La sperimentazione dell’euro digitale è prevista nella seconda metà del 2027 e durerà dodici mesi. Lo ha spiegato il 25 settembre Chiara Scotti, Vice Direttrice generale della Banca d’Italia, in un intervento dedicato al progetto. Si tratterà di un pilota con un numero selezionato di intermediari, esercenti e utenti: non è una data di lancio per tutti i cittadini.
Prima del test servono le regole
Il progetto deve ancora superare l’iter legislativo europeo. Secondo Scotti, l’obiettivo è concluderlo nel 2026; solo dopo l’adozione del regolamento la BCE potrà decidere se emettere l’euro digitale e in quali tempi. Una possibile emissione nel 2029 è quindi uno scenario, non una decisione definitiva. Il pilota del 2027 servirà a mettere alla prova tecnologia, distribuzione e accettazione nei pagamenti quotidiani.
La Banca d’Italia presenta l’euro digitale come una forma di moneta pubblica utilizzabile online e offline, da affiancare al contante. Non è una criptovaluta privata né un sostituto immediato delle banconote. Scotti ha ribadito che il contante resterà disponibile, mentre la BCE lavora anche a una nuova serie di banconote.
Commissioni e limiti: ciò che è ancora aperto
Per i cittadini, il progetto prevede gratuità dei servizi di base, come l’apertura del portafoglio digitale e i pagamenti ordinari. Gli esercenti, invece, pagherebbero commissioni di accettazione soggette a limiti: il tetto concreto è ancora in discussione. La Banca d’Italia sta contribuendo con analisi per trovare una soluzione sostenibile anche per i piccoli negozi. Annunciare oggi un importo preciso per transazione sarebbe scorretto.
Si discute anche un limite alla quantità di euro digitali detenibile da ogni utente. L’intento è mantenerlo soprattutto come mezzo di pagamento, senza sottrarre in modo eccessivo depositi alle banche. Non è stato fissato nell’intervento un numero definitivo. Il quadro dovrà bilanciare utilità per i cittadini, stabilità finanziaria e ruolo degli intermediari.
Privacy e pagamenti senza rete
Scotti indica per l’uso offline l’obiettivo di una riservatezza paragonabile al contante; per l’online l’Eurosistema non dovrebbe poter identificare direttamente pagatore e beneficiario. Restano da definire regole operative e limiti necessari per contrastare usi illeciti. Sono caratteristiche progettuali e normative da verificare nella versione finale, non servizi già disponibili in un’app da scaricare.
Per famiglie e imprese la notizia pratica è quindi il calendario del lavoro, non un obbligo di cambiare come si paga oggi: regolamento ancora da completare, pilota nel 2027 e decisione sull’eventuale emissione solo in seguito.
