La Commissione europea ha presentato un sistema comune di valutazione della sostenibilità dei data center. La proposta, illustrata il 22 settembre 2026, mira a rendere confrontabili consumi di elettricità e acqua delle singole strutture con capacità superiore a 500 kW. Considererà anche recupero del calore, produzione di energia pulita e capacità di adattare i consumi alle condizioni della rete.
Non è ancora una nuova etichetta applicata a tutti i centri dati. Il regolamento delegato deve superare un periodo di controllo di due mesi da parte di Parlamento europeo e Consiglio. La Commissione prevede che i primi marchi di sostenibilità siano mostrati nel 2027.
Perché la misura ha un peso economico
Secondo i dati citati dalla Commissione, i data center dell’UE hanno consumato circa 68 TWh nel 2024. La domanda potrebbe raggiungere 114 TWh entro il 2030, spinta anche dall’intelligenza artificiale. Sono proiezioni, non consumi già realizzati. L’espansione può richiedere investimenti in rete, raffreddamento, generazione e connessioni.
Per operatori e investitori una misurazione armonizzata potrebbe rendere più trasparenti i costi energetici e la qualità degli asset. Ma può anche richiedere interventi di efficienza e nuovi adempimenti. L’effetto netto sui margini dipenderà dalla versione finale delle regole e dalle caratteristiche di ciascun impianto.
I prossimi passaggi
La Commissione ha avviato una consultazione sui requisiti minimi di prestazione energetica, aperta fino al 14 dicembre 2026. Questa è distinta dal sistema di etichette. Il tema si intreccia con la crescita dell’AI nelle imprese, raccontata da BorsaMagazine nell’analisi sulla diffusione degli strumenti AI nel lavoro.
Fonti
La proposta è soggetta all’iter istituzionale indicato dalla Commissione.