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Evonik, EBITDA rettificato +40% ma perdita da 53 milioni: pesano gli accantonamenti

Di Andrea Dicanto3 Novembre 2026
Evonik, EBITDA rettificato +40% ma perdita da 53 milioni: pesano gli accantonamenti

Evonik aumenta l’EBITDA rettificato del 40%, a 629 milioni di euro, ma chiude il terzo trimestre con una perdita netta di 53 milioni. I conti pubblicati il 3 novembre mostrano un miglioramento dell’attività operativa che convive con gli oneri del programma di efficienza. Gli accantonamenti legati al piano ammontano a 313 milioni nel trimestre.

La società si dice più ottimista sulle prospettive dell’intero esercizio. Questo non significa però che il risultato rettificato possa essere letto come un utile contabile, né che gli interventi di ristrutturazione siano un nuovo piano annunciato oggi.

I ricavi crescono soprattutto attraverso i prezzi

Le vendite trimestrali aumentano del 13% rispetto a un anno prima, il maggiore incremento dal terzo trimestre del 2022. Il gruppo indica prezzi in crescita del 10% e volumi superiori del 2%.

La composizione aiuta a leggere la qualità della crescita: un fatturato sostenuto dai prezzi racconta una dinamica diversa da una forte espansione delle quantità vendute. Per valutare la tenuta nei mesi successivi servono quindi anche domanda, costi delle materie prime e capacità di trasferire i rincari ai clienti.

Il peso dei 313 milioni di accantonamenti

Evonik ha iscritto nel trimestre 313 milioni per misure legate al programma Evonik Tailor Made, fra cui gli oneri connessi alle uscite del personale. L’estensione del programma fino al 2029 era già stata annunciata: i conti rendono visibile l’effetto economico di queste misure.

Il risultato netto resta negativo per 53 milioni, contro una perdita di 106 milioni un anno prima. La perdita si riduce, ma non diventa un utile. L’EBITDA rettificato esclude componenti che continuano invece a incidere sul risultato contabile; per questo i due numeri possono muoversi diversamente.

La differenza è essenziale anche quando si confrontano società con strutture di costi diverse, come spieghiamo nella guida all’utilizzo e ai limiti dell’EV/EBITDA.

La cassa migliora, senza cancellare gli oneri

Il free cash flow del trimestre raggiunge 369 milioni di euro, contro 300 milioni un anno prima. Nei primi nove mesi il totale è di 601 milioni: il dato cumulato comprende già il trimestre e non va sommato di nuovo.

La cassa può migliorare anche in presenza di una perdita contabile, perché tempi di pagamento, investimenti, capitale circolante e rilevazione degli oneri non coincidono. Il miglioramento finanziario va quindi affiancato alla lettura delle componenti escluse dai risultati rettificati.

Previsioni nella metà superiore dell’intervallo

Evonik indica come probabile per il 2026 un EBITDA rettificato nella metà superiore della fascia 2–2,2 miliardi. L’intervallo era già stato alzato a giugno: l’annuncio attuale precisa la posizione attesa al suo interno.

Sul portafoglio di attività, il gruppo attende nei prossimi mesi l’annuncio di un acquirente per Oxeno e ha avviato preparativi per una possibile vendita di Syneqt. Sono processi in corso, non operazioni già concluse. Per i prossimi conti conteranno l’andamento operativo e il costo effettivo dell’esecuzione del piano.

Illustrazione editoriale originale generata con IA per BorsaMagazine. Scena simbolica, non una fotografia degli eventi o di prodotti ufficiali.

Fonti

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Disclaimer: Il presente articolo è fornito a titolo informativo e didattico, e non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza finanziaria personalizzata. Ogni decisione di investimento resta sotto la responsabilità del lettore, previa valutazione della propria situazione finanziaria e della propria tolleranza al rischio.