L’indice di volatilità implicita di Bitcoin ha registrato un calo significativo, raggiungendo livelli non visti da diversi mesi. Secondo quanto riportato da CoinDesk, l’indice BVIV, che misura la volatilità implicita annualizzata a 30 giorni, è sceso al 38%.
Questo valore rappresenta il minimo toccato dalla criptovaluta dall’ottobre 2025, basandosi sui dati forniti da Volmex. In termini tecnici, una riduzione della volatilità implicita indica che gli operatori di mercato prevedono un’oscillazione dei prezzi più contenuta e una minore frequenza di movimenti bruschi nel breve periodo.
Il dato emerge in un momento in cui diverse testate finanziarie continuano a segnalare la presenza di rischi a livello macroeconomico. Nonostante tali avvertimenti, la metrica della volatilità di Bitcoin non sembra riflettere l’incertezza descritta dai titoli di cronaca finanziaria.
Al momento della rilevazione, il prezzo di Bitcoin era attestato a 77.380,63 dollari. La divergenza tra le preoccupazioni macroeconomiche e l’andamento dell’indice BVIV suggerisce una percezione di stabilità da parte dei trader rispetto alle potenziali turbolenze esterne.
