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Bruxelles contro Italia : procedura d’infrazione attivata

Procedura Infrazione Italia

Il 5 Giugno la commissione europea ha dichiarato di voler attivare una procedura d’infrazione ai danni dell’Italia, in base ai bilanci e al debito pubblico. Accusata di non aver rispettato i parametri europei per la riduzione di quest’ultimi, l’Italia rischia una multa salata ed il blocco di prestiti da parte della Banca Europea.

Ci si mette anche il rapporto debito/Pil a peggiorare le cose, mentre i politici italiani scaricano la colpa sul PD (Partito Democratico) colpevole di aver aumentato il debito pubblico negli anni 2017-2018.

La procedura d’infrazione

Secondo l’art. 126 co. 3 del Trattato dell’Unione Europea (testo che regola il “funzionamento” dell’UE), se uno stato membro dell’UE non rispetta i criteri comuni per quanto riguarda bilancio e debito pubblico, la commissione può preparare una relazione e chiedere di avviare una procedura di infrazione. E così è successo.

In pratica la commissione europea ha dichiarato (secondo i dati Eurostat) che nel 2018 il rapporto tra debito e Pil in Italia è aumentato del 132,2 %, ben oltre il parametro base fissato al 60 %.  Tutto ciò ha fatto scattare giustamente la procedura ai danni dell’Italia, anche se la dichiarazione dell’UE è solo il primo di tanti altri passaggi burocratici da effettuare prima di applicare le sanzioni previste.

L’Unione Europea accusa il nuovo governo italiano (1° Giugno 2018) per l’aumento dei costi del servizio del debito pubblico, ricavi effettivi dalle privatizzazioni molto più bassi delle stime e i nuovi emendamenti come “Quota 100” che secondo Bruxelles metterebbero in pericolo la sostenibilità dell’Italia a lungo termine. Inoltre, la commissione europea ricorda all’Italia che era già stata avvisata nel maggio 2018 di non aver fatto abbastanza per quanto riguarda il debito pubblico del 2016 e del 2017, ed in qualche modo Bruxelles aveva già chiuso un occhio.

Cosa impossibile da ripetere per il 2018, dato che il consiglio della commissione era stato di intervenire sul carico fiscale del lavoro e di attuare una riduzione della spesa pensionistica. Consigli che non sono stato del tutto seguiti, come si può capire anche dalla nuova Legge di Bilancio.

La situazione attuale

Il debito pubblico in Italia è in continua crescita, soprattutto dopo l’insediamento del nuovo governo, secondo i dati della Banca d’Italia è cresciuto di 33 miliardi di euro in pochi mesi. Certo, anche il PD ci ha messo del suo aumentandolo di circa 200 miliardi in 4 anni, si è venuta a creare una situazione catastrofica.

Per risolvere il problema o quantomeno limitare i danni, l’UE chiede l’aumento dell’IVA e il ritorno dell’IMU, stavolta anche sulla prima casa e senza sconti, e l’abolizione di Quota 100, proprio in un momento in cui la disoccupazione, nel primo trimestre 2019, sembrava abbassarsi dando segnali positivi (Leggi anche ‘In Italia diminuisce il tasso di disoccupazione (primo trimestre 2019)‘  ).

In questo modo l’Italia potrebbe pian piano risollevarsi, anche se a nostro avviso “spremere” i cittadini italiani non porterà invece a nulla di buono.

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Last modified: 07/06/2019