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Eurostat, disuguaglianza dei redditi in Italia al minimo della serie 2014-2025

Di Andrea Dicanto25 Ottobre 2026
Eurostat, disuguaglianza dei redditi in Italia al minimo della serie 2014-2025

Illustrazione editoriale originale generata con IA per BorsaMagazine. Composizione simbolica, non una fotografia dei luoghi o degli eventi descritti.

La disuguaglianza dei redditi in Italia diminuisce nel dato Eurostat riferito al 2025, ma resta superiore alla media europea. Nel dataset originale ILC_DI12 il coefficiente di Gini è pari a 31,0 per l’Italia e 29,2 per l’Unione europea a 27 Paesi.

Il confronto con il 2024 mostra una riduzione dell’indicatore italiano da 32,2 a 31,0: 1,2 punti in meno. Il valore UE passa invece da 29,4 a 29,2. Il divario italiano rispetto alla media europea rimane quindi di 1,8 punti.

Un minimo nella serie disponibile, non un dato del 2026

La verifica diretta della serie Eurostat 2014-2025 mostra che 31,0 è il valore italiano più basso nell’intervallo disponibile. Il dataset consultato riporta un aggiornamento al 20 ottobre 2026: data di aggiornamento e anno statistico descrivono due cose diverse.

La notizia riguarda dunque l’osservazione dell’indagine 2025, tornata nel confronto pubblico del 24 ottobre. La metodologia EU-SILC precisa che le variabili di reddito si riferiscono all’anno solare precedente, quindi al 2024. Non misura la distribuzione dei redditi maturati durante tutto il 2026 e non permette di attribuire il miglioramento a una singola decisione recente.

Che cosa misura il coefficiente di Gini

L’indicatore considera la distribuzione del reddito disponibile equivalente. Nella scala da zero a cento, valori inferiori indicano una distribuzione più uniforme. Il reddito equivalente serve a rendere confrontabili famiglie di dimensione e composizione diverse.

Il Gini non misura il reddito medio, il patrimonio o la crescita del potere d’acquisto. Una sua riduzione può quindi convivere con esperienze economiche diverse tra le famiglie. Per leggere il dato sui consumi o sul risparmio occorre affiancarlo ai livelli di reddito e alle condizioni delle varie fasce.

I calcoli delle differenze riportate nell’articolo sono ricavati dai valori del dataset: punti dell’indice, non variazioni percentuali dei redditi.

Fonti

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Disclaimer: Il presente articolo è fornito a titolo informativo e didattico, e non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza finanziaria personalizzata. Ogni decisione di investimento resta sotto la responsabilità del lettore, previa valutazione della propria situazione finanziaria e della propria tolleranza al rischio.