Ad agosto 2026 i prezzi di carburanti e lubrificanti per il trasporto privato nell’Unione europea sono saliti del 23,8% rispetto a un anno prima. Lo comunica Eurostat nell’aggiornamento diffuso il 22 settembre. L’aumento annuo era del 13,7% a giugno e del 16,9% a luglio: la pressione sui costi della mobilità si è quindi intensificata.
I prezzi sono risultati più alti rispetto ad agosto 2025 in 26 paesi su 27. Su base mensile, nell’UE il diesel è cresciuto dell’8,3% e la benzina del 3,3%. In Italia gli aumenti mensili indicati da Eurostat sono stati rispettivamente del 5,2% per il diesel e del 6,3% per la benzina.
Il dato non è il prezzo alla pompa
Le percentuali descrivono l’andamento degli indici armonizzati dei prezzi al consumo, non un prezzo identico in euro al litro in tutti i paesi. Imposte, distribuzione, cambio e composizione del paniere determinano differenze tra mercati. Il +23,8% annuo è la variazione della categoria europea, non quella di ogni distributore italiano.
Per le famiglie l’effetto dipende dai chilometri percorsi e dal tipo di veicolo; per le imprese conta il peso del trasporto nei costi. Rincari prolungati possono trasferirsi alla logistica e ai prezzi finali, come mostra il legame tra petrolio, settori quotati e inflazione.
Che cosa osservare ora
Il confronto tra mesi successivi dirà se l’accelerazione si stabilizza o prosegue. È importante separare il prezzo del greggio da quello del prodotto raffinato e verificare l’andamento di accise e margini. I dati di agosto spiegano una parte delle pressioni inflazionistiche, ma non permettono di prevedere da soli il prezzo alla pompa delle prossime settimane.
Fonti
Contenuto informativo; gli indici statistici non sono quotazioni in tempo reale.