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Drawdown: come misurare una perdita di portafoglio

Di Andrea Dicanto10 Settembre 2026
Drawdown: come misurare una perdita di portafoglio

Il drawdown misura quanto il valore di un investimento è sceso rispetto al massimo raggiunto in precedenza. Se un portafoglio sale da 100 a 110 e poi scende a 88, il drawdown dal picco è del 20%, non del 12% rispetto al valore iniziale. Il maximum drawdown è la discesa percentuale più profonda da un picco a un minimo successivo nel periodo analizzato.

La metrica descrive il calo della serie osservata lungo il percorso, non necessariamente una perdita realizzata vendendo, ma può essere calcolata correttamente solo su una serie coerente: rendimento totale, versamenti e prelievi separati dalla performance, stessa valuta, frequenza dichiarata e periodo esplicito.

Le misure principali in sintesi

Il picco è il massimo osservato fino alla data corrente. Il drawdown corrente misura quanto siamo sotto quel riferimento; il maximum drawdown identifica la discesa più profonda nella finestra. Profondità, tempo al minimo, recupero e durata sott’acqua rispondono a domande differenti.

Formula del drawdown

Per ogni data t si calcola prima il massimo cumulato della serie:

Piccot = massimo tra Valore0, Valore1, …, Valoret

Con la convenzione negativa, il drawdown è:

Drawdownt = Valoret ÷ Piccot − 1

Il risultato vale zero su un nuovo massimo e diventa negativo sotto il picco. Alcuni servizi mostrano invece la perdita come numero positivo: 1 − Valore ÷ Picco. Entrambe le convenzioni sono valide, ma segno e definizione devono essere dichiarati. In questa guida useremo valori negativi nella serie e una profondità positiva quando diciamo “drawdown del 20%”.

Gli esempi assumono valori della serie e picchi strettamente positivi. Se il riferimento fosse zero, la divisione non sarebbe definita. Se un conto con leva avesse patrimonio negativo, la lettura percentuale richiederebbe un trattamento diverso: non si può applicare questa formula senza verificarne le condizioni e chiamarla un limite al rischio.

Maximum drawdown

Con drawdown negativi, il maximum drawdown è il valore minimo della curva. La trattazione CFA Institute distingue il calo rispetto a un massimo precedente dal peggior episodio del periodo. Il minimo deve essere successivo al picco: non si confrontano due estremi ignorando il loro ordine.

“Massimo” non significa perdita massima possibile in futuro. È soltanto il peggior episodio osservato nei dati, con quella data iniziale, data finale e frequenza. Cambiare il campione può cambiare completamente il risultato.

Esempio completo, riga per riga

Consideriamo una serie di valori indice già corretta per flussi e distribuzioni: 100, 110, 104, 88, 95, 112 e 107. A ogni osservazione si aggiorna il picco soltanto se il valore supera tutti i precedenti.

Serie ipotetica positiva, già coerente per flussi e distribuzioni
OsservazioneValorePicco cumulatoDrawdownStato
11001000,00%Massimo iniziale
21101100,00%Nuovo massimo
3104110-5,45%Sotto il picco
488110-20,00%Minimo dell’episodio
595110-13,64%Recupero parziale
61121120,00%Recupero e nuovo massimo
7107112-4,46%Drawdown corrente

Il maximum drawdown della serie è 20%, dal picco 110 al minimo 88. Il calo dal valore iniziale 100 al minimo è invece 12%: risponde a una domanda diversa. All’ultima osservazione il portafoglio è in un nuovo drawdown del 4,46%, che non sostituisce quello massimo storico.

Perché una perdita richiede un guadagno maggiore

Percentuali di perdita e recupero non sono simmetriche perché il guadagno successivo parte da una base più bassa. Se 100 scende del 20% diventa 80; per tornare a 100 occorre guadagnare 20 su 80, cioè il 25%.

Guadagno necessario = perdita ÷ (1 − perdita)

Perdita e recupero su base cento, senza garanzia temporale
Perdita dal piccoValore residuo su 100Guadagno necessario
10%9011,11%
20%8025,00%
30%7042,86%
40%6066,67%
50%50100,00%
60%40150,00%

Il calcolo non indica quanto tempo servirà né garantisce il recupero. Mostra soltanto la variazione matematica necessaria dal nuovo livello.

Profondità e durata raccontano rischi diversi

Due portafogli possono avere lo stesso maximum drawdown del 20%: uno perde rapidamente e recupera in tre mesi, l’altro scende lentamente e resta sotto il massimo per cinque anni. Il dato singolo non distingue l’esperienza né l’impatto su un investitore che deve prelevare.

È utile registrare almeno data del picco, data del minimo, profondità, data di recupero e durata sott’acqua. Se il vecchio massimo non è ancora stato recuperato, l’episodio è aperto: attribuirgli una durata finale sarebbe scorretto.

Le convenzioni sulla durata possono differire. Alcuni sistemi contano giorni di calendario, altri sedute o osservazioni; alcuni includono le date estreme. Per confrontare fondi o portafogli occorre usare la stessa regola.

Lo stesso rendimento finale può nascondere percorsi opposti

Il rendimento tra data iniziale e finale usa soltanto i due estremi; il drawdown utilizza tutti i valori intermedi. Un portafoglio che passa da 100 a 80 e poi torna a 100 chiude con rendimento cumulato zero, ma ha attraversato un drawdown del 20%. Un altro che oscilla tra 100 e 98 prima di chiudere a 100 ha lo stesso rendimento finale e un’esperienza molto diversa.

Vale anche il contrario: un investimento può terminare con un guadagno e aver subito una forte perdita durante il percorso. Se sale da 100 a 150, scende a 90 e chiude a 130, il rendimento dall’inizio è +30%, mentre il drawdown dal massimo intermedio è -40%. Guardare soltanto inizio e fine nasconde la discesa da 150 a 90.

Questa dipendenza dal percorso rende il drawdown particolarmente utile quando esistono prelievi o vincoli comportamentali. Chi deve vendere al minimo non beneficia del successivo recupero; chi non riesce a tollerare la perdita può interrompere il piano. Tuttavia, la metrica non assegna da sola una probabilità ai percorsi futuri.

Un massimo deve precedere il minimo

La sequenza immaginaria 100, 50, 150 ha un maximum drawdown del 50%, dal primo 100 al successivo 50. Dividere il minimo 50 per il massimo finale 150 produrrebbe una discesa del 66,67%, ma quel massimo si verifica dopo il minimo: il calcolo non descrive un episodio della serie.

Per la stessa ragione, il risultato è sensibile al punto iniziale. Se si osserva soltanto il tratto 50, 150, il drawdown massimo di quella finestra è zero. Il vecchio calo non viene negato: è esterno al campione. Un massimo storico precedente può essere mantenuto come riferimento in un’analisi diversa, ma bisogna dichiararlo invece di mescolare le due finestre.

Come separare episodi diversi

Un episodio inizia dopo un massimo e termina quando quel livello viene raggiunto di nuovo. Tutti i minimi intermedi appartengono allo stesso drawdown finché non avviene il recupero. Contare ogni giorno negativo come un episodio separato moltiplica artificialmente gli eventi.

Nel precedente esempio, i valori 104, 88 e 95 appartengono alla stessa fase iniziata dopo il picco 110. Il minimo 88 ne determina la profondità massima. Il valore 112 chiude l’episodio e stabilisce un nuovo picco; la successiva discesa a 107 apre un secondo episodio ancora in corso.

Per un archivio operativo conviene assegnare a ogni fase un identificativo e registrare massimo, minimo, recupero e stato aperto o chiuso. In questo modo si possono calcolare numero degli episodi, profondità mediana, durata media e quota di tempo trascorsa sotto i massimi, senza sostituire queste statistiche al maximum drawdown.

Durata e recupero: fissare le convenzioni di conteggio

Nel nostro esempio indice a sette osservazioni, il picco 110 è alla seconda, il minimo 88 alla quarta e il primo recupero alla sesta. Misurando intervalli fra osservazioni, la discesa al minimo dura due intervalli, il recupero dal minimo altri due e il tempo picco-recupero quattro. I valori strettamente sotto il picco sono tre: osservazioni tre, quattro e cinque. Quattro intervalli e tre osservazioni sott’acqua non sono la stessa convenzione.

Senza date non possiamo trasformare quegli intervalli in giorni o mesi. Se i dati sono irregolari, contare righe anziché tempo trascorso può essere fuorviante. Un episodio ancora aperto ha una durata osservata fino all’ultima data, non una durata finale. Il fatto che un vecchio episodio abbia recuperato non consente di assegnare la stessa data di recupero al nuovo.

La finestra iniziale modifica il riferimento

Se l’analisi comincia dopo un massimo storico, il primo valore della finestra diventa spesso il picco iniziale e la perdita precedente scompare. Un fondo osservato dal 2020 può avere un maximum drawdown diverso dallo stesso fondo osservato dal 2010. Non è un errore matematico: sono domande diverse.

Per confrontare strumenti si usano date comuni; per comprendere il rischio si possono affiancare l’intera storia disponibile, finestre mobili e periodi di crisi specifici. Va evitato scegliere retroattivamente la finestra che produce il risultato più favorevole. Anche un track record breve non contiene abbastanza scenari per sostenere conclusioni robuste.

Versamenti e prelievi possono falsare il calcolo

Applicare la formula al semplice saldo del conto confonde performance e flussi personali. Se un portafoglio da 100.000 euro effettua un prelievo di 20.000 senza movimenti di mercato, il saldo scende a 80.000: il calcolo ingenuo mostrerebbe -20%, benché la performance sia zero.

L’errore opposto avviene con un versamento. Un portafoglio da 100.000 perde il 10% e vale 90.000; un deposito di 20.000 porta il saldo a 110.000 e sembra cancellare il drawdown, ma l’investimento preesistente resta in perdita.

Per isolare la performance serve una serie unitizzata o una catena di rendimenti per sottoperiodi che neutralizzi i flussi esterni. Gli standard GIPS spiegano che il rendimento time-weighted separa i periodi in corrispondenza dei flussi e collega geometricamente i risultati. Per obiettivi personali, il rendimento money-weighted può rispondere a un’altra domanda; non va però inserito direttamente nella formula del drawdown come se fosse una serie di valori.

Unitizzare i flussi: un esempio completo con tempi espliciti

Costruiamo un portafoglio immaginario con cinquanta quote contabili e valore per quota 100: il saldo è 5.000. Sono quote di calcolo interne all’esempio, non un fondo reale. Escludiamo costi, tasse, distribuzioni e operazioni contemporanee non osservabili; ogni flusso avviene dopo la valutazione indicata.

Il valore per quota sale a 110 e il saldo a 5.500. Il cliente preleva 1.100, pari a dieci quote: restano quaranta quote e 4.400, ma il valore unitario rimane 110. La performance non cambia nell’istante del prelievo. Poi il valore per quota scende a 88 e il saldo a 3.520.

A quel punto viene versata una somma di 880, pari a dieci nuove quote al valore corrente 88. Le quote tornano cinquanta e il saldo 4.400; il valore per quota resta 88, non recupera a 110 per effetto del versamento. Se successivamente la quota raggiunge 110, il saldo torna 5.500 e l’episodio della serie unitizzata si chiude.

Esempio originale: flussi effettuati dopo la valutazione, nessun costo o imposta
PassaggioQuoteValore per quotaSaldoDrawdown unitario
Inizio501005.0000%
Rialzo501105.5000%
Dopo prelievo di 1.100401104.4000%
Ribasso40883.520−20%
Dopo versamento di 88050884.400−20%
Recupero della quota501105.5000%

La discesa del saldo da 5.500 a 3.520 sarebbe del 36%; quella del valore unitario da 110 a 88 è del 20%. Non sono due misure alternative della medesima performance: il saldo contiene anche il prelievo. Il versamento non è un profitto e il prelievo non è una perdita di mercato.

Il GIPS Handbook descrive la valutazione ai flussi e il collegamento geometrico dei sottoperiodi nel rendimento time-weighted. Nel nostro esempio i rendimenti di mercato sono +10%, −20% e +25%: 1,10 × 0,80 × 1,25 − 1 = +10%. Sommarli darebbe +15%, un risultato diverso e scorretto per questa catena. Il drawdown resta una proprietà dell’intero percorso, non del solo rendimento concatenato finale.

Nei dati reali servono valutazioni e orari adeguati: se conosci soltanto il saldo di fine giornata e un flusso avvenuto durante la seduta, potresti non sapere il valore immediatamente prima del flusso. Una convenzione di timing o un’approssimazione va dichiarata, non presentata come ricostruzione esatta. Questo esempio educativo non certifica la conformità GIPS di un portafoglio.

Dividendi, cedole e distribuzioni

Il drawdown di performance dovrebbe usare il total return, cioè includere redditi e distribuzioni secondo una metodologia coerente. FINRA definisce il rendimento totale come variazione di valore più interessi e dividendi. Confrontare un indice di prezzo con un fondo che reinveste proventi produce un risultato non omogeneo.

Investor.gov ricorda che, quando un fondo distribuisce dividendi, interessi o plusvalenze, il NAV diminuisce: quel calo riflette anche il trasferimento di valore al possessore e non equivale automaticamente a una perdita. La serie total return evita di interpretare la distribuzione come drawdown economico.

Lordo, netto, tasse e inflazione

Un drawdown può essere calcolato lordo o netto di commissioni di gestione, costi di negoziazione e imposte. La versione lorda misura il percorso degli investimenti; quella netta descrive meglio il capitale disponibile all’investitore. Bisogna dichiarare quale si usa.

Anche il drawdown reale differisce da quello nominale. Un portafoglio fermo a 100 non mostra perdita nominale, ma perde potere d’acquisto se i prezzi aumentano. Per obiettivi lunghi si può costruire una serie corretta per l’inflazione, senza mescolarla con quella nominale.

In un modello ipotetico con valore nominale fermo a 100 e indice dei prezzi da 100 a 110, il valore a potere d’acquisto iniziale passa da 100 a 100 ÷ 1,10, cioè 90,9091: il drawdown reale è circa 9,09%, mentre quello nominale è zero. Non è un dato attuale sull’inflazione. L’indice scelto e le date devono essere coerenti con la serie finanziaria.

La valuta di calcolo

Un investimento estero può avere drawdown diversi nella valuta locale e nella valuta dell’investitore. Il cambio può amplificare o compensare temporaneamente la caduta dell’attività. Per misurare l’esperienza di un residente in Italia, la serie dovrebbe normalmente essere espressa in euro e includere l’eventuale copertura valutaria effettiva.

Non basta usare la valuta di quotazione dell’ETF: essa può non coincidere con le valute economiche dei titoli sottostanti. La metodologia deve essere coerente con ciò che si vuole misurare.

Supponiamo tre valori in dollari 100, 110 e 88 e cambi espressi in euro per dollaro pari a 0,90, 0,90 e uno. I valori in euro sono 90, 99 e 88: il drawdown dal picco è 11,11% in euro, contro 20% in dollari. Il cambio nell’esempio compensa una parte del calo, ma potrebbe anche amplificarlo in un altro percorso. Nessuno dei tassi è una quotazione attuale.

Frequenza giornaliera, mensile o annuale

Più le osservazioni sono rade, più è possibile perdere minimi intermedi. Una serie mensile basata sui soli fine mese può mostrare un maximum drawdown più contenuto rispetto alla serie giornaliera dello stesso investimento. Con strumenti illiquidi, valutazioni poco frequenti possono produrre una stabilità apparente.

Nel dossier di calcolo annota: prezzo oppure total return; saldo grezzo oppure serie corretta per flussi; frequenza; valuta; costi; date iniziale e finale. Cambiare una di queste scelte può rendere il confronto non omogeneo.

Campionamento: un esempio in cui i minimi spariscono

Supponiamo che una serie positiva osservata più spesso sia 100, 120, 90, 110. Il drawdown massimo è del 25%, dal picco 120 al successivo 90. Se una serie più rada conserva soltanto primo e ultimo valore, 100 e 110, mostra zero drawdown. Il rendimento fra gli estremi è +10% in entrambi i casi.

Il confronto vale per osservazioni appartenenti alla stessa serie, con identico perimetro e senza elaborazioni differenti. Non dimostra che il drawdown ottenuto da dati giornalieri ricostruisca ogni escursione intraday. Non si può inoltre prendere il massimo e il minimo della stessa candela senza sapere quale sia avvenuto prima e chiamarli automaticamente una perdita cronologica.

Come calcolarlo in un foglio di lavoro

Dopo aver creato una serie corretta per flussi e total return, si possono usare quattro colonne: data, valore indice, massimo cumulato e drawdown. Se i valori iniziano in B2:

  • in C2, massimo cumulato: =MAX($B$2:B2);
  • in D2, drawdown negativo: =B2/C2-1;
  • copiare le formule verso il basso;
  • maximum drawdown: =MIN(D:D).

Con la convenzione positiva si usa =1-B2/C2 e poi =MAX(D:D). Il foglio non corregge automaticamente versamenti, prelievi, split, distribuzioni o cambi: la qualità della serie B è più importante della formula.

Un esempio di distribuzione, senza confondere incasso e rendimento

Assumiamo un valore per quota di 100, una distribuzione di quattro e nessun altro movimento: dopo la distribuzione la quota vale 96 e il possessore ha quattro in contanti. La sola serie dei prezzi mostra −4%; quota più contante vale ancora 100 prima di costi e imposte. Se i quattro vengono reinvestiti a 96, acquistano 0,041667 quote aggiuntive e le 1,041667 quote valgono complessivamente 100, mantenendo precisione interna.

È un modello originale di trasferimento di valore, non una previsione sul prezzo negoziato di un ETF né una spiegazione completa di ogni distribuzione. Il bollettino Investor.gov distingue distribuzioni e performance; per un caso reale bisogna verificare origine del pagamento e metodologia del total return.

Portafoglio e singolo strumento

Il drawdown dell’intero portafoglio non è la media semplice dei drawdown delle componenti. Pesi e correlazioni cambiano nel tempo; una classe può compensarne un’altra. Serve una serie del portafoglio ribilanciata secondo le operazioni realmente eseguite.

La diversificazione effettiva può ridurre alcune perdite, ma non garantisce un maximum drawdown inferiore in ogni periodo. Il ribilanciamento modifica inoltre il percorso rispetto a un portafoglio lasciato fluttuare: il confronto deve applicare la regola dichiarata.

Drawdown e benchmark

Confrontare due drawdown ha senso soltanto se mandato, rischio, valuta, periodo e frequenza sono compatibili. Un fondo azionario e un fondo monetario non mirano alla stessa esposizione. FINRA ricorda che il benchmark deve rappresentare un mercato o segmento comparabile.

Si può anche analizzare il drawdown della performance relativa rispetto al benchmark, ma è una metrica diversa dal calo del capitale assoluto. Un fondo può perdere meno del mercato e avere comunque un drawdown negativo rilevante per l’investitore.

Drawdown, volatilità, VaR ed expected shortfall

La volatilità riassume la dispersione dei rendimenti e tratta normalmente rialzi e ribassi nella stessa struttura statistica. Il drawdown osserva invece il percorso rispetto ai massimi. Il Value at Risk stima una soglia di perdita a una probabilità e orizzonte specifici; l’expected shortfall guarda la perdita media oltre quella soglia.

Nessuna misura sostituisce le altre. Il maximum drawdown dipende da un singolo episodio estremo e non esprime la frequenza delle perdite. Chekhlov, Uryasev e Zabarankin hanno sviluppato misure di conditional drawdown che considerano una parte dei peggiori drawdown, proprio per superare alcuni limiti del solo massimo.

Rapporto Calmar: rendimento e drawdown su uno stesso periodo

La trattazione CFA Institute definisce il rapporto Calmar come rendimento annuo composto diviso per la profondità del maximum drawdown, con il medesimo periodo di osservazione. Se i valori ipotetici fossero rendimento annuo composto 12% e drawdown massimo 20%, il rapporto sarebbe 0,60. Non è una previsione né un punteggio che renda sicuro un investimento.

Il denominatore qui è la profondità positiva, non il drawdown con segno negativo. Se il maximum drawdown fosse zero, la divisione non sarebbe definita. Un confronto perde significato se si usa il rendimento di una finestra e il drawdown di un’altra, o se costi e valuta non sono omogenei. Anche il rendimento annuo composto non è una media semplice dei rendimenti annuali.

Come usarlo nella pianificazione

Il drawdown storico serve per rendere concreto il rischio, confrontare percorsi omogenei e progettare stress test. Non va usato come limite garantito. Una crisi futura può superare quella osservata, durare più a lungo o coincidere con prelievi imprevisti.

La guida su capacità e tolleranza alle perdite aiuta a collegare un calo ipotetico alle conseguenze personali. Nell’asset allocation per obiettivi, le somme con scadenza vicina richiedono una valutazione diversa da quelle destinate a orizzonti lunghi.

Limiti del maximum drawdown

  • è retrospettivo e non prevede la prossima perdita;
  • dipende dall’inizio e dalla fine del campione;
  • una sola osservazione può determinare tutto il risultato;
  • non indica probabilità né frequenza dell’evento;
  • non distingue automaticamente perdite liquide e illiquide;
  • può essere sottostimato da dati mensili o valutazioni stabili artificialmente;
  • non incorpora flussi se si usa il saldo grezzo;
  • non misura da solo il rischio di esaurire il capitale durante i prelievi;
  • non garantisce che un massimo precedente venga recuperato.

Procedura pratica

  1. Definire portafoglio, valuta, periodo e frequenza.
  2. Usare valori di mercato e rendimento totale coerenti.
  3. Separare versamenti e prelievi dalla performance.
  4. Costruire la serie cumulata o unitizzata.
  5. Calcolare picco progressivo e drawdown per ogni data.
  6. Identificare massimo, minimo, profondità e recupero.
  7. Segnalare separatamente gli episodi ancora aperti.
  8. Confrontare solo serie con metodologia omogenea.
  9. Affiancare stress test e altre misure di rischio.

Errori comuni

  • calcolare il drawdown dal capitale iniziale invece che dal picco;
  • scambiare il drawdown corrente per quello massimo;
  • usare il saldo del conto senza correggere i flussi;
  • ignorare dividendi e distribuzioni;
  • confrontare dati giornalieri e mensili;
  • mescolare euro e valuta locale;
  • trattare il dato storico come perdita massima futura;
  • ignorare la durata sott’acqua;
  • confrontare portafogli con obiettivi diversi;
  • credere che un -50% si recuperi con un +50%.

Domande frequenti sul drawdown

Che cosa significa drawdown del 20%?

Che il valore è sceso del 20% rispetto a un massimo precedente nella serie considerata. Non indica necessariamente una perdita realizzata.

Come si calcola il maximum drawdown?

Si costruisce il massimo cumulato, si calcola per ogni data valore diviso massimo meno uno e si prende il risultato più negativo.

Drawdown e perdita sono la stessa cosa?

Il drawdown è una perdita rispetto a un picco precedente. Una perdita rispetto al prezzo di acquisto o al capitale iniziale può avere valore diverso.

Quando termina un drawdown?

Quando la serie torna al massimo precedente o lo supera. Se non lo ha ancora fatto, l’episodio è aperto.

Un prelievo crea drawdown?

Non dovrebbe nella serie di performance. Nel saldo grezzo sì, per errore: bisogna correggere il flusso esterno.

Devo usare prezzi o total return?

Per misurare la performance economica è normalmente più coerente il total return, che incorpora redditi e distribuzioni secondo la metodologia scelta.

Perché il dato del broker può essere diverso?

Possono cambiare flussi, frequenza, valuta, costi, periodo, prezzo o total return. Bisogna leggere la metodologia.

Un drawdown basso significa investimento sicuro?

No. Il campione può essere breve, i prezzi poco frequenti o la futura perdita maggiore. Esistono inoltre credito, liquidità e altri rischi.

Quanto serve per recuperare un -30%?

Serve un guadagno del 42,86% sul valore residuo. La formula non indica il tempo e il recupero non è garantito.

Qual è il periodo giusto da analizzare?

Un periodo abbastanza lungo da includere fasi diverse e coerente con l’obiettivo, dichiarando sempre date e frequenza. Più finestre sono più informative di una sola.

Il massimo finale può essere usato contro un minimo precedente?

No, non nel calcolo di un episodio picco-minimo cronologico. Nella serie 100, 50, 150 il drawdown massimo è 50%, non 66,67%: il massimo 150 arriva dopo il minimo.

Sommo i rendimenti dei sottoperiodi?

Per la catena di rendimento si collegano geometricamente i fattori: +10%, −20%, +25% danno complessivamente +10%, non +15%. Occorre comunque un percorso coerente per calcolare il drawdown.

Fonti e nota metodologica

Fonti HTML consultate nei passaggi indicati; per la ricerca sul conditional drawdown è stata consultata la scheda accademica, non l’intero lavoro. Non sono stati utilizzati PDF come se fossero stati letti. Serie, quote contabili, flussi e percentuali sono esempi ipotetici originali. Il maximum drawdown storico non limita la perdita futura e non garantisce il recupero. Le note USA su distribuzioni e performance non vengono presentate come normativa fiscale italiana. Le informazioni non costituiscono consulenza personalizzata.

Richiedi informazioni per questo argomento

Disclaimer: Il presente articolo è fornito a titolo informativo e didattico, e non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza finanziaria personalizzata. Ogni decisione di investimento resta sotto la responsabilità del lettore, previa valutazione della propria situazione finanziaria e della propria tolleranza al rischio.