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CGIA: 23,2 milioni di pensioni e 24,1 milioni di occupati, attenzione al confronto

Di Andrea Dicanto25 Ottobre 2026
CGIA: 23,2 milioni di pensioni e 24,1 milioni di occupati, attenzione al confronto

Illustrazione editoriale originale generata con IA per BorsaMagazine. Composizione simbolica, non una fotografia dei luoghi o degli eventi descritti.

Quasi una pensione erogata per ogni occupato: è il rapporto evidenziato dall’Ufficio studi della CGIA, che mette a confronto 24,1 milioni di lavoratori occupati e quasi 23,2 milioni di pensioni nel 2025. L’analisi originale è pubblicata sul sito dell’associazione il 23 ottobre; il dossier allegato reca la data del 24 ottobre 2026.

Il dato richiede una precisazione: il numero delle pensioni pagate non coincide con quello delle persone pensionate. Il confronto proposto dalla CGIA riguarda trattamenti e occupati, non due gruppi di individui contati con lo stesso criterio.

Il ricambio nel lavoro è il nodo economico

Lo studio collega il rapporto all’invecchiamento della popolazione e alla difficoltà di sostituire i lavoratori in uscita. Per il periodo 2025-2029 stima tre milioni di passaggi verso la quiescenza, con una concentrazione nelle regioni centro-settentrionali.

Si tratta di una previsione sull’intero intervallo, non del numero di uscite ancora da realizzare a partire da oggi. Sul lato della spesa, il dossier prospetta 388,6 miliardi di euro nel 2029 a legislazione vigente: anche questo è uno scenario, non un consuntivo.

Perché il rapporto non basta a misurare la sostenibilità

Il numero degli assegni e quello degli occupati offrono una fotografia utile della pressione demografica, ma non descrivono da soli tutti i flussi del sistema. Per valutarne l’equilibrio economico servono anche importi dei trattamenti, retribuzioni, contributi e trasferimenti.

Per le imprese il tema pratico è inoltre il passaggio delle competenze: un’uscita dal lavoro può richiedere formazione e affiancamento prima che il posto venga coperto. Il dossier richiama quindi sia il bilancio previdenziale sia la capacità produttiva. Trasformarlo nella formula «un lavoratore mantiene un pensionato» cancellerebbe queste differenze.

Fonti

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