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Commercio UE, via mare il 73,3% delle importazioni per peso: i numeri Eurostat

Di Andrea Dicanto27 Settembre 2026210 visualizzazioni

Nel 2025 il trasporto marittimo ha movimentato il 73,3% del peso delle importazioni di merci dell’UE dai paesi extra-UE e il 72,6% del peso delle esportazioni. Eurostat ha diffuso i dati il 24 settembre 2026. Si tratta di quote misurate in tonnellate, non in euro: per valore il mare rappresenta il 50,2% delle importazioni e il 40,4% delle esportazioni.

Le importazioni via mare ammontano a 1,1 miliardi di tonnellate, per circa 1.270 miliardi di euro; le esportazioni a 0,5 miliardi di tonnellate e 1.069 miliardi. Sono merci scambiate con l’esterno dell’Unione, non tutte le spedizioni fra Stati membri. Questa distinzione è essenziale per interpretare l’esposizione europea alle rotte oceaniche.

Perché peso e valore raccontano storie diverse

Prodotti voluminosi e relativamente economici per chilogrammo, come molte materie prime, viaggiano spesso per nave. I beni di maggior valore per unità di peso possono giustificare il costo del trasporto aereo. Quest’ultimo pesa appena per lo 0,3% delle tonnellate importate, ma per il 20,7% del loro valore; nelle esportazioni le quote sono rispettivamente 2,9% e 29,1%.

La strada conta per il 6,0% del volume delle importazioni e il 19,5% del valore, mentre nelle esportazioni le quote sono 17,4% e 24,9%. Confrontare solo una delle due unità di misura può quindi alterare la lettura della catena logistica europea.

Perché interessa alle imprese

Le aziende che dipendono da merci importate via mare sono sensibili a costi di nolo, congestione portuale e tempi di consegna. Le rotte possono cambiare per ragioni geopolitiche o operative: la statistica Eurostat quantifica il peso strutturale del mare, ma non misura direttamente ritardi o extra-costi delle singole imprese. BorsaMagazine ha già seguito le tensioni logistiche nello Stretto di Hormuz, un esempio di rischio specifico da distinguere dal dato annuale.

Per valutare i margini di una società servono contratti di trasporto, coperture, scorte e capacità di trasferire i costi ai clienti. Il 73,3% è una quota di volume del 2025, non una stima di quanti ricavi sarebbero perduti se una rotta si interrompesse.

Fonti

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Disclaimer: Il presente articolo è fornito a titolo informativo e didattico, e non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza finanziaria personalizzata. Ogni decisione di investimento resta sotto la responsabilità del lettore, previa valutazione della propria situazione finanziaria e della propria tolleranza al rischio.