Il settore dello sport dava lavoro a 1,8 milioni di persone nell’Unione europea nel 2025. È uno dei dati diffusi da Eurostat in occasione della Settimana europea dello sport, in programma dal 23 al 30 settembre 2026. Il numero comprende occupazioni legate allo sport secondo le definizioni statistiche adottate dall’istituto, non soltanto atleti professionisti.
Il lato industriale offre un’altra misura della filiera: nel 2024 Eurostat contava 5.380 imprese manifatturiere di articoli sportivi nell’UE, con un fatturato complessivo di 8 miliardi di euro. Occupati e fatturato si riferiscono dunque ad anni e perimetri diversi; non possono essere divisi tra loro per ricavare la produttività media del settore.
Una filiera più ampia degli eventi
L’economia sportiva include produzione di attrezzature, palestre, servizi, formazione, commercio e organizzazione di attività. I grandi eventi attirano l’attenzione, ma gli indicatori di occupazione e industria descrivono attività distribuite lungo tutto l’anno e in molti paesi.
Per le imprese, la domanda dipende da reddito delle famiglie, abitudini di consumo, costi energetici e investimenti locali. L’aumento di fatturato nominale, da solo, non prova una crescita dei volumi: quando i prezzi cambiano bisogna distinguere valori nominali e reali.
Che cosa dicono e non dicono i numeri
Gli 8 miliardi riguardano la fabbricazione di beni sportivi, non l’intero giro d’affari dello sport europeo. La cifra non comprende automaticamente diritti televisivi, sponsor, biglietteria o tutte le attività di servizi. Per stimare il valore complessivo occorrono dati compatibili su confini statistici e periodi.
La fotografia di Eurostat conferma comunque che lo sport è anche lavoro e manifattura. Per valutare opportunità d’investimento nelle singole aziende servono conti, margini e posizione competitiva, non soltanto la dimensione aggregata della filiera.
Fonti
Contenuto informativo, non costituisce una raccomandazione d’investimento.