Lo stato patrimoniale mostra che cosa possiede e controlla un’azienda, quali obbligazioni deve sostenere e quale valore contabile residuo è attribuibile ai soci in una data precisa. La relazione fondamentale è attività = passività + patrimonio netto. L’uguaglianza deve sempre tornare, ma non dice da sola se l’impresa è solida: due società con lo stesso totale possono avere liquidità, debiti, scadenze e qualità degli attivi completamente differenti.
Per un investitore, leggere questo prospetto significa andare oltre “cassa alta” o “debito basso”. Occorre distinguere breve e lungo termine, capire come sono valutati crediti, magazzino, impianti e avviamento, verificare le scadenze delle passività e ricostruire perché il patrimonio netto è cambiato. Questa guida approfondisce lo stato patrimoniale; per il collegamento con conto economico, rendiconto finanziario e note si può partire dalla guida completa su come leggere un bilancio societario.
Che cos’è lo stato patrimoniale
Nei bilanci IFRS il nome tecnico è statement of financial position, in italiano prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria. È una fotografia alla data di chiusura: 31 dicembre, 30 giugno o un’altra data scelta dall’esercizio sociale. Diversamente dal conto economico, che copre un intervallo, lo stato patrimoniale esprime saldi in un istante.
IAS 1 richiede un set completo almeno annuale con importi comparativi dell’esercizio precedente. In determinate circostanze di applicazione retroattiva, rideterminazione o riclassificazione può essere necessario anche un terzo stato patrimoniale all’inizio del periodo comparativo. Il confronto è indispensabile: un saldo isolato non rivela se cassa, crediti o debiti stiano aumentando.
L’equazione: attività = passività + patrimonio netto
Le attività rappresentano risorse economiche controllate dall’impresa per effetto di eventi passati. Le passività sono obbligazioni presenti a trasferire risorse economiche. Il patrimonio netto è l’interesse residuo nelle attività dopo aver dedotto tutte le passività. Ogni operazione contabile mantiene l’equilibrio.
Se una società ottiene un finanziamento di 100, la cassa aumenta di 100 e il debito aumenta di 100: il patrimonio netto non cambia. Se compra un macchinario pagando 40 in contanti, diminuisce la cassa e aumenta l’impianto dello stesso importo. Se genera un utile di 20 non distribuito, il risultato accresce in linea generale il patrimonio netto, con contropartite nelle attività o passività interessate.
| Operazione semplificata | Attività | Passività | Patrimonio netto |
|---|---|---|---|
| Versamento di capitale per 100 | Cassa +100 | Nessuna variazione | Capitale +100 |
| Prestito bancario per 100 | Cassa +100 | Debito +100 | Nessuna variazione |
| Acquisto impianto in contanti per 40 | Impianti +40, cassa −40 | Nessuna variazione | Nessuna variazione immediata |
| Acquisto merci a credito per 30 | Rimanenze +30 | Fornitori +30 | Nessuna variazione immediata |
| Utile trattenuto per 20 | Variazione netta +20 | Nessuna variazione nell’esempio | Utili portati a nuovo +20 |
| Dividendo pagato per 10 | Cassa −10 | Nessuna variazione dopo il pagamento | Riserve −10 |
Gli esempi sono volutamente essenziali: imposte, costi, ammortamenti e tempi di regolamento possono aggiungere altre scritture. Il punto è capire che un’attività finanziata a debito non crea automaticamente patrimonio e che spostare valore tra due attività non produce da solo un utile.
Corrente e non corrente: la prima distinzione
IAS 1 prevede normalmente la separazione tra voci correnti e non correnti, salvo che una presentazione per liquidità fornisca informazioni più affidabili e rilevanti. Per questo banche e alcune istituzioni finanziarie possono mostrare le voci soprattutto in ordine di liquidità.
Un’attività è corrente, in sintesi, quando è destinata a essere realizzata o consumata nel normale ciclo operativo, è detenuta per negoziazione, si prevede di realizzarla entro dodici mesi oppure è cassa o equivalente non vincolato per almeno dodici mesi. Una passività è corrente quando sarà regolata nel normale ciclo, è detenuta per negoziazione, scade entro dodici mesi o l’impresa non ha alla data di bilancio il diritto di differirne il regolamento per almeno dodici mesi.
“Corrente” non significa sempre “entro un anno”: se il ciclo operativo identificabile è più lungo, crediti, rimanenze e fornitori collegati possono restare correnti. Inoltre, la classificazione contabile non garantisce la liquidità economica. Una scorta corrente può essere obsoleta; un credito corrente può essere incassato tardi.
Come leggere le attività correnti
Cassa e disponibilità liquide
La cassa è l’attivo più liquido, ma bisogna leggere la nota. Distinguere disponibilità libere, depositi vincolati, cassa detenuta in controllate e strumenti inclusi negli equivalenti. Una società può mostrare molta cassa lorda e contemporaneamente debito elevato perché la liquidità serve al ciclo operativo, si trova in giurisdizioni differenti o non è immediatamente utilizzabile dalla capogruppo.
Crediti commerciali
I crediti rappresentano vendite già rilevate ma non ancora incassate. Confrontare il loro tasso di crescita con quello dei ricavi, l’anzianità, la concentrazione dei clienti e l’accantonamento per perdite attese. Crediti in aumento non sono automaticamente negativi: possono accompagnare l’espansione. Diventano un segnale da approfondire quando crescono persistentemente più delle vendite o quando peggiorano tempi di incasso e scaduto.
Un controllo semplice è il DSO, giorni medi di incasso: crediti commerciali medi divisi per ricavi a credito, moltiplicati per i giorni del periodo. Se non sono disponibili le vendite a credito, i ricavi totali danno solo un’approssimazione. Stagionalità, acquisizioni e factoring possono alterare il confronto.
Rimanenze
Materie prime, semilavorati e prodotti finiti hanno rischi diversi. IAS 2 prevede la valutazione al minore tra costo e valore netto di realizzo. Un magazzino che aumenta più delle vendite può segnalare preparazione alla crescita, acquisti anticipati per carenze oppure domanda inferiore alle attese. Cercare svalutazioni, obsolescenza, politiche di costo e composizione.
La rotazione delle scorte si può stimare dividendo il costo del venduto per le rimanenze medie. I giorni di magazzino sono approssimativamente rimanenze medie divise per costo del venduto, moltiplicate per i giorni. I confronti hanno senso soprattutto con concorrenti simili e periodi omogenei.
Altre attività correnti
Possono comprendere anticipi a fornitori, ratei, risconti, attività contrattuali, crediti fiscali e strumenti finanziari. Non sommarle alla cassa senza analizzarle: un pagamento anticipato ridurrà costi futuri ma non è denaro disponibile; un’attività contrattuale dipende dall’adempimento e dalla fatturazione.
Come leggere le attività non correnti
Immobili, impianti e macchinari
Gli immobilizzi materiali sostengono la produzione per più esercizi. Il valore contabile è normalmente costo meno ammortamenti e svalutazioni, oppure deriva da un modello di rivalutazione quando consentito e adottato. Non equivale al prezzo di mercato. Leggere movimenti dell’anno: acquisti, dismissioni, ammortamenti, impairment, differenze cambio e variazioni del perimetro.
Confrontare investimenti e ammortamenti aiuta a porre domande, non a dare risposte automatiche. Investimenti inferiori agli ammortamenti per anni possono riflettere attività mature ed efficienti oppure sottoinvestimento. Investimenti superiori possono indicare espansione o progetti dal rendimento incerto.
Diritto d’uso da leasing
Con IFRS 16 il locatario rileva per quasi tutti i leasing un’attività per diritto d’uso e una passività finanziaria correlata, con alcune eccezioni. Per confrontare imprese che affittano immobili, negozi, aeromobili o attrezzature con imprese che li possiedono, includere le passività di leasing nell’analisi della leva e leggere scadenze e pagamenti.
Attività immateriali e avviamento
Brevetti, software, licenze, marchi e relazioni contrattuali possono essere attività identificabili. Le spese interne non sono tutte capitalizzabili e il valore contabile spesso non riflette la forza economica di un marchio creato internamente. Questo limita i confronti tra crescita organica e crescita tramite acquisizioni.
L’avviamento nasce tipicamente quando il prezzo di un’acquisizione supera il valore netto delle attività identificabili e passività assunte secondo le regole applicabili. IAS 36 richiede di verificare le perdite di valore; per le unità cui è allocato goodwill il test ha cadenza almeno annuale e quando emergono indicatori. Se il valore contabile supera quello recuperabile si rileva un impairment. Il test dipende da flussi previsti, crescita e tasso di attualizzazione: leggere ipotesi e sensibilità.
Partecipazioni, attività finanziarie e imposte differite
Nel bilancio separato della capogruppo le partecipazioni possono dominare l’attivo; nel consolidato le controllate sono integrate voce per voce, mentre altre partecipazioni seguono trattamenti differenti. Le attività finanziarie possono essere misurate con basi diverse, quindi la nota è essenziale.
Le attività fiscali differite derivano da differenze temporanee e, in alcuni casi, da perdite fiscali riportabili. Non sono cassa: il recupero dipende dall’esistenza futura di imponibili e dalle regole fiscali. Verificare orizzonte, riconoscimento e quota non iscritta.
Passività correnti: dove nasce il rischio di liquidità
Le passività correnti includono generalmente debiti verso fornitori, quote di prestiti in scadenza, passività di leasing a breve, imposte da pagare, retribuzioni maturate, fondi correnti e anticipi o passività contrattuali. Il totale va confrontato con attività liquide e flussi attesi, non solo con le attività correnti aggregate.
- Fornitori: un aumento può finanziare il circolante, ma termini sempre più lunghi possono segnalare tensione.
- Debito a breve: verificare se sarà rimborsato, rinnovato o rifinanziato e a quale costo.
- Passività contrattuali: denaro incassato prima di consegnare beni o servizi; è una fonte di finanziamento, ma comporta un’obbligazione operativa.
- Ratei e altri debiti: leggere la composizione, soprattutto se cresce più dell’attività.
Passività non correnti: debito, leasing, fondi e pensioni
Debito finanziario
Ricostruire prestiti bancari, obbligazioni, linee utilizzate, tasso fisso o variabile, valute, garanzie e scadenze. La nota dovrebbe consentire di creare una mappa annuale dei rimborsi. Il debito nominale può differire dal valore contabile per costi di emissione, premi, sconti e valutazioni; per la capacità di rimborso contano importi contrattuali e interessi.
Controllare covenant e margine disponibile. La classificazione tra corrente e non corrente dipende dai diritti esistenti alla data di bilancio; eventi o accordi successivi possono richiedere informativa senza cambiare automaticamente la fotografia a quella data. Leggere anche eventi successivi e relazione sulla continuità.
Passività di leasing
Sommarle o separarle dal debito bancario dipende dall’analisi, ma non ignorarle. Un negozio con molti contratti di locazione ha pagamenti obbligatori anche se il debito “tradizionale” sembra basso. Confrontare il valore attuale in bilancio con la tabella dei pagamenti futuri e con il diritto d’uso nell’attivo.
Fondi e passività potenziali
IAS 37 definisce un fondo come una passività di ammontare o scadenza incerti. Può riguardare garanzie, contenziosi, bonifiche ambientali, contratti onerosi o ristrutturazioni. Il fondo è rilevato quando esiste un’obbligazione presente, è probabile un deflusso di risorse e l’importo può essere stimato attendibilmente.
Una passività potenziale può non apparire tra i debiti iscritti ma essere descritta nelle note, salvo casi in cui la possibilità di deflusso è remota. Per l’investitore la distinzione è cruciale: il totale delle passività in pagina non esaurisce necessariamente tutti i rischi. Leggere natura, incertezza, stima finanziaria e possibili rimborsi.
Benefici ai dipendenti e imposte differite
Obbligazioni pensionistiche e altri benefici dipendono da tassi di attualizzazione, aspettative di vita, crescita salariale e attività a servizio dei piani. Le passività fiscali differite rappresentano imposte future collegate a differenze temporanee; non vanno confuse con un debito tributario già esigibile. Anche qui scadenza e realizzabilità richiedono la nota.
Patrimonio netto: che cosa comprende
Il patrimonio netto non è un conto corrente disponibile per gli azionisti e non coincide con il valore di Borsa. È il residuo contabile tra attività e passività, composto da più elementi:
| Componente | Origine | Che cosa controllare |
|---|---|---|
| Capitale emesso | Apporti formalizzati in azioni | Numero, classi e valore nominale |
| Sovrapprezzo e altre riserve di capitale | Importi versati oltre il capitale e operazioni sul capitale | Disponibilità e natura delle riserve |
| Utili portati a nuovo | Risultati cumulati non distribuiti | Utili, perdite e dividendi nel tempo |
| Altre riserve | Cambio, coperture, rivalutazioni e altre componenti complessive | Segno, volatilità e possibilità di riciclo |
| Azioni proprie | Riacquisti effettuati dall’impresa | Riduzione del patrimonio e successivo utilizzo |
| Interessenze di terzi | Quota di controllate non posseduta dalla capogruppo | Quota di utile e netto non attribuibile agli azionisti della capogruppo |
Un patrimonio netto elevato può dipendere da attività difficili da monetizzare o avviamento; uno basso può derivare da buyback rilevanti, modello poco capital intensive o perdite. Un patrimonio netto negativo è un segnale serio, ma va spiegato: non prova da solo insolvenza e può avere significati diversi per una società operativa, una holding o un’impresa con forti riacquisti. Liquidità e solvibilità dipendono da flussi, scadenze e accesso ai finanziamenti.
Valore contabile, patrimonio tangibile e valore di mercato
Il book value attribuibile agli azionisti della capogruppo è il patrimonio netto di competenza, non necessariamente il totale comprensivo delle interessenze di terzi. Il valore contabile per azione si ottiene dividendo per le azioni in circolazione coerenti con la data. Non rappresenta una stima certa di liquidazione né il valore economico dell’impresa.
Il patrimonio tangibile sottrae in genere goodwill e altre attività immateriali, ma non esiste una sola definizione operativa. Può essere utile per attività in cui la protezione patrimoniale conta, purché si dichiari la formula. Un brevetto può avere valore economico reale pur essendo immateriale; al contrario, un impianto obsoleto può valere meno del dato contabile.
La capitalizzazione è prezzo per azioni: incorpora aspettative future, rischi e rendimenti richiesti. È normale che differisca dal patrimonio netto. Il rapporto prezzo/valore contabile ha significato solo confrontando modelli contabili e settori omogenei, ed è particolarmente delicato quando gli intangibili non iscritti sono centrali.
Capitale circolante e liquidità
Il capitale circolante netto semplificato è attività correnti meno passività correnti. Una versione operativa esclude cassa e debito finanziario e considera crediti, rimanenze, altri elementi operativi e fornitori. Le due misure rispondono a domande diverse e devono essere nominate chiaramente.
| Indicatore | Formula semplificata | Utilità | Limite |
|---|---|---|---|
| Capitale circolante netto | Attività correnti − passività correnti | Margine contabile di breve | Non misura la velocità di conversione in cassa |
| Current ratio | Attività correnti / passività correnti | Copertura complessiva del breve | Include rimanenze e crediti potenzialmente lenti |
| Quick ratio | (Cassa + titoli liquidi + crediti) / passività correnti | Esclude in genere il magazzino | Qualità dei crediti e definizioni variano |
| Debt to equity | Debito finanziario / patrimonio netto | Leva rispetto al capitale contabile | Instabile con patrimonio molto basso o negativo |
| Debt to assets | Debito finanziario / attività | Peso del debito sugli impieghi | Il valore contabile degli attivi può essere poco informativo |
| Debito netto | Debito finanziario − cassa ed equivalenti ammessi | Posizione finanziaria al netto della liquidità | Non tutta la cassa è liberamente disponibile |
Un current ratio sotto 1 non implica automaticamente una crisi: supermercati e imprese con incassi immediati possono operare con capitale circolante negativo. Un rapporto alto non garantisce sicurezza se è formato da scorte obsolete e crediti deteriorati. Servono flussi di cassa, rotazioni e confronto settoriale.
Esempio completo di lettura
La seguente società industriale immaginaria presenta dati in milioni. L’esempio non rappresenta un emittente reale.
| Voce | Anno 1 | Anno 2 | Variazione da approfondire |
|---|---|---|---|
| Cassa | 80 | 55 | −25 |
| Crediti commerciali | 120 | 175 | +55, più rapidi dei ricavi ipotizzati |
| Rimanenze | 100 | 145 | +45, verificare rotazione |
| Altre attività correnti | 30 | 35 | +5 |
| Attività non correnti | 470 | 590 | +120, inclusa acquisizione |
| Totale attività | 800 | 1.000 | +200 |
| Fornitori e altre passività correnti | 140 | 205 | +65 |
| Debito finanziario corrente | 40 | 95 | +55 e scadenza ravvicinata |
| Debito e leasing non correnti | 210 | 300 | +90 |
| Fondi e altre passività | 60 | 70 | +10 |
| Patrimonio netto | 350 | 330 | −20 nonostante l’espansione |
| Passività + patrimonio netto | 800 | 1.000 | L’equazione torna |
L’aumento delle attività è finanziato soprattutto da fornitori e debito, mentre la cassa scende. Crediti e scorte assorbono risorse. Le attività non correnti crescono per un’acquisizione, ma il patrimonio netto diminuisce: potrebbero esserci dividendi, riacquisti, perdite complessive o differenze cambio. Occorre aprire rendiconto, prospetto del patrimonio e note.
Il current ratio passa da 330/180 = 1,83 a 410/300 = 1,37: resta sopra 1 ma peggiora. Il debito finanziario lordo passa da 250 a 395 e quello netto da 170 a 340. Questi calcoli non condannano l’acquisizione: mostrano che il rendimento atteso deve compensare una struttura più esposta e che le scadenze meritano attenzione.
Analisi orizzontale, verticale e per composizione
L’analisi orizzontale confronta ogni voce nel tempo, sia in valore assoluto sia in percentuale. L’analisi verticale esprime le attività come percentuale del totale e passività e patrimonio nello stesso modo. La composizione rende visibile, per esempio, se l’avviamento è passato dal 10% al 30% dell’attivo o se il breve termine pesa sempre più sul debito.
Usare almeno tre-cinque esercizi e spiegare rotture di serie dovute ad acquisizioni, cessioni, cambi di valuta, principi contabili o riclassifiche. Confrontare date omogenee: un’impresa stagionale può avere scorte e fornitori molto diversi a marzo e dicembre.
Consolidato e separato: non confonderli
Nel consolidato, attività e passività delle controllate entrano nel gruppo e i rapporti infragruppo vengono eliminati secondo le regole applicabili. Il patrimonio include la quota di terzi quando alcune controllate non sono possedute al 100%. Nel separato della capogruppo, invece, l’attivo può contenere soprattutto partecipazioni e crediti verso società del gruppo.
Per analizzare il business complessivo, il consolidato è normalmente il punto di partenza. Il separato resta utile per dividendi distribuibili, debiti e garanzie della capogruppo, flussi infragruppo e dipendenza dalle controllate. Una cassa abbondante in una controllata non è necessariamente disponibile per pagare un’obbligazione della holding.
Voci fuori dal prospetto che restano importanti
Non tutto il rischio appare come passività riconosciuta. Impegni d’acquisto, garanzie, contenziosi potenziali, alcuni contratti, attività date in pegno e rischi fiscali possono essere soltanto nelle note. Anche supplier finance, factoring e cessione di crediti richiedono attenzione per capire se il debito operativo nasconde una sostanza finanziaria o se parte dei crediti è stata trasferita con rischio residuo.
Controllare inoltre gli eventi successivi: rifinanziamenti, violazioni di covenant, acquisizioni, aumenti di capitale o perdite su attività avvenuti dopo la chiusura possono cambiare il quadro disponibile all’investitore, pur non modificando sempre i saldi della data precedente.
Segnali d’allarme nello stato patrimoniale
- cassa in calo mentre debito a breve e interessi aumentano;
- crediti e rimanenze che crescono stabilmente più dei ricavi;
- molte attività “altre” senza dettaglio sufficiente;
- forte aumento di costi capitalizzati rispetto alle spese;
- goodwill elevato e test di impairment basato su ipotesi con poco margine;
- passività correnti concentrate senza linee o flussi adeguati;
- covenant vicini alle soglie e rifinanziamenti non completati;
- fornitori in forte crescita insieme a ritardi o supplier finance;
- fondi in diminuzione mentre i rischi descritti restano invariati;
- passività potenziali rilevanti non incluse nei rapporti di leva;
- patrimonio eroso da perdite, distribuzioni o riacquisti finanziati a debito;
- grande differenza tra cassa consolidata e disponibilità della capogruppo.
Un segnale non è una prova di insolvenza, frode o cattiva gestione. Serve a formulare una domanda verificabile e a cercare risposta nelle note, nei prospetti collegati e nelle comunicazioni regolamentate.
Errori comuni
- Considerare tutte le attività correnti equivalenti alla cassa.
- Sottrarre l’intera liquidità dal debito senza valutarne vincoli e fabbisogno.
- Confondere totale passività e debito finanziario.
- Ignorare leasing, fondi, garanzie e passività potenziali.
- Interpretare il patrimonio netto come valore certo di liquidazione.
- Confrontare book value e capitalizzazione senza considerare settore e criteri contabili.
- Usare solo i saldi finali invece delle medie per indicatori di rotazione.
- Confrontare società con date, valute o perimetri diversi.
- Fermarsi al consolidato senza verificare la posizione della capogruppo.
- Calcolare rapporti senza mantenere la stessa definizione nel tempo.
Checklist pratica
- Verificare data, valuta, unità, perimetro e principi contabili.
- Controllare che attività equivalgano a passività più patrimonio netto.
- Confrontare almeno tre esercizi e ricostruire le variazioni maggiori.
- Separare corrente e non corrente, senza confondere classificazione e liquidità.
- Valutare qualità di cassa, crediti, rimanenze e altre attività.
- Leggere movimenti di impianti, diritto d’uso, intangibili e goodwill.
- Mappare debito per strumento, tasso, valuta, garanzia e scadenza.
- Includere leasing e verificare covenant e linee disponibili.
- Analizzare fondi, pensioni, imposte differite e passività potenziali.
- Separare patrimonio della capogruppo e interessenze di terzi.
- Riconciliare utili, dividendi, buyback e altre riserve con il prospetto del netto.
- Collegare variazioni patrimoniali a conto economico e rendiconto finanziario.
Domande frequenti
Perché lo stato patrimoniale deve essere in pareggio?
Perché ogni risorsa è finanziata da creditori o proprietari. La partita doppia registra ogni operazione mantenendo attività uguali alla somma di passività e patrimonio netto.
Qual è la differenza tra passività e debiti?
Le passività comprendono tutte le obbligazioni riconosciute, inclusi fornitori, fondi, imposte, leasing e anticipi contrattuali. Il debito finanziario è solo una parte del totale.
Che cosa significa attività corrente?
In sintesi, una risorsa realizzata o consumata nel normale ciclo, detenuta per negoziazione, realizzabile entro dodici mesi oppure cassa non vincolata nel periodo. Non significa automaticamente che sarà incassata subito.
Un current ratio sopra 1 è sempre positivo?
No. Dipende dalla qualità e velocità degli attivi, dalla stabilità dei fornitori, dalla stagionalità e dal settore. Un rapporto alto formato da scorte obsolete può essere debole.
Il patrimonio netto è il valore dell’azienda?
No. È un residuo contabile basato sui valori iscritti. Il valore economico dipende da flussi futuri e rischi; quello di mercato dipende anche dalle aspettative degli investitori.
Che cosa succede se il patrimonio netto è negativo?
Le passività superano contabilmente le attività. È un segnale da analizzare con urgenza insieme a liquidità, flussi, scadenze e norme applicabili, ma non equivale automaticamente a insolvenza.
Goodwill elevato significa che l’azienda è sopravvalutata?
Non necessariamente. Indica soprattutto premi pagati in acquisizioni e aspettative incorporate. Bisogna valutarne peso, performance delle unità acquisite e sensibilità dei test di impairment.
I leasing vanno considerati debito?
Per valutare obblighi finanziari e leva è generalmente prudente considerarli, mantenendo però distinta la definizione usata e confrontando imprese in modo coerente.
Perché le banche presentano uno stato patrimoniale diverso?
Perché liquidità, depositi, prestiti e strumenti finanziari sono centrali nel loro modello; una presentazione per liquidità può essere più rilevante. Anche gli indicatori da usare sono specifici.
Da dove si ricava il debito netto?
Non sempre è una voce IFRS unica. Si parte dai debiti finanziari e si sottraggono cassa ed equivalenti ammessi, dichiarando se si includono leasing, titoli liquidi e altre componenti.
Fonti
- IFRS Foundation, IAS 1 — Presentation of Financial Statements: struttura del prospetto, comparativi e distinzione corrente/non corrente.
- IFRS Foundation, IAS 2 — Inventories: costo, valore netto di realizzo e svalutazione delle rimanenze.
- IFRS Foundation, IAS 36 — Impairment of Assets: valore recuperabile, indicatori e test sulle unità cui è attribuito l’avviamento.
- IFRS Foundation, IAS 37 — Provisions, Contingent Liabilities and Contingent Assets: fondi, obbligazioni e passività potenziali.
- IFRS Foundation, IFRS 16 — Leases: attività per diritto d’uso e passività da leasing nel bilancio del locatario.
- IFRS Foundation, Conceptual Framework for Financial Reporting: definizioni di attività, passività e patrimonio netto.
- U.S. Securities and Exchange Commission, Beginner’s Guide to Financial Statements: equazione patrimoniale, natura delle voci e indicatori di base.
Contenuto informativo ed educativo. Non costituisce consulenza finanziaria o contabile né una raccomandazione di investimento.
