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Il minerale più raro del mondo è in Italia? Ichnusaite e nuragheite

Di Redazione O26 Luglio 2019112571 visualizzazioni
Il minerale più raro del mondo è in Italia? Ichnusaite e nuragheite

Ichnusaite e nuragheite esistono davvero e sono state riconosciute come nuove specie minerali internazionali dopo il ritrovamento a Su Seinargiu, nel territorio di Sarroch, in Sardegna. Sono rarissime dal punto di vista mineralogico, ma non è corretto presentarle come gemme “più preziose dei diamanti” o attribuire loro un ipotetico prezzo da record.

La loro importanza è soprattutto scientifica: sono i primi due molibdati naturali di torio descritti dalla ricerca. I campioni studiati sono microscopici, fragili e non costituiscono una risorsa estraibile o un bene negoziato. Rarità scientifica, valore commerciale e disponibilità di una materia prima sono concetti diversi.

Articolo originariamente pubblicato nel 2019 e completamente verificato e aggiornato il 10 settembre 2026 sulla base delle pubblicazioni mineralogiche e dei registri IMA-CNMNC.

La risposta breve: sono rarissime, ma non esiste una classifica definitiva

Non esiste un’autorità che assegni stabilmente il titolo di “minerale più raro del mondo”. L’International Mineralogical Association approva e classifica le specie; le pubblicazioni scientifiche descrivono località, campioni e proprietà. Il numero di ritrovamenti può cambiare quando vengono riesaminati vecchi campioni o individuati nuovi giacimenti.

Un lavoro pubblicato nel 2016 su American Mineralogist spiegava che più della metà delle oltre 5.000 specie allora approvate era nota in cinque località o meno. Lo studio citava l’ichnusaite come esempio di combinazione geochimica inconsueta tra molibdeno e torio, ma non costruiva una graduatoria dei minerali in base al prezzo.

AffermazioneVerificaDato corretto
“Sono più preziosi dei diamanti”FuorvianteLa rarità mineralogica non determina da sola un prezzo commerciale
“Sono gemme estraibili”Non dimostratoI campioni descritti sono microcristalli scientifici, non materiale da gioielleria
“Li ha scoperti Robert Hazen”ErratoLe descrizioni sono firmate da Paolo Orlandi e altri mineralogisti italiani; Hazen studiò la rarità mineralogica
“American Mineralogist stila la classifica dei più preziosi”ErratoÈ una rivista scientifica che pubblicò gli studi sulle due specie e sulla rarità
“Il diamante si forma con un processo biologico”ErratoÈ un minerale che si forma in condizioni geologiche di elevata pressione e temperatura

Dove sono state scoperte ichnusaite e nuragheite

La località tipo è la mineralizzazione a molibdeno e bismuto di Su Seinargiu, presso Sarroch, nell’area metropolitana di Cagliari. “Località tipo” indica il luogo dal quale proviene il materiale usato per descrivere formalmente una nuova specie.

L’IMA-CNMNC approvò l’ichnusaite con il numero 2013-087 e la nuragheite con il numero 2013-088. I materiali tipo indicati nel bollettino IMA sono conservati nelle collezioni del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, a Calci, con i numeri di catalogo 19679 e 19680.

La scoperta non fu opera di Robert Hazen. L’articolo scientifico sull’ichnusaite è firmato da Paolo Orlandi, Cristian Biagioni, Luca Bindi e Fabrizio Nestola; quello sulla nuragheite da Paolo Orlandi, Cristian Biagioni, Luca Bindi e Stefano Merlino. Hazen e Jesse Ausubel pubblicarono successivamente lo studio generale sulle cause della rarità nel regno minerale.

Le caratteristiche dei due minerali

CaratteristicaIchnusaiteNuragheite
Formula idealeTh(MoO4)2·3H2OTh(MoO4)2·H2O
Approvazione IMA2013-0872013-088
Prima descrizione completaAmerican Mineralogist, 2014American Mineralogist, 2015
Primato scientificoPrimo molibdato naturale di torio descrittoSecondo molibdato naturale di torio descritto
Sistema cristallinoMonoclinoMonoclino
Aspetto descrittoCristalli tabulari incolori, sottili, fino a 200 micrometriCristalli tabulari incolori, associati all’ichnusaite
Località tipoSu Seinargiu, SarrochSu Seinargiu, Sarroch

La differenza chimica più immediata è il grado di idratazione: l’ichnusaite contiene tre molecole d’acqua nella formula ideale, la nuragheite una. Lo studio sull’ichnusaite descrive cristalli sottilissimi, incolori, con lucentezza perlaceo-adamantina, fragili e lunghi al massimo circa 200 micrometri, cioè 0,2 millimetri.

La scarsità del materiale e l’associazione intima tra le due specie resero impossibile misurare direttamente alcune proprietà dell’ichnusaite, tra cui densità e caratteristiche ottiche. È il contrario dell’immagine di una grande pietra brillante: la rilevanza emerge dall’analisi mineralogica e cristallografica.

Perché sono così rare

Un minerale può essere raro per più motivi: perché richiede una combinazione chimica insolita, perché si forma in condizioni fisiche molto ristrette, perché è instabile nell’ambiente superficiale oppure perché è difficile da riconoscere. Nel caso dell’ichnusaite e della nuragheite, l’associazione naturale tra torio e molibdato e le condizioni locali di alterazione hanno prodotto strutture cristalline eccezionali.

“Raro” non significa necessariamente che ogni particella disponibile sia stata trovata. Significa che, sulla base delle conoscenze e dei campioni riconosciuti, la specie ha una distribuzione estremamente limitata. Le banche dati possono essere aggiornate: per questo è più corretto parlare di minerali tra i più rari conosciuti, evitando primati assoluti destinati a diventare rapidamente imprecisi.

Perché non hanno un prezzo come i diamanti

Un prezzo di mercato richiede compratori, venditori, quantità scambiabili, criteri di qualità e transazioni comparabili. I diamanti possiedono una filiera commerciale globale, standard gemmologici, tagli, carature e mercati all’ingrosso e al dettaglio. Ichnusaite e nuragheite sono invece specie studiate su quantità minime e conservate come materiale scientifico.

La frase “più raro dei diamanti” può descrivere la distribuzione di una specie, ma non autorizza a concludere che valga di più. La rarità senza commerciabilità può produrre un grande valore conoscitivo e nessun prezzo finanziario osservabile. Non risultano quotazioni, listini o un mercato liquido su cui costruire una valutazione.

Il confronto è utile anche per distinguere i minerali da collezione dalle vere materie prime. Nel caso dei diamanti, decisioni industriali e commerciali possono incidere sui flussi globali, come mostra l’analisi sui dazi russi applicati alle esportazioni di diamanti. Per ichnusaite e nuragheite non esiste un’analoga catena economica.

Il torio rende questi minerali radioattivi?

Entrambe le formule includono torio, un elemento naturalmente radioattivo. Questo dato chimico non consente però di valutare l’esposizione senza conoscere quantità, attività del campione, distanza e modalità di manipolazione. I materiali di studio appartengono a collezioni scientifiche e vanno gestiti secondo le procedure dei laboratori e dei musei.

La presenza del torio aiuta anche a spiegare l’interesse della ricerca. Gli autori dello studio sull’ichnusaite sottolineano che la sua struttura offre informazioni sulla cristallochimica dei molibdati degli attinidi, composti che possono formarsi durante l’alterazione del combustibile nucleare esaurito e influenzare il comportamento dei radionuclidi in un deposito. È una possibile rilevanza scientifica, non la prova di un impiego industriale immediato del minerale sardo.

Su Seinargiu continua a essere importante per la mineralogia

La storia del sito non si è fermata alle approvazioni del 2013. Le ricerche hanno descritto diversi minerali della mineralizzazione a molibdeno e bismuto e, nel 2022, una newsletter IMA-CNMNC ha formalizzato la sarrochite, approvata come IMA 2021-116 e denominata proprio in riferimento a Sarroch.

Questo aggiornamento è più significativo di qualunque fantasia su una miniera di gemme. Su Seinargiu è una località scientifica capace di mostrare associazioni chimiche e strutture poco comuni. Il valore consiste nei campioni, nella documentazione e nelle conoscenze prodotte dalla loro analisi.

Anche il tema delle terre rare e del riciclo dei magneti industriali dimostra perché occorre distinguere le parole: “terre rare” è il nome di un gruppo di elementi utilizzati in filiere economiche reali; “minerale raro” descrive invece la limitata diffusione di una specifica specie. Le due condizioni possono coincidere, ma non sono sinonimi.

E i diamanti? Anche il confronto geologico andava corretto

Il diamante non nasce attraverso un processo biologico. Il Gemological Institute of America spiega che i diamanti naturali si sono formati nel mantello terrestre, a elevate pressioni e temperature, tra circa 90 milioni e 3 miliardi di anni fa. Le eruzioni vulcaniche li hanno poi trasportati verso la superficie.

Non è corretto neppure sostenere in modo generale che le miniere mondiali siano prossime all’esaurimento o che il prezzo dei diamanti aumenti automaticamente. Produzione, scorte, qualità gemmologica, domanda, diamanti sintetici e politiche dei produttori influenzano il mercato. Nessuno di questi fattori consente di assegnare un prezzo a un microcristallo mineralogico privo di mercato.

Domande frequenti

Qual è il minerale più raro del mondo?

Non esiste un titolo ufficiale e immutabile. Diverse specie sono note da un unico campione o da pochissime località, e nuove analisi possono modificare il quadro. Ichnusaite e nuragheite rientrano tra le specie mineralogiche eccezionalmente rare.

Ichnusaite e nuragheite si trovano soltanto in Sardegna?

Su Seinargiu è la località tipo e il luogo del ritrovamento che portò al riconoscimento delle due specie. Eventuali affermazioni sulla distribuzione mondiale vanno riferite allo stato aggiornato delle banche dati, perché nuovi ritrovamenti o riclassificazioni sono sempre possibili.

È possibile investire in questi minerali?

Non esiste un mercato finanziario o gemmologico organizzato per ichnusaite e nuragheite. Sono campioni di interesse scientifico, non strumenti di investimento né materie prime quotate.

Perché si chiamano così?

Il nome ichnusaite richiama Ichnusa, antico nome greco della Sardegna. Nuragheite richiama invece i nuraghi, le caratteristiche costruzioni megalitiche dell’isola.

Fonti

L’immagine è una ricostruzione editoriale originale e non raffigura un campione identificato di ichnusaite o nuragheite. Le informazioni hanno finalità giornalistiche e scientifico-divulgative e non costituiscono una raccomandazione d’investimento.

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Disclaimer: Il presente articolo è fornito a titolo informativo e didattico, e non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza finanziaria personalizzata. Ogni decisione di investimento resta sotto la responsabilità del lettore, previa valutazione della propria situazione finanziaria e della propria tolleranza al rischio.