I prezzi del petrolio hanno registrato un calo di circa il 4% nelle prime ore di mercoledì. Secondo quanto riportato da OilPrice, questa tendenza riflette l’orientamento degli operatori di mercato che scommettono sulla possibilità di un accordo tra Stati Uniti e Iran.
La flessione delle quotazioni avviene nonostante le preoccupazioni legate alla rapida diminuzione delle scorte. Tale situazione si verifica mentre lo Stretto di Hormuz resta chiuso a causa di nuove ostilità tra Stati Uniti e Iran.
Nelle prime operazioni di mercoledì in Europa, il WTI Crude, il greggio di riferimento statunitense, ha risentito di queste dinamiche. Le speranze legate a un possibile compromesso diplomatico tra Washington e Teheran sembrano prevalere, nel breve termine, sui rischi legati all’approvvigionamento.
Il mercato energetico si trova quindi a gestire due spinte opposte: da un lato l’impatto delle tensioni geopolitiche che hanno bloccato uno dei passaggi marittimi più critici, dall’altro l’ipotesi di una risoluzione diplomatica che spinge i trader a vendere le posizioni.
