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Elettricità UE, rinnovabili al 54,1% nel secondo trimestre: solare prima fonte verde

Di Andrea Dicanto28 Settembre 2026250 visualizzazioni

Nel secondo trimestre 2026 il 54,1% dell’elettricità prodotta nell’Unione europea è arrivato da fonti rinnovabili. La quota è lievemente inferiore al 54,3% dello stesso trimestre 2025, secondo Eurostat. Il dato, pubblicato il 18 settembre, si riferisce alla produzione elettrica netta: non misura la quota di tutta l’energia consumata dall’economia, che include trasporti e riscaldamento.

Il solare è la prima fonte all’interno dell’elettricità rinnovabile, con il 41,6%; la sua quota era il 37,0% un anno prima. Seguono eolico al 27,7% e idroelettrico al 22,6%. Combustibili rinnovabili, geotermia e altre fonti compongono il resto. La percentuale del solare ha come denominatore la sola produzione rinnovabile, non tutta l’elettricità UE.

Un’Europa molto disomogenea

Nel trimestre la Lettonia registra il 97,7% di elettricità prodotta da rinnovabili, la Danimarca il 94,3% e la Croazia il 92,2%. All’altro estremo, Slovacchia, Cechia e Malta segnano rispettivamente 19,8%, 20,9% e 24,5%. Clima, disponibilità idrica, parco impianti e mix nazionale spiegano perché una media europea non descriva ogni mercato.

Le quote possono variare anche da un trimestre all’altro per meteo e stagionalità. Per questo un calo di due decimi di punto su base annua non basta a concludere che la transizione energetica si sia invertita.

Che cosa significa per investitori e bollette

Più produzione rinnovabile può ridurre il fabbisogno di combustibili fossili in alcune ore, ma il prezzo al dettaglio dipende anche da reti, oneri, imposte e contratti. Come spiega la nostra guida alle bollette, non è possibile tradurre una quota di generazione direttamente in uno sconto per ogni cliente.

Per le società energetiche, contano inoltre capacità installata, fattore di utilizzo, prezzi di vendita e costi del capitale. Eurostat avverte che la quota di rinnovabili nella produzione elettrica netta è diversa dall’indicatore usato dalla direttiva europea sulle energie rinnovabili, basato sul consumo lordo e su altre regole di calcolo. I due numeri non vanno confrontati come se fossero identici.

Fonti

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Disclaimer: Il presente articolo è fornito a titolo informativo e didattico, e non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza finanziaria personalizzata. Ogni decisione di investimento resta sotto la responsabilità del lettore, previa valutazione della propria situazione finanziaria e della propria tolleranza al rischio.