Il Price to Book Value, abbreviato P/B o P/BV, confronta il valore di mercato di un’azione con la quota di patrimonio netto contabile attribuibile a quella stessa azione. È particolarmente seguito nell’analisi di banche e imprese patrimoniali, ma un valore inferiore a 1 non prova che il titolo sia sottovalutato e un valore superiore a 1 non dimostra che sia caro.
Il prezzo guarda ai flussi futuri; il valore di libro nasce da attività e passività rilevate secondo regole contabili. Il divario può riflettere redditività, rischio, intangibili non iscritti, perdite attese o semplicemente convenzioni di bilancio. Questa guida spiega come costruire correttamente numeratore e denominatore e come collegare il multiplo al ROE.
Che cos’è il Price to Book Value
La formula per azione è:
P/B = prezzo corrente / valore contabile per azione.
La forma complessiva equivalente è:
P/B = capitalizzazione di mercato / patrimonio netto contabile attribuibile agli azionisti ordinari.
Borsa Italiana definisce il rapporto come prezzo di mercato diviso per capitale proprio per azione. La forma per azione e quella aggregata coincidono soltanto se classe azionaria, numero di azioni e patrimonio hanno lo stesso perimetro.
Se un’azione quota 18 euro e il book value per share è 12 euro, il P/B è 1,5. Il mercato valuta l’equity una volta e mezza il suo valore contabile; il numero non dice ancora se il premio sia giustificato.
Che cos’è il valore contabile del patrimonio
Il patrimonio netto è la differenza contabile tra attività e passività. Comprende capitale versato, riserve, utili trattenuti e altre componenti, al netto delle azioni proprie. Nel bilancio consolidato occorre usare la quota attribuibile ai proprietari della capogruppo, separando le interessenze di terzi.
Il valore contabile nello stato patrimoniale è una misura alla data di chiusura, mentre il prezzo cambia ogni giorno. Prima del calcolo verificare acquisizioni, dividendi, aumenti di capitale, buyback e risultati pubblicati dopo l’ultimo bilancio.
Come calcolare il book value per share
La versione ordinaria è:
BVPS = patrimonio netto attribuibile agli azionisti ordinari / azioni ordinarie in circolazione.
Dal patrimonio si sottrae il valore contabile delle azioni privilegiate se esiste una classe con diritti separati. Il numero di azioni è puntuale, non la media ponderata usata per l’EPS: book value e azioni devono riferirsi alla stessa data.
- Individuare il patrimonio attribuibile ai soci della capogruppo.
- Sottrarre eventuale patrimonio privilegiato pertinente.
- Escludere le azioni proprie già portate a riduzione dell’equity.
- Usare le azioni ordinarie effettive alla data del bilancio.
- Considerare strumenti diluitivi solo con una metodologia dichiarata e coerente.
- Allineare il prezzo alla classe azionaria analizzata.
| Elemento | Dato corretto | Errore frequente |
|---|---|---|
| Prezzo | Quotazione in una data dichiarata | Prezzo attuale con patrimonio ormai superato |
| Patrimonio | Quota attribuibile agli ordinari della capogruppo | Totale consolidato incluse minoranze |
| Azioni | Azioni effettive alla data del patrimonio | Media ponderata dell’EPS senza riconciliazione |
| Azioni proprie | Trattamento coerente nel patrimonio e nel conteggio | Conteggio doppio o mancata esclusione |
| Valuta | Prezzo e book value nella stessa valuta | Conversione a tassi temporali diversi |
| Classe | Equity pertinente alla classe analizzata | Mescolare ordinarie e privilegiate |
Esempio numerico completo
Una società immaginaria ha 1.400 milioni di patrimonio consolidato. Di questi, 120 appartengono a interessenze di terzi e 80 a strumenti privilegiati. Le azioni ordinarie effettive sono 100 milioni e il prezzo è 15 euro. Il bilancio include goodwill per 250 milioni e altri intangibili per 150 milioni. Le cifre sono didattiche.
| Passaggio | Calcolo | Risultato |
|---|---|---|
| Patrimonio ordinario | 1.400 − 120 − 80 | 1.200 milioni |
| Book value per share | 1.200 / 100 | 12 euro |
| Capitalizzazione | 15 × 100 | 1.500 milioni |
| P/B | 15 / 12 oppure 1.500 / 1.200 | 1,25 |
| Tangible common equity semplificato | 1.200 − 250 − 150 | 800 milioni |
| Tangible book value per share | 800 / 100 | 8 euro |
| Price to tangible book | 15 / 8 | 1,88 |
Il titolo appare a 1,25 volte il patrimonio totale e a 1,88 volte quello tangibile semplificato. Nessuna delle due misure è automaticamente migliore: la scelta dipende da attività, acquisizioni e capacità degli intangibili di generare reddito.
Price to tangible book value
Il tangible book value sottrae normalmente goodwill e altre attività immateriali dal patrimonio ordinario. Alcune definizioni rettificano anche imposte differite o altri elementi collegati. Non esiste una formula unica per ogni provider, quindi va sempre ricostruito.
TBV semplificato = patrimonio ordinario − goodwill − altri intangibili.
P/TBV = capitalizzazione / tangible common equity.
Il P/TBV è spesso usato per banche acquirenti o imprese cresciute tramite acquisizioni. Rimuovere gli intangibili non significa considerarli senza valore: marchi, software, licenze e relazioni possono essere essenziali. La misura risponde a una domanda più restrittiva sulla base patrimoniale tangibile.
P/B inferiore a 1: che cosa significa davvero
Un rapporto sotto 1 indica che la capitalizzazione è inferiore al patrimonio contabile. Può riflettere una reale opportunità, ma anche l’aspettativa che attività vengano svalutate, che il ROE resti sotto il costo del capitale o che perdite future erodano l’equity.
Il valore di libro non è il valore di liquidazione. Crediti possono non essere incassati integralmente; impianti specializzati possono essere venduti con sconto; imposte, costi di chiusura e passività potenziali possono assorbire risorse. Prima di parlare di “sconto sul patrimonio” occorre valutarne qualità e capacità reddituale.
- attività sopravvalutate o impairment non ancora riconosciuti;
- redditività strutturalmente insufficiente;
- leva elevata e rischio di ricapitalizzazione;
- contenziosi o obblighi fuori bilancio;
- business in declino che consuma patrimonio;
- controllo societario o allocazione del capitale sfavorevoli.
P/B superiore a 1: il premio può essere razionale
Il mercato può pagare più del patrimonio quando l’impresa genera rendimenti superiori al costo del capitale, possiede intangibili non iscritti o ha opportunità di crescita profittevole. Una società asset-light può creare valore con software, rete commerciale, dati o reputazione sviluppati internamente che non figurano come attività equivalenti.
Il premio non è garanzia di qualità. Un P/B elevato incorpora aspettative che possono fallire; leva, buyback e patrimonio molto ridotto possono gonfiare meccanicamente il rapporto. Occorre capire se il ROE deriva dall’attività o da un denominatore compresso.
La relazione decisiva tra P/B e ROE
Il return on equity confronta utile attribuibile agli azionisti ordinari e patrimonio. In un modello stabile basato sul reddito residuo, il P/B dipende soprattutto dalla capacità di produrre un ROE superiore al costo del capitale proprio, oltre che da crescita e durata del vantaggio.
Con ipotesi semplificate di crescita costante e clean surplus, il multiplo giustificato può essere espresso come:
P/B giustificato = (ROE − crescita) / (costo dell’equity − crescita).
È un modello, non una scorciatoia universale. Se il ROE sostenibile supera il rendimento richiesto, il P/B può essere sopra 1; se è inferiore, un valore sotto 1 può essere coerente. Damodaran collega il multiplo anche a payout, rischio e crescita.
| P/B | ROE rispetto al costo dell’equity | Lettura possibile | Verifica |
|---|---|---|---|
| Sotto 1 | Inferiore | Sconto coerente con distruzione di valore | Recuperabilità degli asset e piano di rilancio |
| Sotto 1 | Superiore | Possibile anomalia o ROE non sostenibile | Qualità degli utili e rischi nascosti |
| Sopra 1 | Superiore | Premio potenzialmente giustificato | Durata del vantaggio e crescita |
| Sopra 1 | Inferiore | Aspettative di recupero o prezzo esigente | Scenari, capitale e consenso |
Come calcolare un ROE coerente
Il ROE usa un flusso annuale al numeratore e uno stock patrimoniale al denominatore. È preferibile dividere l’utile ordinario per il patrimonio medio tra inizio e fine periodo, rettificando grandi operazioni sul capitale. Usare il solo patrimonio finale può distorcere acquisizioni, buyback o dividendi straordinari.
Separare:
- ROE reported e rettificato;
- utile di competenza degli ordinari;
- componenti di other comprehensive income;
- effetto della leva finanziaria;
- utili una tantum e perdite su crediti;
- patrimonio tangibile quando si usa P/TBV.
Un confronto P/TBV dovrebbe usare una redditività tangibile coerente, non un ROE calcolato su un denominatore diverso senza spiegazione.
Goodwill, impairment e acquisizioni
IFRS 3 rileva il goodwill in un’aggregazione aziendale come eccedenza, secondo le regole dello standard, tra corrispettivo e altre componenti e attività nette identificabili. IAS 36 richiede test di impairment e stabilisce che una svalutazione del goodwill non venga ripristinata.
Un’acquisizione può aumentare goodwill e book value senza migliorare immediatamente gli utili. Se le attese vengono deluse, l’impairment riduce patrimonio e utile. Paradossalmente, a prezzo invariato il P/B può salire dopo la svalutazione perché il denominatore diminuisce: un multiplo più alto non indica un miglioramento.
Confrontare acquisitori seriali richiede sia P/B sia P/TBV, rendimento sul capitale investito, debito e risultati delle operazioni acquistate.
Intangibili prodotti internamente
Il valore contabile registra molte attività al costo e non riconosce simmetricamente tutto il capitale intangibile sviluppato internamente. IAS 38 disciplina gli intangibili e distingue ricerca e sviluppo; marchi, testate, liste clienti e goodwill generati internamente non vengono iscritti come attività nelle stesse modalità di quelli acquisiti.
Questo crea una differenza strutturale: un’impresa che acquisisce tecnologia può mostrare più intangibili e patrimonio di una che ha costruito capacità analoghe internamente spesando i costi. Il P/B tra le due può non essere comparabile anche se l’economia sottostante è simile.
Costo storico, fair value e inflazione
“Book value” non significa che ogni attività sia valutata al prezzo corrente. Alcuni strumenti sono misurati al fair value, altri al costo ammortizzato o al costo meno ammortamenti e impairment, secondo lo standard applicabile. Terreni acquistati molti anni prima possono avere valori contabili lontani dal mercato; impianti obsoleti possono valere meno.
Inflazione, cambi e politiche di rivalutazione riducono la comparabilità tra paesi e periodi. Le note contabili indicano criteri di misurazione, riserve e gerarchie di fair value; il multiplo grezzo non sostituisce questa lettura.
Perché il P/B è usato nelle banche
Per una banca, attività e passività finanziarie sono il cuore del business e il patrimonio è una base economica e regolamentare importante. Il P/B, soprattutto insieme a ROE, qualità del credito e capitale, è spesso più naturale dell’EV/EBITDA.
Non basta però confrontare due multipli bancari:
- verificare crediti deteriorati, coperture e costo del rischio;
- distinguere patrimonio contabile, tangible equity e CET1;
- considerare riserve OCI e sensibilità ai tassi;
- analizzare qualità dei depositi, liquidità e raccolta;
- normalizzare utili e accantonamenti sul ciclo;
- valutare requisiti regolamentari e capitale distribuibile.
CET1 e tangible book value non sono sinonimi: nascono da regole e deduzioni diverse. Un P/TBV basso può anticipare perdite o capitale insufficiente, non una liquidazione favorevole.
Assicurazioni e società patrimoniali
Per le assicurazioni, tassi, riserve tecniche, attività finanziarie e standard contabili influenzano patrimonio e utile. P/B e ROE possono essere utili se accompagnati da solvibilità, qualità delle riserve e redditività tecnica.
Holding, immobiliari e società di investimento vengono spesso analizzate con net asset value. Il NAV può usare valori correnti anziché contabili e includere fiscalità e costi centrali. Non va chiamato book value senza riconciliazione.
Quando il P/B è poco significativo
| Situazione | Problema | Analisi alternativa o complementare |
|---|---|---|
| Patrimonio negativo | Il rapporto negativo non ha interpretazione ordinaria | Solvibilità, cassa e ristrutturazione |
| Equity vicino a zero | Il multiplo diventa enorme e instabile | Valore d’impresa e scenari |
| Società asset-light | Intangibili interni assenti dal book | Ricavi, margini, retention e cassa |
| Asset a costo storico remoto | Book distante dai valori economici | NAV o perizia con ipotesi trasparenti |
| Acquisitore seriale | Goodwill domina il patrimonio | P/TBV, ROIC e impairment |
| Imprese in declino | Il patrimonio può essere consumato prima di realizzarsi | Burn rate e valore di liquidazione prudente |
| Regole contabili diverse | Comparabili non omogenei | Riconciliazione delle policy |
Buyback, dividendi e aumenti di capitale
Un buyback riduce cassa e patrimonio. Se le azioni vengono riacquistate sopra il book value per share, il BVPS residuo può diminuire; se vengono acquistate sotto book, può aumentare, a parità di altre condizioni. Il prezzo pagato e le successive cancellazioni o azioni proprie determinano l’effetto.
Un dividendo riduce patrimonio e cassa e può aumentare meccanicamente il P/B dopo lo stacco se prezzo ed equity non si muovono in proporzione. Un aumento di capitale accresce equity e azioni; l’impatto per azione dipende dal prezzo di emissione e dall’uso dei fondi.
Questi movimenti mostrano perché una serie storica va rettificata e letta con il rendiconto finanziario.
Confrontare correttamente aziende e settori
Il confronto richiede stessa data, regole contabili simili, identica definizione di equity e business comparabili. I dataset settoriali di Damodaran affiancano P/B e ROE proprio perché il multiplo isolato è incompleto.
- Usare mediana e distribuzione, non solo media.
- Escludere o segnalare patrimoni negativi.
- Confrontare P/B con ROE corrente e normalizzato.
- Allineare book e tangible book.
- Controllare leva, crescita, payout e costo del capitale.
- Separare banche, assicurazioni, industriali e asset-light.
- Verificare acquisizioni e svalutazioni recenti.
P/B, P/E e altri multipli
Il rapporto prezzo-utili misura il prezzo rispetto a un flusso di risultato; il P/B rispetto a uno stock patrimoniale. Una società con P/B basso e P/E alto può avere molta equity ma scarsa redditività. Una con P/B alto e P/E ragionevole può produrre un ROE elevato su una base patrimoniale ridotta.
Affiancare free cash flow, EV/EBIT, qualità del bilancio e valore intrinseco. I multipli servono a porre domande coerenti, non a sostituire le previsioni.
Checklist pratica
- Annotare data e classe del prezzo.
- Usare patrimonio attribuibile agli ordinari della capogruppo.
- Allineare azioni e patrimonio alla stessa data.
- Separare interessenze di terzi e privilegiati.
- Calcolare sia book value sia tangible book se pertinente.
- Riconciliare goodwill e intangibili.
- Esaminare impairment e valori al costo storico.
- Calcolare ROE su patrimonio medio coerente.
- Distinguere ROE operativo, leva ed elementi eccezionali.
- Controllare buyback, dividendi e aumenti di capitale.
- Non usare P/B con patrimonio negativo o quasi nullo.
- Confrontare solo aziende e policy contabili omogenee.
- Per le banche affiancare qualità del credito e capitale regolamentare.
- Usare scenari e altri multipli prima di concludere.
Domande frequenti
Che cosa significa un P/B di 1?
Significa che la capitalizzazione coincide con il patrimonio contabile usato. Non prova che mercato e attività abbiano identico valore economico.
Un P/B sotto 1 indica sottovalutazione?
Non necessariamente. Può riflettere bassa redditività, perdite attese, asset sopravvalutati o rischio di ricapitalizzazione.
Un P/B alto è sempre negativo?
No. Può essere coerente con ROE superiore al costo del capitale, crescita profittevole e intangibili non iscritti.
Che differenza c’è tra book value e tangible book value?
Il secondo sottrae goodwill e normalmente altri intangibili, con eventuali ulteriori rettifiche secondo la definizione adottata.
Perché il P/B è usato per le banche?
Perché patrimonio, attività finanziarie e capitale sono centrali nel modello bancario. Va comunque affiancato a ROE, credito e requisiti regolamentari.
Si può calcolare con patrimonio negativo?
La formula produce un numero negativo, ma il risultato non ha un’interpretazione valutativa ordinaria ed è considerato non significativo.
Il valore contabile è il valore di liquidazione?
No. Prezzi di realizzo, costi, tempi e passività possono essere molto diversi dai valori iscritti in bilancio.
Il goodwill va sempre sottratto?
Solo se si vuole calcolare una misura tangibile. Per il P/B ordinario resta nel patrimonio; entrambe le versioni vanno interpretate.
Come influisce un buyback sul P/B?
Riduce cassa, patrimonio e azioni. L’effetto sul book value per share dipende soprattutto dal prezzo di riacquisto rispetto al valore contabile.
Qual è il legame tra P/B e ROE?
In generale, un ROE sostenibile sopra il costo dell’equity può giustificare un premio sul book; un ROE inferiore può giustificare uno sconto.
Fonti
- Borsa Italiana, Prezzo/Valore Contabile: definizione, formula, vantaggi e limiti del P/B.
- IFRS Foundation, IAS 1 — Presentation of Financial Statements: prospetto patrimoniale, variazioni del patrimonio e informazioni comparative.
- IFRS Foundation, IAS 36 — Impairment of Assets: recuperabilità degli asset e trattamento dell’impairment del goodwill.
- IFRS Foundation, IAS 38 — Intangible Assets: riconoscimento e misurazione delle attività immateriali.
- IFRS Foundation, IFRS 3 e definizione di business: acquisizioni e rilevazione del goodwill.
- Aswath Damodaran, Determinants of Price to Book Ratios: relazione tra P/B, ROE, crescita, payout e rischio.
- Aswath Damodaran, Price to Book Ratios by Sector: dati settoriali e confronto con ROE e ROIC.
Contenuto informativo ed educativo. Non costituisce consulenza finanziaria né una raccomandazione di investimento.
