Le autorità cinesi hanno attenuato le direttive rivolte ai raffinatori indipendenti, noti come “teapot”, relativamente ai livelli di produzione di carburante. Secondo quanto riportato da OilPrice, a queste imprese è ora permesso ridurre i tassi di lavorazione del greggio.
La decisione interviene mentre i raffinatori indipendenti registrano perdite crescenti. Il provvedimento si inserisce in un contesto in cui le riserve cinesi di petrolio greggio e carburanti risultano essere a livelli elevati.
Il quadro operativo si sviluppa parallelamente alle tensioni in Medio Oriente. Nelle prime settimane del conflitto con l’Iran, l’impossibilità per gli esportatori della regione di spedire i carichi ha influenzato le dinamiche di approvvigionamento.
Nonostante le criticità legate alle spedizioni dai paesi mediorientali, l’attuale volume delle scorte interne alla Cina consente una gestione più flessibile dei ritmi di raffinazione per i soggetti indipendenti.
