Un pip nel Forex esprime una variazione convenzionale del cambio, non un importo fisso in euro. Per passare dai pip al denaro servono tre informazioni: dimensione della posizione, convenzione della coppia e valuta nella quale vuoi leggere il risultato. Dire «ho ottenuto 30 pip» non basta a stabilire né il guadagno né il rischio assunto.
Questa guida ricostruisce il calcolo, con particolare attenzione ai conti in euro e alle coppie che non hanno il dollaro come valuta quotata. Tutti i prezzi, le dimensioni e i costi degli esempi sono ipotetici: non sono quotazioni attuali, condizioni tipiche di un broker o operazioni consigliate. Le formule economiche si riferiscono a esposizioni lineari, con quantità costante; contratti differenti richiedono le rispettive specifiche.
Che cos’è un pip e dove si trova nei decimali?
Nelle convenzioni utilizzate qui, un pip su EUR/USD è 0,0001 dollari per euro; su USD/JPY è 0,01 yen per dollaro. La documentazione educativa OANDA descrive queste convenzioni e le frazioni di pip. Non è corretto definire il pip come il movimento minimo possibile di qualsiasi strumento: una piattaforma può mostrare incrementi più piccoli.
Prendiamo EUR/USD da 1,0842 a 1,0877. La differenza è 0,0035: divisa per 0,0001 dà 35 pip. Per USD/JPY da 148,35 a 148,70 la differenza è 0,35: divisa per 0,01 dà ancora 35 pip. Il numero coincide, ma le unità di misura sono diverse. Nel primo caso il movimento riguarda dollari per euro, nel secondo yen per dollaro.
Per una variazione con segno, usa «prezzo finale meno prezzo iniziale, diviso ampiezza del pip». Per una semplice distanza usa il valore assoluto della differenza. Il segno del risultato economico richiede anche la direzione della posizione: un rialzo è favorevole al modello long, sfavorevole al modello short. Non confondere quindi distanza dello stop e risultato già realizzato.
Pip, pipetta, punto della piattaforma e tick: non sono sinonimi
Una pipetta è un decimo di pip. Se EUR/USD viene visualizzato a cinque decimali, da 1,08420 a 1,08427 ci sono sette pipette, cioè 0,7 pip; da 1,08420 a 1,08430 c’è un pip, non dieci. Con USD/JPY a tre decimali, una variazione da 148,350 a 148,357 vale ugualmente 0,7 pip nella convenzione dichiarata.
Il termine «punto» può avere invece un significato tecnico specifico nel programma. La documentazione originale MQL5 distingue proprietà come valore del punto, passo minimo del prezzo, dimensione contrattuale e incremento della quantità. Non basta conoscere il numero di decimali del grafico per dedurre tutte queste caratteristiche. Anche il nome assegnato dall’interfaccia a un campo può indurre in errore.
Se, in una simulazione, il campo distanze usa punti da 0,00001 e il pip è 0,0001, una distanza di 25 pip equivale a 250 punti. Inserire 25 significherebbe 2,5 pip. È un esempio di conversione, non una descrizione valida per ogni installazione: prima di inviare un ordine controlla unità del campo, anteprima del prezzo e specifiche del simbolo.
La formula del valore del pip parte dalla quantità base
Indichiamo con Q la quantità della valuta base e con p l’ampiezza del pip nel rapporto quotato. Nel modello lineare, valore di un pip nella valuta quotata = Q × p. La formula conserva le unità: euro moltiplicati per dollari per euro producono dollari. È questo controllo, prima del risultato numerico, che impedisce di scambiare un importo in sterline per uno in euro.
Con 25.000 unità EUR su EUR/USD, un pip da 0,0001 vale 2,50 USD. Un movimento favorevole di 35 pip corrisponde a 87,50 USD lordi; uno sfavorevole della stessa ampiezza a −87,50 USD. La linearità riguarda il risultato nella valuta quotata, a quantità invariata: conversioni e costi possono modificare il controvalore finale.
Quando l’ordine è espresso in lotti, occorre prima tradurlo in quantità. La pagina OANDA sulle unità riporta le convenzioni standard di 100.000 unità, mini di 10.000 e micro di 1.000. In quel modello 0,25 lotti standard rappresentano 25.000 unità base. Non assumere però che «0,25» significhi la stessa cosa se il campo lavora in unità o se il contratto ha un’altra dimensione.
Quanto vale un pip in euro su coppie diverse?
Una volta trovato l’importo nella valuta quotata, serve un tasso di conversione coerente. Se il conto è nella medesima valuta, il passaggio non è necessario. Se il conto è in euro e il risultato è in dollari, un rapporto EUR/USD espresso in dollari per euro va usato come divisore. Per sterline o yen occorre il rapporto pertinente, non un cambio scelto perché appare sulla schermata principale.
La tabella tiene fissa Q a 25.000 unità base. Per confrontare le conversioni assumiamo EUR/USD 1,25, EUR/GBP 0,80 ed EUR/JPY 160. Non sono osservazioni contemporanee del mercato: sono numeri costruiti per rendere verificabili moltiplicazioni e divisioni.
Su smartphone scorri la tabella lateralmente per leggere tutte le colonne.
| Coppia | Pip assunto | Valore nella valuta quotata | Conversione in euro |
|---|---|---|---|
| EUR/USD | 0,0001 USD per EUR | 2,50 USD | 2,50 ÷ 1,25 = 2,00 € |
| GBP/USD | 0,0001 USD per GBP | 2,50 USD | 2,50 ÷ 1,25 = 2,00 € |
| EUR/GBP | 0,0001 GBP per EUR | 2,50 GBP | 2,50 ÷ 0,80 = 3,125 € |
| USD/JPY | 0,01 JPY per USD | 250 JPY | 250 ÷ 160 = 1,5625 € |
GBP/USD ed EUR/USD hanno qui lo stesso valore monetario del pip perché quantità numerica e valuta quotata coincidono. Non hanno necessariamente la stessa esposizione in euro, volatilità o rischio complessivo. La tabella non è una classifica di convenienza. Per leggere le conversioni ordinarie senza confonderle con i derivati, consulta la guida al cambio euro-dollaro.
Conto nella valuta base: perché il valore convertito può cambiare
Consideriamo EUR/USD con Q pari a 25.000 EUR. Il valore del pip resta 2,50 USD nella valuta quotata, ma in un conto in euro cambia se cambia il tasso utilizzato per convertirlo. A EUR/USD 1,25 equivale a 2,00 euro; a 1,20 equivale a circa 2,0833 euro. Non è aumentato il pip convenzionale: è cambiato il suo controvalore.
Lo stesso ragionamento vale per USD/JPY con un conto in dollari: 250 yen per pip divisi per USD/JPY 150 corrispondono a circa 1,6667 USD; divisi per 155 a circa 1,6129 USD. Se calcoli prima una distanza molto ampia e poi moltiplichi per un valore convertito rilevato all’inizio, stai implicitamente mantenendo fisso quel tasso di conversione.
Per il risultato finale è più trasparente ricostruire prima il profitto o la perdita nella valuta di regolamento, quindi applicare le condizioni di conversione effettivamente previste. Un intermediario potrebbe effettuare conversioni in momenti diversi oppure mantenere saldi separati. La guida al rischio di cambio approfondisce perché la valuta del conto non elimina automaticamente le esposizioni sottostanti.
Cross senza dollaro: un esempio completo su EUR/GBP
Immaginiamo una posizione long lineare di 25.000 EUR aperta a 0,8500 GBP per EUR e chiusa a 0,8532, usando prezzi già eseguibili nel modello. La variazione è 0,0032, cioè 32 pip. Il risultato lordo è 25.000 × 0,0032 = 80 GBP. Per leggerlo in euro, assumiamo che le 80 sterline vengano convertite al rapporto di 0,8532 GBP per EUR: otteniamo circa 93,76 euro, prima di addebiti separati.
Convertendo invece a 0,8500 otterremmo circa 94,12 euro. La differenza non è un errore della formula del pip: sono due ipotesi di conversione diverse. I 32 pip misurano il percorso del cambio, mentre i due importi rispondono a condizioni differenti. Nell’estratto conto occorre cercare tasso, momento, valuta e commissione della conversione effettiva.
Il tasso BCE può essere utile come riferimento informativo, ma la BCE precisa che i propri cambi di riferimento non sono prezzi destinati all’esecuzione di transazioni. Non sostituirli al prezzo applicato dal servizio per far tornare un rendiconto. Un confronto richiede anche medesimo orario e medesima convenzione: una fotografia giornaliera non ricostruisce ogni operazione intraday.
USD/JPY e conto in euro: una conversione o due?
Su USD/JPY assumiamo Q pari a 25.000 USD, apertura a 150,00 e chiusura a 150,24. Il movimento favorevole del modello long è di 24 pip; il risultato lordo è 6.000 JPY. Se per convertirlo usiamo EUR/JPY 162,00, otteniamo 6.000 ÷ 162,00, circa 37,04 euro. Non 24 euro, non 60 euro e neppure 6.000 dollari.
Lo stesso controvalore si può ricostruire attraverso due rapporti coerenti: USD/JPY 150,24 ed EUR/USD pari a 162,00 ÷ 150,24. Prima 6.000 ÷ 150,24, circa 39,94 USD; poi la divisione per quel rapporto EUR/USD conduce agli stessi 37,04 euro, usando precisione completa nei passaggi. Arrotondare troppo presto produce piccole differenze artificiali.
Due cambi presi in orari diversi, o con lati denaro-lettera differenti, non devono invece coincidere con un cross teorico. In presenza di costi, una doppia conversione non è automaticamente equivalente a una diretta. Per il contesto economico della coppia rimandiamo alla guida sul dollaro-yen: qui il punto è controllare l’identità matematica, non prevedere la direzione del mercato.
Pip, percentuali e punti base: tre letture differenti
Un movimento di 100 pip su EUR/USD vale 0,0100 nel rapporto. Da 1,0000 a 1,0100 è un aumento dell’1%; da 1,2500 a 1,2600 è dello 0,8%. Il numero di pip è uguale, la variazione percentuale no: cambia il prezzo di partenza. La formula percentuale è differenza divisa per prezzo iniziale, moltiplicata per 100.
Un punto base è un centesimo di punto percentuale: 0,8% corrisponde a 80 punti base di variazione relativa. Non a 100 solo perché il movimento era di 100 pip. Inoltre la variazione del cambio non coincide con il rendimento sul capitale del conto: quantità, margine, altre posizioni e costi entrano in un calcolo diverso.
Spread e commissioni: trasformarli in pip senza contarli due volte
Per un long ipotetico EUR/USD da 25.000 unità, prendiamo ingresso ask a 1,1002 e uscita bid a 1,1030. Fra i prezzi effettivi ci sono 28 pip, pari a 70 USD lordi nel modello. Se una commissione separata costa 3 USD all’apertura e 3 alla chiusura, restano 64 USD prima di altri eventuali addebiti e conversioni.
Dividendo i 6 USD complessivi di commissioni per 2,50 USD per pip otteniamo 2,4 pip equivalenti. È un modo per confrontare costi nella stessa unità, non una modifica del prezzo. Se hai già usato ask e bid effettivi, non sottrarre nuovamente lo spread come se fosse una commissione aggiuntiva.
La tabella dei costi è scorribile lateralmente sui dispositivi piccoli.
| Voce | Calcolo | USD | Pip equivalenti |
|---|---|---|---|
| Movimento fra eseguiti | 25.000 × (1,1030 − 1,1002) | +70 | +28 |
| Commissioni dei due lati | 3 + 3 | −6 | −2,4 |
| Saldo del modello | 70 − 6 | +64 | +25,6 |
Con costi fissi lo stesso numero di pip può avere un peso diverso su quantità diverse. E con un costo minimo per operazione, dividere una tariffa per il volume senza leggere il minimo può sottostimare l’addebito. La guida ai costi di un broker separa commissioni, spread, conversioni e altre voci: nessuna tabella sui pip sostituisce il tariffario.
Dallo stop in pip alla quantità: un conto teorico, non un limite garantito
Supponiamo un budget teorico di perdita di 50 euro, distanza di 25 pip e conversione fissa EUR/USD 1,25. Per ogni unità base EUR, un pip vale 0,0001 ÷ 1,25 euro; 25 pip valgono 0,002 euro. Ignorando inizialmente i costi, 50 ÷ 0,002 restituisce 25.000 unità. È l’inversione di una formula, non una dimensione suggerita.
Se aggiungiamo 4 euro complessivi di costi fissi, restano 46 euro per la distanza: la quantità teorica diventa 23.000 unità. Qualora l’incremento ammesso fosse di 2.000 unità, 23.000 non sarebbe un multiplo valido: arrotondando verso il basso si arriverebbe a 22.000. La perdita del modello sarebbe 44 + 4, cioè 48 euro; a 24.000 sarebbe 52 euro.
Il calcolo non rende 48 euro una perdita massima. Uno stop ordinario può essere eseguito a un prezzo diverso, il cambio di conversione può muoversi e i costi possono dipendere dalla quantità. Se il lotto minimo supera la dimensione calcolata, il modello non autorizza ad aumentarla. Il controllo dell’ordine deve poter portare anche a non effettuare l’operazione.
La leva cambia il valore del pip?
A quantità costante, la leva non modifica Q × p. Per 25.000 EUR su EUR/USD il pip resta 2,50 USD anche se cambia il margine richiesto. Se invece aumenti Q perché puoi depositare meno margine, aumenta il valore monetario del pip: la causa è la maggiore quantità, non una nuova definizione del decimale.
Il bollettino SEC del 2011 spiega come la leva amplifichi l’impatto economico di piccoli movimenti sul capitale e richiama i costi del trading valutario. È una fonte educativa statunitense, non una descrizione delle tutele italiane attuali. Saper fare i conti non dimostra che un prodotto a leva sia appropriato, e il margine non va confuso con una perdita massima promessa.
Perché non trasferire il pip del Forex a futures, oro o cripto
Una coppia scritta in modo simile non garantisce lo stesso contratto. La lezione CME sui Micro FX descrive per il Micro Euro FX una dimensione di 12.500 EUR e un tick monetario di 1,25 USD. Il prodotto va letto attraverso dimensione, incremento di prezzo, valuta e regolamento: non come «un micro lotto» dedotto dal solo nome.
Nel modello della lezione, 12.500 × 0,0001 produce 1,25 USD per contratto; quattro incrementi producono 5 USD. Il riferimento serve a mostrare il collegamento fra specifiche e denaro, non a sostituire la scheda contrattuale aggiornata o a generalizzare a tutti i futures. Su altri strumenti il passo e il moltiplicatore possono essere diversi.
Per oro, indici o cripto, un’etichetta commerciale «pip» non basta. Cerca quantità del contratto, valuta del profitto, tick e metodo di calcolo. Le formule di un prodotto inverso o non lineare possono essere differenti. Se non riesci a ricostruire un piccolo movimento con un esempio verificabile, non applicare per analogia la formula EUR/USD.
Come verificare un calcolatore e il rendiconto
Il calcolatore Dukascopy rende espliciti coppia, quantità e valuta del conto fra gli input. È un esempio di struttura del controllo, non un servizio raccomandato né una garanzia del risultato netto. Prima di affidarti a un numero, ricostruisci almeno un caso semplice a mano e verifica se lo strumento usa unità, lotti o contratti.
Scorri lateralmente per consultare tutti i controlli.
| Informazione | Verifica concreta | Errore da evitare |
|---|---|---|
| Coppia e verso | Base, quotata, long o short | Invertire segno o cambio |
| Dimensione | Unità base e moltiplicatore | Scambiare lotti e unità |
| Decimali | Pip, punto tecnico e tick | Errore di un fattore dieci |
| Conversione | Valuta, tasso, lato e momento | Trattare USD o JPY come euro |
| Costi | Eseguiti, commissioni e finanziamento | Sottrarre due volte lo spread |
| Riconciliazione | Precisione completa, poi arrotondamento | Forzare il conto al cambio BCE |
Per una posizione chiusa confronta separatamente risultato di prezzo, costi e conversione. Per una posizione aperta annota quale prezzo è usato per la valutazione e quando viene rilevato: il valore visualizzato non è automaticamente un importo già incassato. Conservare questi passaggi rende spiegabile una differenza, senza attribuirla subito a un errore o a una condotta dell’intermediario.
Domande frequenti sui pip nel Forex
Un pip vale sempre un euro?
No. Occorre calcolare quantità per ampiezza del pip e poi convertire dalla valuta quotata a quella del conto. Nel nostro esempio EUR/GBP da 25.000 unità il valore è 2,50 GBP, non 2,50 euro.
Come calcolo il numero di pip fra due prezzi?
Dividi la differenza fra prezzi per l’ampiezza del pip dichiarata nelle specifiche. Per una distanza usa il valore assoluto; per interpretare un profitto serve anche sapere se la posizione era long o short.
La quinta cifra decimale è sempre un pip?
No. Nell’esempio EUR/USD a cinque decimali la quinta cifra misura decimi di pip. Il significato del punto tecnico e il passo minimo del prezzo vanno comunque controllati separatamente.
Quanto valgono 100 pip?
Non esiste un importo universale. Con EUR/USD, 25.000 unità e pip 0,0001 valgono 250 USD prima dei costi; per leggerli in euro serve la conversione pertinente.
Perché su una coppia con yen il calcolo cambia?
Negli esempi il pip è 0,01 e il risultato iniziale è in yen. La conversione è un passaggio successivo: non applicare automaticamente il valore in dollari usato per EUR/USD.
Devo convertire sempre attraverso il dollaro?
No. Se il risultato è in yen e il conto in euro, un rapporto EUR/JPY pertinente permette il calcolo diretto. Una conversione in due passaggi richiede rapporti coerenti e può avere costi differenti.
Più leva significa più euro per pip?
Non a quantità invariata. Se aumenti la quantità cresce l’importo per pip; cambiare soltanto il margine richiesto non modifica la formula del risultato di prezzo del modello lineare.
Posso sottrarre lo spread dal risultato degli eseguiti?
Non di nuovo se hai già usato i prezzi effettivi di acquisto e vendita. Le commissioni separate e gli altri addebiti documentati rimangono invece voci da riconciliare.
Uno stop di 25 pip garantisce la perdita calcolata?
No. Il prezzo effettivo, la conversione e i costi possono differire dalle ipotesi. Il calcolo serve a controllare lo scenario, non rende uno stop ordinario una garanzia.
Il pip è uguale a un punto base?
No. Il pip misura un incremento del rapporto quotato; il punto base misura un centesimo di punto percentuale. Il prezzo di partenza serve per passare da movimento assoluto a variazione relativa.
Posso applicare la formula a un future o a un CFD sull’oro?
Solo dopo aver verificato struttura e specifiche del prodotto. Unità, moltiplicatore, tick e valuta del risultato possono differire; il nome commerciale non prova l’equivalenza con una coppia spot.
Il cambio BCE deve far coincidere il calcolatore con il conto?
No. Un riferimento informativo non coincide necessariamente con il tasso eseguibile del servizio. Per riconciliare il conto servono il cambio effettivamente applicato e gli addebiti previsti.
Fonti e nota metodologica
- OANDA — What is a pip in trading?: convenzioni dei pip e delle pipette; documento educativo dell’operatore.
- OANDA — Micro lots: relazione fra unità, lotto standard, mini e micro nella documentazione indicata; non prova di disponibilità del servizio in Italia.
- MetaQuotes — MQL5, Symbol Properties: proprietà tecniche di punto, tick, dimensione contrattuale e incremento della quantità.
- BCE — Euro foreign exchange reference rates: finalità informative dei cambi di riferimento, non prezzi eseguibili.
- SEC, Investor.gov — Foreign Currency Exchange Trading For Individual Investors, 20 luglio 2011: convenzioni di quotazione, costi e leva; fonte educativa statunitense, non normativa italiana corrente.
- CME Group — Micro FX futures product overview: esempio documentato di dimensione e tick monetario del Micro Euro FX; per operare va letta la scheda vigente.
- Dukascopy — Calcolatore di Pip: input dichiarati per coppia, dimensione e valuta del conto; nessuna raccomandazione dell’operatore.
Fonti consultate il 21 ottobre 2026. Elaborazioni numeriche originali della redazione, verificate separatamente e arrotondate soltanto dove indicato. Gli esempi non descrivono rendimenti realizzati, prezzi correnti o condizioni commerciali disponibili. Sono esclusi gli effetti fiscali; le formule semplificate non riproducono liquidazioni, margini o prodotti non lineari. Contenuto informativo, non consulenza finanziaria personalizzata.
