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Partite correnti USA, disavanzo a 246 miliardi nel secondo trimestre: che cosa indica

Di Andrea Dicanto30 Settembre 2026214 visualizzazioni
Partite correnti USA, disavanzo a 246 miliardi nel secondo trimestre: che cosa indica

Il disavanzo delle partite correnti degli Stati Uniti è salito a 246 miliardi di dollari nel secondo trimestre 2026. Secondo il Bureau of Economic Analysis, è cresciuto di 33,4 miliardi, pari al 15,7%, rispetto ai 212,6 miliardi del primo trimestre, dato rivisto. Il deficit rappresenta il 3,0% del PIL nominale, contro il 2,7% del trimestre precedente.

Non è il saldo del conto in banca

La bilancia delle partite correnti misura i rapporti economici con l’estero: scambi di beni e servizi, redditi da lavoro e capitale e trasferimenti correnti. Il disavanzo americano non è quindi il debito pubblico federale, né la somma delle perdite delle imprese statunitensi. È un indicatore del fatto che, nel periodo considerato, i pagamenti correnti verso il resto del mondo hanno superato gli incassi.

Il BEA attribuisce l’allargamento del deficit soprattutto a un maggiore disavanzo negli scambi di merci. A compensarlo in parte sono stati minori disavanzi nel reddito primario e in quello secondario. Le entrate da esportazioni di beni e servizi e redditi ricevuti dall’estero sono comunque aumentate di 58,8 miliardi, a 1.440 miliardi; le uscite per importazioni e redditi pagati all’estero sono cresciute di 92,2 miliardi, a 1.690 miliardi. Per capire il peggioramento conta la differenza fra i due incrementi, non l’idea che le esportazioni siano necessariamente scese.

La posizione patrimoniale verso l’estero

Nel medesimo comunicato il BEA segnala una posizione patrimoniale netta internazionale di -22.420 miliardi di dollari a fine giugno, rispetto a -21.270 miliardi a fine marzo. Si tratta di uno stock, cioè della differenza fra attività estere detenute dagli americani e passività americane verso investitori stranieri, mentre il saldo delle partite correnti riguarda un flusso trimestrale. I due numeri non sono intercambiabili.

Le variazioni dello stock riflettono anche i prezzi di mercato delle attività, non solo nuovi finanziamenti. Il BEA indica infatti che nel trimestre il valore delle attività estere USA e quello delle passività verso l’estero sono aumentati anche per effetto delle rivalutazioni. Leggere il peggioramento della posizione netta come un indebitamento cash della stessa entità sarebbe fuorviante.

Perché interessa a investitori e imprese

I saldi esteri aiutano a osservare commercio, fabbisogno di finanziamento e relazioni con il resto del mondo. Da soli, però, non prevedono il prossimo movimento del dollaro o della Borsa: per quello contano anche tassi, crescita, flussi di capitale e aspettative. Il dato del secondo trimestre è una fotografia ufficiale, non un segnale operativo automatico.

Fonte

Bureau of Economic Analysis, U.S. International Transactions and Investment Position, 24 settembre 2026.

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Disclaimer: Il presente articolo è fornito a titolo informativo e didattico, e non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza finanziaria personalizzata. Ogni decisione di investimento resta sotto la responsabilità del lettore, previa valutazione della propria situazione finanziaria e della propria tolleranza al rischio.