Salta al contenuto

Goldman Sachs: ricavi a 18,68 miliardi, cresce l’investment banking

Di Andrea Dicanto14 Ottobre 2026
Goldman Sachs: ricavi a 18,68 miliardi, cresce l’investment banking

Goldman Sachs chiude il terzo trimestre 2026 con ricavi netti di 18,68 miliardi di dollari e utile netto di 5,29 miliardi. I conti pubblicati il 13 ottobre mettono al centro l’attività di banca d’investimento: per chi segue Wall Street, il tema non è soltanto quanto guadagna il gruppo, ma da quali servizi arriva il risultato.

Utile per azione e rendimento del capitale

L’utile diluito per azione è di 17,01 dollari e il rendimento annualizzato del capitale ordinario medio, il ROE, è del 18,7%. Nel commento ai risultati, l’amministratore delegato David Solomon attribuisce la performance alla domanda dei clienti per consulenza, esecuzione e finanziamento. Il management indica il secondo livello più alto di ricavi trimestrali e ricavi cumulati da inizio anno da record per la società.

Questa valutazione va attribuita al gruppo, non trasformata in una garanzia per il futuro. Un record aziendale descrive un periodo già concluso; non equivale né a un rendimento promesso agli azionisti né a un prezzo obiettivo del titolo.

La banca d’investimento al centro dei risultati

La documentazione finanziaria dettaglia ricavi di 13,46 miliardi nella divisione Global Banking & Markets, in crescita del 32% sul terzo trimestre 2025. Le commissioni di investment banking arrivano a 3,22 miliardi, con un incremento del 21%: il gruppo richiama maggiori volumi di fusioni e acquisizioni completate e un contributo più elevato delle operazioni azionarie.

I ricavi complessivi crescono del 23% rispetto a un anno prima, ma scendono dell’8% rispetto al secondo trimestre 2026. I due confronti non si contraddicono: mostrano come la scelta della base possa cambiare la lettura dello stesso risultato.

Perché fusioni e quotazioni interessano anche gli investitori italiani

Un’operazione societaria può generare ricavi di consulenza quando viene completata, mentre una quotazione richiede servizi diversi, dalla preparazione dell’offerta al collocamento. Per questa ragione, una banca d’investimento offre una prospettiva sul funzionamento dei mercati che non coincide con quella di una banca focalizzata sui prestiti alle famiglie.

La lettura editoriale è che questi conti siano utili per osservare la disponibilità delle imprese a operare sui mercati dei capitali. Non permettono però, da soli, di dedurre che tutte le aziende possano finanziarsi facilmente o che ogni settore stia attraversando la stessa fase. Conta la distribuzione delle operazioni, non solo il totale delle commissioni.

Un ROE elevato non è il rendimento dell’azione

Il ROE misura la redditività rispetto al capitale impiegato nella banca. Il rendimento di un azionista dipende invece dal prezzo pagato, dai dividendi eventualmente incassati, dal prezzo di vendita e, per un investitore in euro, dal cambio. Confondere queste grandezze porta a leggere una percentuale aziendale come se fosse una cedola garantita.

Anche l’annualizzazione richiede attenzione: proietta la redditività del periodo su una base annua, ma non certifica che il risultato si ripeterà in ciascuno dei trimestri successivi. Per un confronto serio servono la stessa definizione dell’indicatore e un orizzonte coerente.

Il punto da monitorare nei prossimi conti è quindi la capacità di trasformare il volume di attività in utili sostenibili, senza extrapolare automaticamente un trimestre. Questo resoconto si concentra sui dati societari: non attribuisce alla pubblicazione variazioni di Borsa o scostamenti dal consenso degli analisti non documentati.

Fonti

Richiedi informazioni per questo argomento

Disclaimer: Il presente articolo è fornito a titolo informativo e didattico, e non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza finanziaria personalizzata. Ogni decisione di investimento resta sotto la responsabilità del lettore, previa valutazione della propria situazione finanziaria e della propria tolleranza al rischio.