L’economia italiana è cresciuta dello 0,6% in termini reali nel 2025, secondo la revisione ordinaria dei conti nazionali pubblicata da Istat il 22 settembre 2026. La stima aumenta di 0,1 punti percentuali rispetto a quella diffusa a marzo. Il livello del Pil a prezzi correnti viene corretto a 2.265.003 milioni di euro, cioè circa 2.265 miliardi, con un rialzo di 6.954 milioni rispetto alla precedente valutazione.
La revisione non significa che a settembre sia comparsa nuova attività economica. Istat incorpora informazioni raccolte dopo marzo e aggiornamenti metodologici; ricostruisce il valore dell’anno già concluso. Il 2024 è stato a sua volta rivisto: crescita reale all’1,1%, tre decimi sopra la stima precedente.
Prezzi correnti e crescita reale sono due misure diverse
Il livello di 2.265 miliardi è espresso in euro correnti e risente anche delle variazioni dei prezzi. Lo 0,6% descrive invece la crescita in volume, depurata dall’effetto dei prezzi secondo la metodologia dei conti nazionali. Confrontare direttamente i 6,95 miliardi di revisione nominale con lo 0,6% reale porta a conclusioni sbagliate.
La ricostruzione Istat indica nel 2025 investimenti fissi lordi in aumento del 3,9% in volume, consumi finali nazionali del 1,0%, esportazioni di beni e servizi dell’1,7% e importazioni del 4,2%. Queste componenti aiutano a leggere la struttura della crescita, ma non si sommano semplicemente fra loro per ottenere il Pil: contano i livelli iniziali e le identità contabili.
Deficit al 3,1% del Pil
L’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche nel 2025 è pari al 3,1% del Pil, contro il 3,4% del 2024. Il saldo primario, cioè il saldo prima degli interessi sul debito, è positivo per lo 0,8% del Pil. Un deficit più basso non equivale a debito pubblico in diminuzione: lo stock del debito segue anche interessi, altre operazioni finanziarie e andamento del Pil nominale.
Per chi guarda ai titoli di Stato, la revisione offre una base aggiornata per i rapporti fiscali, ma il mercato valuta soprattutto prospettive future di crescita, fabbisogno e costo di finanziamento. Il rapporto fra tassi e aspettative è approfondito nella nostra guida alla curva dei rendimenti.
Che cosa osservare ora
Il dato revisionato del 2025 non anticipa automaticamente il risultato del 2026. Le prossime statistiche trimestrali, il bilancio pubblico e le previsioni aggiornate diranno se la crescita sta accelerando o rallentando. Questa è una revisione storica importante perché modifica il punto di partenza dei confronti, non una sorpresa sulla produzione corrente.
Fonti
I conti nazionali possono subire ulteriori revisioni secondo il calendario statistico.