La Bank of England ha illustrato il percorso pluriennale con cui ridurrà i titoli di Stato detenuti per finalità di politica monetaria. Nel discorso pubblicato il 28 settembre 2026, il vicegovernatore Dave Ramsden chiarisce la strategia decisa dal comitato monetario nel mese di settembre: vendite attive di gilt per 20 miliardi di sterline l’anno, insieme ai rimborsi dei titoli che arrivano a scadenza. L’obiettivo dichiarato è completare questa parte del quantitative tightening entro la fine del 2034.
Quanto resta nel portafoglio della banca centrale
La Bank of England indica 488 miliardi di sterline di gilt ancora presenti nell’Asset Purchase Facility. Di questi, 120 miliardi rimarranno a sostegno delle banconote; non rientrano quindi nello stesso percorso di riduzione degli altri titoli. Dei restanti 368 miliardi, 222 miliardi dovrebbero essere mantenuti fino alla scadenza e 146 miliardi venduti. La riduzione media prevista per il portafoglio di politica monetaria è di 46 miliardi l’anno, somma di vendite e rimborsi.
Il piano di 20 miliardi annui riguarda le vendite, non il totale dei titoli che escono dal portafoglio ogni anno. Ramsden spiega che la banca comunicherà entro aprile 2027 come attuerà le vendite. La decisione descritta non è un nuovo taglio o rialzo del Bank Rate annunciato il 28 settembre.
Perché interessa a chi segue i mercati
Quando una banca centrale riduce gli acquisti accumulati in passato, cambia la composizione della domanda e dell’offerta di obbligazioni sul mercato. L’effetto sui rendimenti, però, non si può isolare dalle aspettative sui tassi, dall’inflazione e dai bilanci pubblici. Ramsden cita una reazione dei gilt all’annuncio di settembre, ma non offre una formula per prevedere il prossimo movimento dei prezzi.
La strategia vuole rendere più prevedibile il ritmo di vendita, pur conservando margini di revisione in circostanze eccezionali. Per comprendere perché rendimenti obbligazionari e aspettative economiche si muovano insieme può essere utile la nostra guida alla curva dei rendimenti. Qui parliamo di titoli britannici denominati in sterline, con rischi diversi da quelli di un BTP italiano.
Fonte
Bank of England, discorso di Dave Ramsden sul quantitative tightening, 28 settembre 2026.