km” sottostima il costo totale dell’auto. Per approfondire le componenti della perdita di valore puoi leggere la nostra guida alla svalutazione dell’auto; per chi considera un’elettrica, abbiamo distinto il costo della ricarica dal costo complessivo di proprietà. In un confronto personale non trattare il rimborso aziendale come un guadagno netto: l’uso del proprio veicolo comporta anche usura, rischio e capitale immobilizzato.

Domande frequenti

Quanto spetta per ogni chilometro?

Non esiste un valore unico valido per tutti. Occorrono veicolo, percorrenza annua e regola contrattuale o aziendale applicabile. La tariffa ACI consultata oggi può cambiare; verifica il dato ufficiale al momento del calcolo.

Devo usare i chilometri annui di lavoro o quelli totali?

Per scegliere la percorrenza media annua nella tabella ACI contano, secondo la FAQ dell’ente, i chilometri complessivi del veicolo: sia privati sia lavorativi. I chilometri della singola missione servono poi nel prodotto finale.

Il rimborso ACI è sempre esente da imposte?

No. Il trattamento dipende da luogo della trasferta, criterio adottato e documentazione. La risoluzione 92/E distingue, tra l’altro, missioni fuori Comune e all’interno del Comune e chiarisce come trattare un percorso più lungo partendo da casa.

Il tragitto casa-lavoro è una trasferta?

Il normale tragitto per raggiungere la sede abituale non diventa una missione solo perché compiuto con l’auto privata. Per trasferte che iniziano dall’abitazione, la risoluzione 92/E fornisce regole specifiche di confronto con il percorso dalla sede.

Un’auto elettrica ha una tariffa chilometrica?

L’ACI elabora costi di esercizio anche per veicoli elettrici. Il valore non coincide con la sola spesa per kWh: la metodologia considera più componenti del costo di possesso e d’uso. Verifica il modello esatto nel servizio corrente.

Fonti e metodo

Fonti verificate il 24 settembre 2026. L’esempio numerico è ipotetico; nessuna cifra in questa pagina è una tariffa ACI corrente. La risoluzione fiscale illustra i casi in essa descritti e non sostituisce un esame del contratto, della politica aziendale o della situazione tributaria individuale.

Richiedi informazioni per questo argomento

Disclaimer: Il presente articolo è fornito a titolo informativo e didattico, e non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza finanziaria personalizzata. Ogni decisione di investimento resta sotto la responsabilità del lettore, previa valutazione della propria situazione finanziaria e della propria tolleranza al rischio.