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I 5 maggiori produttori di Bitcoin al mondo (2021)

Sei curioso di scoprire quali sono gli Stati che figurano tra i primi 5 maggiori produttori di Bitcoin al mondo? Allora sei nel posto giusto!

In questo articolo ti indicheremo, dal quinto al primo posto, i Paesi che minano più Bitcoin di tutti. Inoltre indicheremo anche l’hash rate globale di ognuno di esso (che in questo caso potremmo definire una sorta di quota di mercato globale).

Se ti interessano invece ulteriori info sull’andamento delle crypto, ti consigliamo di leggere anche: “Quotazione Bitcoin: arriverà a 50.000 USD nel 2021?”.

Di seguito vi indicheremo gli Stati che attualmente risultano tra i maggiori produttori di Bitcoin al mondo.

5 – Iran

Apre la Top 5 dei maggiori produttori di Bitcoin al mondo un Paese del Medio Oriente: l’Iran.

Segnaliamo però che attualmente sono state bloccate tutte le operazioni di mining (riprenderanno dal 22 Settembre 2021) a causa di diversi blackout verificatisi nel paese. La causa è stata proprio l’enorme attività di mining sul suolo iraniano.

Crediamo che nei prossimi anni l’Iran potrebbe aumentare la propria fetta di mercato mondiale.

Hash Rate Globale: 4,5%

4 – Russia

In questa classifica non poteva mancare la Russia, che si piazza in quarta posizione.

E’ proprio dall’ex-Paese Sovietico che potrebbe partire la “rivoluzione green” del Bitcoin. La Russia ha intenzione di raggiungere la neutralità climatica entro il 2060, ed utilizzare esclusivamente energia sostenibile per la produzione di Bitcoin.

Intanto il Governo Russo punta a diventare leader mondiale nel mining e nel frattempo sta già organizzando una grande “miniera di Bitcoin” in Siberia. Luogo in cui nel Febbraio 2021 sono stati recapitati ben 20.000 dispositivi di Mining.

Hash Rate Globale: 7%

3 – Kazakistan

Sul podio c’è una sorpresa: il Kazakistan. A dirla tutta fino a qualche mese fa non era presente nemmeno nei primi 10 produttori di Bitcoin, ma lo stop al mining da parte del Governo Cinese ha mischiato le carte in tavola.

Tantissimi miner cinesi infatti hanno deciso di trasferire le loro attività nel vicino Paese Kazako, dove l’elettricità costa pochissimo (in media 3 cent / kw). In pochi mesi il Kazakistan ha visto crescere di sei volte le attività di mining sul proprio territorio. Prima dell’”esodo cinese” l’hash rate globale del Paese era pari a 1,4%

Hash Rate Globale: 8,2%

2 – USA

Secondo posto per gli Stati Uniti che stanno aumentando notevolmente la loro fetta di mercato. Solamente nell’ultimo anno la quota degli USA a livello globale era pari a 4,1%, attualmente invece si sta avvicinando verso il 20%.

A spingere l’hash rate degli USA è stato senza dubbio l’ascesa dei cinesi sul suolo americano. Dopo il blocco al mining voluto dal Governo di Pechino, i miner cinesi hanno scelto di trasferire le loro attività negli USA. Che fra l’altro risulta ancor più conveniente del vicino Kazakistan.

Qual’è la nuova “Mecca” per i gruppi di miner cinesi? E’ il Texas!

Hash Rate Globale: 16,8%

1 – Cina

Il primo posto nella classifica dei maggiori Paesi produttori di Bitcoin, come d’altronde accade da decenni, non poteva che essere della Cina.

Attenzione però, perché nei prossimi anni non sarà più così. Il Governo cinese ha infatti deciso di puntare sulla propria crypto governativa ovvero lo Yuan Digitale, e mettere al bando tutte le altre valute digitali.

A partire proprio dal Bitcoin, che attualmente non è più possibile minare sul territorio cinese.

Ad inizio anno l’hash rate globale del Paese Orientale era pari al 75%. Praticamente la Cina produceva i ¾ di tutti i Bitcoin in circolazione. La stessa percentuale si è abbassata drasticamente al 46% nel giro di poche settimane, cosa voluta dal Governo cinese che imposto il blocco al mining.

Hash Rate Globale: 46%

Foto di Pete Linforth da Pixabay

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Last modified: 30/07/2021